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25 aprile 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 18.26 GMT+2



5 aprile 2018

Oggi una delegazione di nazioni asiatiche ha visitato il porto di Napoli

Lepore e Spirito: non è tempo di polemiche sterili sulla Zona Economica Speciale

Oggi una delegazione di nazioni asiatiche costituita dagli ambasciatori di Indonesia, Filippine, Malesia, Myanmar, Thailandia e Vietnam ha avuto una serie di incontri istituzionali a Napoli chiusi con una riunione presso la sede dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale che è stata preceduta da una visita via mare del porto di Napoli, con un mezzo della Guardia Costiera, alla presenza dell'ammiraglio Arturo Faraone, comandante della Capitaneria di Porto.

« Questo incontro - ha spiegato il presidente dell'AdSP del Mar Tirreno Centrale, Pietro Spirito - è il primo passo per costruire una collaborazione che dobbiamo tessere, con la partecipazione anche delle autorità e degli operatori portuali, tra Napoli, la Campania e i Paesi aderenti all'ASEAN. Noi siamo interessati a creare collegamenti, reti, connessioni di conoscenza, di tecnologia, di intelligenze tra noi e Paesi in forte sviluppo come quelli rappresentati qui oggi. L'istituzione delle Zone Economiche Speciali - ha rilevato Spirito - potrà sicuramente favorire la crescita della collaborazione, perché è nostra intenzione attrarre investimenti, favorire scambi, sviluppare tecnologie. Noi stiamo costruendo sul nostro territorio una rete: oltre al sistema portuale campano, esiste una forte collaborazione con l'Aeroporto di Capodichino e con la Rete Ferroviaria. Si tratta di allargare la rete, di aprire nuove collaborazioni. Il nostro scopo è rendere concrete iniziative come la visita della delegazione dei Paesi asiatici».

E in tema di Zone Economiche Speciali (ZES), l'assessore regionale campano alle Attività produttive, Amedeo Lepore, ha reso noto che ««giungono richieste di alcune forze politiche sull'allargamento della ZES per la Campania ad alcune aree che non presentano affatto i requisiti di aree retroportuali e che non hanno alcuna connessione economico-funzionale, così come previsto dalla legge, con i porti di Napoli e di Salerno». Il Piano di Sviluppo della Zona Economica Speciale della Campania è stato approvato nei giorni scorsi dalla giunta della Regione Campania. L'assessore ha evidenziato che tali richieste sono caratterizzate da «pura strumentalità e mancanza di conoscenza della norma. Ricordiamo - ha precisato Lepore - che la superficie della ZES della Campania ha una superficie massima di 5.486 ettari e che la superficie complessiva della Campania è ben di 1.359.500 ettari.

«Per le aree che dovessero presentare caratteristiche utili all'inserimento nella ZES anche in una fase successiva - ha specificato inoltre l'assessore regionale - abbiamo riservato oltre 300 ettari. Ora ci sembra fondamentale, anziché deviare l'attenzione e procrastinare la istituzione della ZES, chiedere al governo di adottare finalmente, per le uniche due Regioni che hanno presentato il piano di sviluppo strategico, il decreto del presidente del Consiglio dei ministri di istituzione della ZES».

Anche il presidente della Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale ha sottolineato che «sulla istituzione della Zona Economica Speciale dei porti di Napoli e Salerno non è tempo di polemiche sterili e provincialistiche, ma è tempo di decisioni. Attendiamo solo - ha concordato Pietro Spirito - il decreto conclusivo di istituzione della ZES da parte del governo. Tutte le forze responsabili, ne sono certo, opereranno per raggiungere questo obiettivo. L'elaborazione del Piano di Sviluppo Strategico da parte della Regione Campania - ha ricordato Spirito - è stato il frutto di una elaborazione approfondita e ragionata, con il coinvolgimento delle forze economiche e sociali, oltre che di quelle istituzionali. Il documento si riserva di effettuare un punto della situazione ad un anno di distanza dall'avvio operativo della ZES, con la possibilità di allocare altri 300 ettari, rispetto ad un perimetro definito di 5.100 ettari, proprio per valutare quali siano le reazioni degli operatori economici e del mercato rispetto alle opportunità di attrazione di investimenti produttivi. Auspico che tutte le forze istituzionali - ha concluso Spirito - trovino quella unità di intenti necessaria per mettere in campo quel tessuto di concordia e coesione che è una delle virtù necessarie per il successo della Zona Economica Speciale».

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