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21 settembre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 08:29 GMT+2



2 gennaio 2018

In diminuzione i sinistri marittimi nelle acque territoriali italiane nel periodo 2007-2016

Lieve crescita nel 2016 dopo che nel 2015 era stata riscontrata una flessione più accentuata rispetto agli anni precedenti

Nel periodo 2007-2016 il numero di sinistri marittimi occorsi nelle acque territoriali italiane o in quelle limitrofe è risultato in quasi costante diminuzione e nel solo anno 2016 si è rilevato un lieve incremento nel numero degli incidenti dopo che nell'anno precedente era stata riscontrata una flessione più accentuata di tale dato rispetto agli anni precedenti. Si è passati infatti dai 349 sinistri osservati nel 2007 ai 248 sinistri rilevati nel 2015, fino ai 272 registrati nel 2016, con un decremento complessivo nel 2016 del -22,06% rispetto al valore assunto nel 2007, e un incremento del +9,68% rispetto al rispettivo valore dell'anno precedente.

Lo evidenzia il Rapporto sui sinistri marittimi per l'anno 2016 presentato oggi dalla Direzione Generale per la vigilanza sulle Autorità portuali, le infrastrutture portuali ed il trasporto marittimo e per vie d'acqua interne del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Lo studio contiene l'analisi delle dinamiche e delle cause più frequenti degli incidenti e sinistri marittimi, con l'obiettivo di individuare e risolvere le criticità esistenti e fornire allo stesso tempo uno strumento utile per gli operatori del comparto marittimo per elevare i livelli di sicurezza della navigazione marittima e del lavoro a bordo delle navi.

Il Rapporto precisa che il quadro complessivo degli incidenti occorsi nelle acque italiane o in quelle limitrofe presenta dati contrastanti: anche se il numero di incidenti in mare risulta in diminuzione, si è rilevato un forte incremento nel numero di ferimenti e decessi in mare negli anni dal 2011 al 2013, dovuto principalmente a gravissimi sinistri marittimi legati al fenomeno dell'immigrazione clandestina. Dagli studi effettuati - specifica il documento - è molto interessante rilevare come l'andamento dei decessi e dei ferimenti nei sinistri marittimi occorsi a navi nazionali, pur presentando un andamento crescente dal 2008 fino all'anno 2013, è poi diminuito negli anni successivi. Tale incremento appare dovuto principalmente ai due gravi incidenti avvenuti nel 2012 e nel 2014 alle navi Costa Concordia e Norman Atlantic, nell'ambito di un quadro altrimenti piuttosto uniforme sia dei decessi sia dei ferimenti causati da sinistro marittimo.

Il documento sottolinea inoltre che si è riscontrato negli ultimi anni un progressivo declino della flotta navigante, ragione per cui alla flessione nel numero di incidenti non corrisponde sempre una analoga diminuzione dell'indice di incidentalità, in particolare per le navi da carico, per il trasporto di passeggeri e per i pescherecci.

Nel 2016 i 272 sinistri marittimi registrati rispetto ai 248 dell'anno precedente hanno coinvolto 325 navi (311 nel 2015) e nel corso di questi incidenti sono andate perdute 18 navi (21 nel 2015). Nel 2016 in questi sinistri, così come nel 2015, hanno perso la vita nove persone e i feriti sono stati 33 rispetto a 41 nell'anno precedente.

Il Rapporto specifica che la distribuzione dei sinistri marittimi durante il 2016 non sembra influenzata dalla stagionalità, ad eccezione degli incidenti che hanno coinvolto unità da diporto e che sono occorsi maggiormente durante la stagione estiva.

Circa la tipologia di incidenti, nel complesso del periodo 2007-2016 le tipologie di sinistro marittimo più frequenti risultano essere l'affondamento dell'unità navale, la collisione e l'urto (rispettivamente il 20,55%, il 20,52% e il 17,30% dei sinistri complessivamente occorsi nel periodo considerato).

Si è rilevato che la tipologia di sinistro marittimo più frequente, ovvero gli affondamenti, ha principalmente come fattori causali gli errori o le omissioni nella manutenzione dell'unità navale e degli apparati di bordo, e le criticità legate alle merci o persone, trasportate a bordo in quantità eccessiva o distribuite in modo tale da rendere instabile l'unità navale. Invece le altre due categorie di sinistro molto frequenti, avvenute complessivamente su oltre metà delle unità di tipo commerciale, ovvero le collisioni e gli urti, è risultato siano state causate preminentemente da criticità legate alla mancata osservanza delle regole da 5 a 7 e da 12 a 18 del Regolamento Internazionale per Prevenire gli Abbordi in Mare (COLREG), e in particolare alla mancata osservanza del servizio di vedetta a bordo della nave.


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