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19 settembre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 04:56 GMT+2



8 giugno 2018

ECSA, ICS, ETF e ITF chiedono che i marittimi possano ottenere agevolmente i visti Schengen

Preoccupazione per i nuovi requisiti richiesti per l'ottenimento dei visti MEV per ingressi multipli nell'UE

Le associazioni e i sindacati europei e internazionali del settore marittimo hanno sollecitato le istituzioni dell'Unione Europea ad adottare procedure specifiche per i marittimi affinché possano ottenere agevolmente i visti Schengen, che sono valiti per accedere ai territori dei Paesi europei che hanno aderito alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen. L'esortazione è stata rivolta dalle rappresentanze armatoriali European Community Shipowners' Associations (ECSA) e International Chamber of Shipping (ICS) e dalle organizzazioni sindacali European Transport Workers' Federation (ETF) e International Transport Workers Federation (ITF).

«Affinché il settore marittimo funzioni in modo efficiente e affinché vengano assicurate ai marittimi decenti condizioni di vita e di lavoro - ha sottolineato Tim Springett, portavoce dell'ECSA in seno al Sectoral Social Dialogue Committee for Maritime Transport (SSDC) - è essenziale facilitare i loro spostamenti nell'Unione Europea affinché possano raggiungere le navi, essere rimpatriati e scendere a terra senza eccessive difficoltà».

Commentando la proposta di modifica del regolamento europeo 810/2009 di istituzione del codice comunitario dei visti presentata dalla Commissione Europea, Springett ha accolto con favore il fatto «che la proposta riconosca già le esigenze specifiche dei marittimi. Tuttavia - ha precisato - siamo preoccupati per i nuovi requisiti richiesti per l'ottenimento dei visti MEV per ingressi multipli e del collegamento che è stato fatto alla cooperazione sui rimpatri. L'attuazione di questo collegamento - ha evidenziato Springett - determinerebbe una limitazione della possibilità per i marittimi di ottenere i visti MEV che hanno dimostrato di essere molto utili per loro e per i loro datori di lavoro. Inoltre impedirebbe di apportare modifiche all'equipaggio delle navi nei porti dell'UE. La capacità dei marittimi di svolgere il proprio lavoro e di svolgere il loro ruolo essenziale nel facilitare il trasporto marittimo da e per l'Unione Europea - ha rilevato - non dovrebbe dipendere dalla loro nazionalità».

«Riteniamo - ha spiegato Mark Dickinson, portavoce dell'ETF nell'ambito del SSDC - che i marittimi debbano essere considerati una categoria speciale di viaggiatori d'affari. I marittimi hanno la necessità di visti per motivi di lavoro e hanno un profilo di rischio molto basso. Dato che la durata media dei contratti dei marittimi è di otto mesi - ha specificato Dickinson - il requisito proposto per ottenere i MEV è troppo rigoroso e sarà praticamente impossibile per i marittimi rispettarlo. Riteniamo essenziale che la proposta sia modificata per evitare requisiti che impediscano alla maggioranza dei marittimi di ottenere i MEV attraverso il proposto “approccio a cascata”».

ABB Marine Solutions
Consorzio ZAI

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