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14 dicembre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 17:43 GMT+1



11 ottobre 2018

Allarme di Spediporto per il rilevante impatto dell'emergenza Morandi sull'attività degli spedizionieri

Botta: i danni potrebbero superare secondo le stime i 28 milioni di euro

L'associazione degli spedizionieri genovesi ha lanciato un allarme per il notevole impatto negativo sull'attività delle aziende rappresentate che è determinato dagli effetti del crollo del viadotto autostradale Morandi di metà agosto. Il direttore generale di Spediporto, Giampaolo Botta, ha reso noto che i dati relativi all'attività dello scorso mese, che sono stati rilevati da un'indagine condotta su un campione del 15% degli associati e che evidenziano flessioni del -5% dell'export e del -9.8% dell'import, confermano anche per gli spedizionieri un trend negativo già anticipato dagli operatori portuali e dalla stessa Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale che nei giorni scorsi ha diffuso il dato di un -20% delle tasse portuali e di una riduzione di carico che, come testimoniato dai terminalisti, è arrivata in alcuni casi a toccare un -25%.

«I dati, che sono quelli rilevati in sede di raccolta delle domande di rimborso e risarcimenti avviata nelle scorse settimane - ha specificato Botta - evidenziano come il danno per gli spedizionieri si attesti intorno ai 97mila euro/anno; per i corrieri il danno invece cresce a 170mila euro/anno e per gli autotrasportatori arriva a toccare la media di 610mila/annui. Se i dati dovessero consolidarsi nel corso di prossimi mesi - ha sottolineato il direttore generale di Spediporto - gli spedizionieri genovesi potrebbero arrivare a perdere a fine anno un 10% in import ed un 8% in export. Allo stesso modo i danni potrebbero superare secondo le stime i 28 milioni di euro».

«Abbiamo bisogno - ha ricordato il presidente dell'associazione degli spedizionieri genovesi, Alessandro Pitto - di garantire i servizi fondamentali alla merce, in assenza di una infrastruttura fondamentale come il Morandi; dobbiamo aumentare la qualità dei servizi e ridurre il dwell time. Dobbiamo capire che ogni minuto risparmiato in porto è un euro risparmiato per il mercato».

«Non possiamo - ha confermato Botta - sottovalutare gli umori del mercato e le sue sensibilità alle variazioni di costo. Temo molto la sottovalutazione di certi temi ed il calo di attenzione generale su questa crisi. Ogni 100 contenitori che scappano da Genova vuol dire un posto di lavoro messo a rischio. Se i dati che si sentono in queste settimane trovassero conferma l'impatto sull'occupazione potrebbe essere rilevante e noi dobbiamo difendere l'occupazione come primo valore del porto e delle nostre aziende».

Riferendosi al decreto legge dello scorso 28 settembre predisposto dal governo per far fronte all'emergenza verificatasi a Genova, l'associazione degli spedizionieri ha evidenziato la necessità che nel provvedimento venga affrontato in modo adeguato il tema della carenza degli organici delle pubbliche amministrazioni adibite ai controlli sulla merce: Agenzia delle Dogane, USMAF, Fitopatologo; Veterinario, IZTS ed ARPAL che - ha rilevato Spediporto - hanno bisogno di poter rinforzare i propri organici, al fine di garantire alla merce tempi certi nei controlli.

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