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15 novembre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 22:46 GMT+1



17 ottobre 2018

L'International Chamber of Shipping pubblica uno studio sui potenziali effetti della navigazione autonoma sull'occupazione di marittimi

A ridurre l'impatto negativo ci sarà un aumento degli “equipaggi” a terra

L'International Chamber of Shipping (ICS) ha commissionato alla Hamburg School of Business Administration (HSBA) uno studio sui potenziali effetti della navigazione autonoma sul ruolo dei marittimi e sull'intera industria dello shipping, una ricerca il cui scopo dichiarato era quello di separare i fatti da supposizioni più o meno fondate. Se lo studio, come d'altronde non potrebbe essere altrimenti basandosi su fatti e non su ipotesi, non chiarisce se non a grandi linee quale potrà essere l'impatto sui marittimi dell'applicazione delle nuove tecnologie destinate ad essere utilizzate per controllare da remoto navi senza equipaggio, da parte sua il segretario generale dell'ICS piuttosto che vedere un bicchiere mezzo vuoto sembra constatare che è mezzo pieno: «è incoraggiante - ha detto Guy Platten commentando i risultati dell'analisi - che lo studio indichi che nei prossimi due decenni non ci sarà carenza di posti di lavoro per i marittimi, in particolare per gli ufficiali. Se le dimensioni degli equipaggi - ha precisato Platten - potrebbero evolversi in risposta ai cambiamenti tecnologici che avverranno a bordo delle navi, potrebbero esserci anche significative opportunità di lavoro supplementari a terra che richiedono esperienza di navigazione».

Lo studio evidenzia tuttavia le perplessità che i sindacati hanno manifestato relativamente alle opportunità che le tecnologie per la navigazione autonoma offriranno ai marittimi. In particolare, il documento ricorda la valutazione molto negativa della navigazione autonoma espressa dall'International Transport Federation (ITF) e dall'International Federation of Shimasters' Associations (IFSMA), posizione - specifica lo studio - che dimostra l'approccio combattivo che i sindacati potrebbero avere nei confronti della navigazione autonoma.

Il documento fa riferimento anche anche ad un'indagine svolta all'inizio di quest'anno dal “Nautilus Telegraph”, la pubblicazione del sindacato dei lavoratori del settore del trasporto marittimo Nautilus International, secondo cui l'80% dei marittimi ha espresso la propria preoccupazione per la possibile perdita di posti di lavoro con l'avvento dell'automazione, anche se circa due terzi degli intervistati hanno ammesso che le nuove tecnologie possono migliorare la sicurezza e le condizioni di lavoro principalmente riducendo i carichi di lavoro.

Lo studio evidenzia che comunque il passaggio alla navigazione autonoma avverrà in maniera molto graduale in un periodo che potrebbe durare decenni, con gli equipaggi che potrebbero ridursi ma con poche navi che saranno completamente autonome entro i prossimi dieci anni. A scongiurare la perdita di posti di lavoro, secondo lo studio, contribuirà l'aumento complessivo della flotta mondiale che farà si che almeno il numero degli ufficiali rimarrà stabile, ma un apporto verrà anche dall'aumento del numero di “equipaggi” a terra adibiti a funzioni di supporto che è destinato a crescere ed anche in modo significativo.

ABB Marine Solutions
Consorzio ZAI
Salerno Container Terminal

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