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18 dicembre 2017

L'Associazione Agenti Marittimi della Spezia propone all'AdSP un patto per accelerare l'attuazione delle opere

Fontana: dobbiamo dichiarare guerra alla burocrazia che sta uccidendo il nostro porto

Gli agenti marittimi della Spezia hanno proposto all'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale un impegno comune per snellire le pratiche burocratiche che ostacolano l'attività del porto cittadino. «Molti anni fa, sulla spinta di imprenditori illuminati - ha ricordato Andrea Fontana, presidente dell'Associazione Agenti Marittimi, a nome della community portuale spezzina - La Spezia lanciò e affermò una formula tutta sua, una vera e propria via spezzina alla portualità moderna. E fu un successo fenomenale perché furono riscritte le regole del gioco talora anche correndo sulla lama del rasoio delle normative vigenti. Oggi - ha esortato Fontana - dobbiamo trovare lo stesso coraggio, dichiarando guerra alla burocrazia che sta uccidendo il nostro porto».

«Se altrove - ha rilevato Fontana - i tempi della burocrazia possono essere compatibili con i ritmi operativi e le aspettative di traffico, a La Spezia rischiano di diventare letali. È quindi necessario un nuovo patto per La Spezia, una vera e propria riscrittura delle regole del gioco».

Per riscrivere le regole del gioco gli agenti marittimi hanno proposto un impegno su due fronti, che prevede da parte degli operatori portuali di mettersi in gioco a 360 gradi per assumersi responsabilità anche eccedenti il loro ruolo e di seguire puntualmente tutte le fasi del progetto sollecitando e stimolando i vari passaggi anche con presenza fisica negli uffici dove le pratiche si incagliano, e da parte dell'Autorità di Sistema Portuale di porre in cima all'agenda dei suoi impegni la previsione e la vigilanza sui tempi certi, non sforabili o negoziabili fra l'approvazione dei progetti e l'avvio dei lavori di nuove opere.

In particolare, la proposta è quella di fissare un termine massimo di sei mesi dall'approvazione all'apertura dei cantieri e, nel caso di uno sforamento, prevedere un meccanismo silenzio-assenso, frutto del riconoscimento di una procedura di emergenza nell'interesse collettivo del porto e della città.

L'Associazione Agenti Marittimi ha osservato che «il modello Expo di Milano ha dimostrato in termini innovativi che i tempi della burocrazia possono e devono essere tagliati, anche attraverso una pressione congiunta (anche con gli operatori e l'aiuto dei media e dei social) sugli uffici competenti per sbloccare le pratiche incagliate addebitandone motivi e responsabilità».

«Il caso delle barriere fonoassorbenti - ha specificato l'associazione - è emblematico. Al di là del fatto che proprio queste barriere inciderebbero in modo decisivo sull'impatto ambientale del terminal container denunciato in questi giorni dal sindaco di La Spezia, è paradossale per un opera di questo tipo sopportare anni di attesa per passare dal progetto ai fatti e per realizzare lavori che ancora oggi non sono stati neppure avviati».

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