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10 dicembre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 12:00 GMT+1



11 ottobre 2018

Il CALP sollecita il ricorso allo Piano dell'organico del porto per contenere l'impatto dell'emergenza Morandi sui lavoratori

Chiesta l'immediata apertura del tavolo per la redazione del piano

Evidenziando che sinora a Genova le istituzioni, le categorie economiche e i sindacati, come hanno rivendicato anche durante l'audizione di fronte alle Commissioni parlamentari, hanno sollecitato maggiori fondi pubblici per fare fronte alle conseguenze del crollo del Ponte Morandi avvenuto a Genova a metà agosto per contenere l'impatto del disastro sulle attività portuali e di trasporto collegate al porto del capoluogo ligure, il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (CALP) di Genova ha denunciato che sono stati evocati scenari drammatici anche per i lavoratori, ma per essi ci si è limitati a chiedere fondi per la cassa integrazione guadagni in deroga per le piccole imprese che ne sono sfornite.

Un disinteresse per le conseguenze sui lavoratori portuali dell'emergenza causata dal crollo del viadotto che il CALP ha esortato ad affrontare valendosi delle norme sul lavoro esistenti. Il Collettivo ha ricordato che è già in vigore e anche già finanziato uno strumento di legge che prevede la definizione del Piano dell'organico del porto dei lavoratori delle imprese di cui agli articoli 16, 17 e 18,che è previsto dalle modifiche apportate alla legge 84 del 1994, piano che deve essere adottato dal presidente dell'Autorità di Sistema Portuale. Uno strumento che - ha segnalato il CALP - il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Paolo Emilio Signorini, «non cita e si guarda bene da applicare, con il silenzio dei sindacati che non fanno nulla per rivendicarlo, nonostante la legge gli assegni una valenza strategica e un orizzonte di tre anni come la fase di ricostruzione del ponte».

Il CALP ha ricordato che tale piano ha valore di documento strategico di ricognizione e analisi dei fabbisogni lavorativi in porto e che sulla base del piano l'Autorità di Sistema Portuale adotta piani operativi di intervento per il lavoro portuale finalizzati alla formazione professionale per la riqualificazione o la riconversione e la ricollocazione del personale interessato in altre mansioni o attività sempre in ambito portuale.

Il CALP ha concluso sottolineando che il mancato ricorso a tale strumento rappresenta una «gravissima omissione nei confronti dei lavoratori mentre tutta l'attenzione è rivolta a favore delle imprese» e ha chiesto l'immediata apertura del tavolo per la redazione del piano.

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