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15 novembre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 23:51 GMT+1



5 febbraio 2018

Il mondo manifatturiero ha bisogno di un adeguato sviluppo delle infrastrutture e della logistica

Lo sottolinea la Federazione del Mare

«Per mantenere una posizione di avanguardia nel mondo manifatturiero è sempre più necessario un adeguato sviluppo delle infrastrutture e della logistica, in modo da assicurare trasporti celeri, efficaci ed economici tra le aree nazionali od europee e quella grande porta sul mondo che è il mare». Lo ha evidenziato la Federazione del Mare, organizzazione che riunisce gran parte delle associazioni del settore marittimo italiano, a conclusione del forum “Shipping, Forwarding & Logistics Meet Industry che è terminato venerdì a Milano.

La Federazione del Sistema Marittimo Italiano ha ricordato che oggi la flotta di bandiera italiana è tra le principali al mondo (la terza dei grandi paesi riuniti nel G20) e si situa tra i 16 e i 17 milioni di tonnellate di stazza lorda, con posizioni di assoluto rilievo nei settori più sofisticati (ro-ro, navi da crociera, navi per prodotti chimici) e che l'impatto sull'economia italiana delle attività marittime va oltre gli aspetti più strettamente legati alla loro dimensione trasportistica e coinvolge direttamente anche i settori produttivi, manifatturieri e terziari, dell'economia. Il cluster marittimo industriale spende infatti annualmente quasi 20 miliardi di euro in acquisti di beni e servizi.

La Federazione ha ricordato inoltre che nel 2016, ultimo anno di cui siano disponibili rilevazioni complete, l'Italia ha importato per mare 200 milioni di tonnellate di merci e ne ha esportate 70 milioni. A ciò si aggiunge il trasporto interno di merci che si situa oggi sui 95 milioni di tonnellate. Complessivamente, quindi, per i porti italiani sono passate oltre 480 milioni di tonnellate di merci: 180 milioni di merci liquide alla rinfusa, 70 milioni di tonnellate di rinfuse solide, 196 milioni di merci varie (di cui, 95 milioni di tonnellate su rotabili e 120 milioni in container). Di questa enorme quantità di merci, grezze, semilavorate e finite, 80 milioni di tonnellate sono fonti energetiche fossili, come greggio e gas, e hanno una logistica tutta loro; ma il resto, quasi 400 milioni di tonnellate, richiedono spostamenti da e verso i porti attraverso il paese, cioè attività logistiche: sono, ad esempio - ha specificato la Federazione del Mare - 44 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi raffinati, 24 di manufatti in metallo, 24 di prodotti agricoli e alimentari, 17 di minerali, 14 di prodotti chimici e articoli in plastica e gomma, sette di materiali edili, altrettante tonnellate di legno e carta, per finire con prodotti a elevato valore aggiunto, come cinque milioni di tonnellate di apparecchiature e macchinari, tre di mezzi di trasporto, un milione di tonnellate di mobili.

Va sottolineato poi - ha evidenziato la Federazione - come oggi la logistica sia da valutare non solo sotto il profilo delle quantità movimentate, ma sotto quello del valore stesso delle attività logistiche, che spesso costituiscono una parte rilevante del valore della merce. In tal senso, la produzione italiana - mano a mano che aumenta di valore - deve farsi carico anche delle attività di trasferimento a destino della merce, abbandonando l'abitudine sin qui spesso seguita della cessione “franco fabbrica”. Il sistema marittimo, la logistica e l'industria manifatturiera - ha rilevato la Federazione del Mare - trovano quindi una naturale e necessaria interdipendenza. Nel pieno rispetto della concorrenza, la loro integrazione sarà condizione per un ulteriore sviluppo. Per mantenere una posizione di avanguardia nel mondo manifatturiero, è sempre più necessario un adeguato sviluppo delle infrastrutture e della logistica, in modo da assicurare trasporti celeri, efficaci ed economici tra le aree nazionali od europee e quella grande porta sul mondo che è il mare.

Osservando che il rilievo del cluster marittimo deve richiamare anche ad un efficace coordinamento amministrativo in materia marittima, dando così risposta ad una questione quanto mai sentita da quando le competenze marittime sono state progressivamente disperse tra più amministrazioni, la Federazione del Mare ha concluso auspicando una adeguata attenzione al settore in sede politica e che una catena di comando ben funzionante, con un'amministrazione specializzata, si faccia carico dei problemi e porti la soluzione individuata alla sua attuazione in tempi ristretti, conformi agli standard internazionali caratteristici del mondo marittimo.

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