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15 novembre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 11:17 GMT+1



31 ottobre 2018

Confitarma, il Registro Internazionale deve rimanere immutato

Registro Internazionale e tonnage tax - ha affermato il ministro Toninelli - devono continuare a produrre effetti anche per il futuro

«Dobbiamo risvegliare la cultura marittima del nostro Paese, dobbiamo tornare a considerarci un Paese marittimo». Lo ha sottolineato oggi il presidente della Confitarma, Mario Mattioli, nel suo discorso all'assemblea della confederazione armatoriale italiana che si è tenuta a Roma, evidenziando l'apporto del settore del cluster marittimo all'economia nazionale, settore che - ha ricordato - «rappresenta oltre il 2% del Pil nazionale complessivo e il 3,5% della componente non statale, dando lavoro a quasi 500mila persone».

Sottolineando come il ruolo cruciale dell'economia marittima sia stato riconosciuto anche in ambito UE, riconoscimento a seguito del quale - ha spiegato Mattioli - «dalla fine degli anni '80, in attuazione degli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato ai trasporti marittimi, gli Stati dell'Unione Europea offrono alle proprie flotte agevolazioni di natura operativa, contributiva e fiscale» e «ciò al fine di renderle competitive rispetto a quelle dei Paesi a bassa o zero fiscalità», il presidente della Confitarma ha ricordato «in Italia questa strategia è stata attuata con il Registro Internazionale, che quest'anno compie vent'anni dalla sua istituzione avvenuta con la legge n. 30 del 1998. In vent'anni - ha rimarcato Mattioli - la nostra flotta si è rinnovata qualitativamente ed è di fatto raddoppiata: da circa 8,5 milioni di tonnellate di stazza siamo passati a fine 2017 a 16,3 milioni di tonnellate, nonostante il periodo difficile vissuto negli ultimi dieci anni». «Senza il Registro Internazionale - ha aggiunto - oggi non saremmo qui a parlare dei successi della nostra flotta mercantile».

Un'importanza, quella rivestita dal Registro Internazionale vent'anni fa come oggi, che è stata confermata nel suo intervento anche dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: si tratta - ha detto Danilo Toninelli - di «una misura ancora “giovane”, che all'epoca della sua introduzione ha rinvigorito la flotta di bandiera italiana, evitando la fuga verso altre bandiere che garantivano maggiori benefici fiscali. Un pacchetto di misure che, insieme ad un altro importante strumento fiscale quale quello della Tonnage Tax, ha dato slancio all'armamento italiano, consentendogli di raggiungere i primi posti tra le flotte mondiali, e che - ha precisato il ministro - deve continuare a produrre effetti anche per il futuro perché i nostri armatori possano continuare ad investire in flotte giovani, tecnologicamente avanzate, sicure e “pulite”».

A proposito della sostenibilità ambientale del trasporto marittimo, Toninelli, riferendosi all'obbligo di riduzione del tenore di zolfo nei combustibili marini che scatterà dal 1° gennaio 2020, ha reso nota l'intenzione di «condurre un aggiornamento in ottica collaborativa, con l'ausilio delle diverse associazioni di categoria sia degli armatori che dei produttori e con il coinvolgimento del Ministero dell'Ambiente, per poter avere - ha spiegato il ministro - l'esatta cognizione delle dinamiche, quanto meno con riguardo allo shipping ed ai porti nazionali, per comprendere le capacità del nostro sistema produttivo e distributivo, i tempi di approvvigionamento a fronte dell'accresciuta domanda di questi carburanti, le eventuali ulteriori criticità e le soluzioni praticabili».

Per valorizzare l'economia marittima, Mattioli ha chiesto al ministro di ridare anche al comparto marittimo «una governance dedicata per accentuarne il ruolo di volano di sviluppo per il nostro Paese. È una scelta - ha aggiunto - che non può essere più rimandata».

Infine, rivolgendosi al presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che è intervenuto all'assemblea odierna, Mattioli ha annunciato l'avvio di progetto per creare una “Confindustria Mare” con il quale si intende dare una voce unitaria alle componenti industriali del mare. «Confitarma con Assiterminal, Assologistica, Assonave, Federpesca e Ucina - ha specificato - è pronta a costituire il primo nucleo industriale della “blue economy” di Confindustria, che si candida fin d'ora ad essere il punto di riferimento per la futura strategia marittima e logistica al servizio del Paese».

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