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22 giugno 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 07.20 GMT+2



6 marzo 2018

L'Autorità Portuale di Gioia Tauro denuncia di non aver ricevuto da MCT un chiaro piano di rilancio del container terminal

Una visione prospettica delle scelte aziendali e degli investimenti - ha contestato l'ente - non possono ridursi a mere lettere di intenti

Le risposte sulle azioni e sugli investimenti programmati per il rilancio dell'attività del terminal per contenitori del porto di Gioia Tauro che sono state inviate dalla società concessionaria Medcenter Container Terminal (MCT) all'Autorità Portuale calabrese non hanno soddisfatto pienamente l'ente, o meglio non lo hanno soddisfatto per niente visto il fermo tenore di impronta militaresca adottato per replicare dall'authority.

L'ente portuale ha specificato di aver sollecitato la società concessionaria, che fa parte del gruppo Contship Italia, alla trasmissione completa della documentazione richiesta per poter compiutamente dar corso alla attività di verifica avviata dall'authority «per una valutazione prognostica della capacità societaria di far fronte agli indifferibili - e più volte annunciati - investimenti per il rilancio del terminal, ad oggi - ha precisato l'ente - mai documentati od altrimenti corroborati da piani di impresa concreti, finalmente coerenti con gli ingentissimi interventi infrastrutturali di questa Autorità Portuale».

L'ente ha reso noto che, «allo stato, la società, che pur ha fatto pervenire in data 22. febbraio 2018 una mera comunicazione recante dichiarazioni di intenti su non meglio declinati investimenti, non ha inteso offrire rigoroso riscontro a quanto richiesto dall'ente in prosieguo di tempo per lo svolgimento della attività di verifica di competenza».

L'authority ha chiarito inoltre che «a tal riguardo l'ente in data 2 marzo, a fronte della citata comunicazione dai contenuti non esaustivi che avrebbe dovuto essere predisposta con maggiore rigore e serietà attesa la drammaticità della reale situazione che sta vivendo lo scalo gioiese con assunzione delle conseguenti delicate responsabilità, ha ritenuto non altrimenti satisfattivo il riscontro fornito ridottosi ad una mera enunciazione da parte della società concessionaria della volontà di effettuare investimenti, senza la imprescindibile allegazione di quanto richiesto da questa Autorità Portuale, posto che qualsivoglia valutazione di questa amministrazione potrà essere compiuta solo al ricevimento completo della documentazione richiesta con particolare riferimento al puntuale e provato stato degli investimenti effettuati unitamente alla produzione di un dettagliato cronoprogramma degli investimenti da effettuare in coerenza con le previsioni contabili societarie, corroborato da atti e documenti attestanti in modo incontrovertibile gli impegni assunti dal management societario in tale direzione».

L'Autorità Portuale ha pertanto sottolineato che, «dopo tutti gli sforzi compiuti dalla parte pubblica per garantire nel tempo livelli di assoluta idoneità del porto di Gioia Tauro atti a rendere performanti e competitive le prestazioni di tutti gli operatori, implementandone la qualità ed assicurandone sempre più elevati standard di sicurezza, l'ente non può ritenere esaustivo, per le valutazioni di competenza, un riscontro parziale quale è quello fornito dalla società Medcenter Contanair Terminal».

L'authority calabrese ha concluso rilevando che, «al di là del ripetitivo richiamo alla crisi del transhipment che, in quanto tale, non ha investito soltanto la società MCT, ma gran parte dei terminal che operano nel settore in questione che hanno evidentemente registrato una importante ripresa grazie a politiche aziendali di investimento per rendere ancor più attrattivi i propri terminal ed i servizi offerti con scelte orientate alla ricerca ed al consolidamento di relazioni commerciali con gli armatori che operano a livello mondiale, l'Autorità Portuale ha chiaramente necessità indefettibile di avere una visione prospettica delle scelte aziendali e degli investimenti, ivi comprese le riconnesse risorse finanziarie funzionali all'uopo, che - ha contestato l'ente - non possono ridursi a mere lettere di intenti quale è apparsa quella con cui la società avrebbe fornito le “informazioni richieste”, e che soprattutto non sono più in alcun modo differibili a garanzia di un effettivo rilancio del terminal gestito, in un'ottica di reale perseguimento dell'interesse pubblico ad esso sotteso».

Est Europea Servizi Terminalistici
Evergreen Line
Vincenzo Miele

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