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22 agosto 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 06:22 GMT+2



8 marzo 2018

L'UE avvia una procedura d'infrazione contro Cipro, Grecia e Malta per l'IVA sugli yacht

La decisione della Commissione Europea è conseguenza della divulgazione dei Paradise Papers

La Commissione Europea ha deciso l'invio di lettere di costituzione in mora a Cipro, Grecia e Malta in quanto i tre Stati membri non riscuotono l'intero importo dell'imposta sul valore aggiunto sugli yacht. La decisione di Bruxelles è conseguenza della divulgazione dei cosiddetti Paradise Papers, i documenti ottenuti lo scorso anno dal quotidiano tedesco “Suddeutsche Zeitung con elenchi di investimenti realizzati attraverso società offshore nei paradisi fiscali. La Commissione ha evidenziato che i Paradise Papers hanno svelato una frode sull'IVA su larga scala nel settore degli yacht, facilitata da norme nazionali non conformi al diritto dell'UE.

La procedura d'infrazione avviata oggi dalla Commissione UE è incentrata su regimi fiscali di Cipro, Grecia e Malta che prevedono aliquote IVA ridotte per il noleggio degli yacht. Bruxelles ha ricordato che, nonostante le attuali norme dell'UE sull'IVA consentano agli Stati membri di non tassare la fornitura di un servizio quando l'uso e lo sfruttamento effettivi del prodotto avvengono al di fuori dell'UE, non consentono tuttavia una riduzione forfettaria generale applicata senza fornire prova del luogo di uso effettivo del prodotto. In particolare, la Commissione Europea ha precisato che Malta, Cipro e Grecia hanno sviluppato linee guida in base alle quali più l'imbarcazione è grande, meno il noleggio è considerato realizzato nelle acque dell'UE, una clausola - ha sottolineato la Commissione - che ha drasticamente ridotto l'aliquota dell'IVA.

Inoltre la procedura riguarda la tassazione degli acquisti di yacht a Cipro e Malta attraverso contratti di leasing-acquisto. La legislazione cipriota e maltese classifica il noleggio di uno yacht come prestazione di servizi piuttosto che come fornitura di beni e quindi l'aliquota normale dell'IVA è applicata solo su una piccola parte del prezzo reale dell'imbarcazione dopo che, al termine del contratto, lo yacht viene infine acquistato, mentre l'importo residuo viene tassato come servizio e pertanto con un'aliquota notevolmente ridotta.

«Al fine di ottenere un'equità fiscale - ha sottolineato il commissario europeo agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici - dobbiamo agire ogniqualvolta è necessario per contrastare frodi sull'IVA Non possiamo accettare questo tipo di trattamento fiscale favorevole per gli yacht privati, che distorce anche la concorrenza nel settore marittimo. Tali pratiche sono contrarie al diritto dell'UE e devono cessare».

Vincenzo Miele
ABB Marine Solutions
Consorzio ZAI

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