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26 novembre 2018

Il governo rimanda le decisioni sulle grandi opere ferroviarie a dopo l'esito delle (ininfluenti) analisi costi-benefici

A Genova gli Stati Generali del cargo ferroviario

Le analisi costi-benefici per i progetti delle nuove grandi infrastrutture in corso di realizzazione o in via di definizione si fanno e si faranno, anche se non è chiaro se sarà l'esito di queste valutazioni a determinare se costruire o meno le opere. Questo, in estrema sintesi, si è appreso oggi nel corso del Forum di Pietrarsa, l'appuntamento che rappresenta gli stati generali del trasporto merci per via ferroviaria, che quest'anno si sta svolgendo a Genova.

Queste nuove analisi, fortemente volute dalla componente governativa formata dai rappresentanti del Movimento 5 Stelle e aggiuntive (più approfondite?) rispetto alle valutazioni fatte preliminarmente alla definizione e approvazione di ogni singolo progetto, si stanno effettuando e saranno portate a termine. Lo ha confermato il vice ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Edoardo Rixi, esponente della Lega che è la componente politica che costituisce l'altra metà del governo. Da Roma, dove è impegnato nei lavori della Camera dei deputati, intervenendo per via telefonica al convegno ha affermato che il settore delle infrastrutture è importante, «ma - ha precisato - va valutato anche in termini di costi-benefici». Ciò vale anche per il Terzo Valico dei Giovi, la nuova linea ferroviaria ad alta capacità il cui scopo è connettere il sistema portuale ligure con i mercati del Nord Italia e dell'Europa e che fa parte del Corridoio infrastrutturale europeo Reno-Alpi. Rixi ha specificato che tra qualche settimana ci sarà un annuncio ufficiale sull'esito dell'analisi relativa a questo progetto.

Di Terzo Valico e TAV Torino-Lione hanno parlato i commissari governativi - rispettivamente Iolanda Romano e Paolo Foietta - incaricati di sovraintendere all'attuazione delle due opere, evidenziando che i numeri sono una cosa, ma la scelta di fare o meno queste infrastrutture - ha chiarito la dimissionaria Iolanda Romano in accordo con Foietta, anch'esso prossimo a lasciare l'incarico stando alle segnalazioni ufficiose pervenutegli dal governo - «dipende da cosa vogliamo», ovvero si tratta di una scelta schiettamente politica.

Se di determinazione di carattere politico si tratta, non dovrebbero esserci dubbi sul portare a termine la realizzazione del Terzo Valico, opera - ha reso noto Romano - che è al 26% della sua attuazione: si tratta - ha sottolineato infatti da Roma il vice ministro Rixi - di un'opera fondamentale su cui «si scommette il futuro del Paese». Ma allora - viene da chiedersi - perché fare una nuova analisi sui costi e sui benefici della sua costruzione? Perché - è la facile e ovvia risposta - la politica non è mai bianco o nero, ma quasi sempre bianco sporco o grigio. In questo caso è giallo-verde.

A far presagire più precisamente quale sarà il colore esito del riesame dei costi e dei benefici dei progetti delle grandi opere, e in particolare del Terzo Valico e della TAV Torino-Lione, è stato l'intervento di Marco Ponti, ex docente di Economia dei trasporti presso il Politecnico di Milano e attuale consulente del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli. Ponti ha specificato di non poter anticipare gli esiti delle analisi in corso. Tuttavia il professore, in numerosi articoli e pubblicazioni recenti e più antiche, non ha mai fatto mistero del suo giudizio assai negativo sul rapporto costi-benefici delle grandi opere infrastrutturali ferroviarie, opere che - ha ribadito oggi - «sono interamente a carico dei contribuenti». Ponti ha invece espresso un'opinione più favorevole ai collegamenti per via stradale in considerazione delle innovazioni in campo ambientale che stanno caratterizzando il settore dell'automobile e dell'autotrasporto.

Analisi costi-benefici quelle in corso con il contributo di Marco Ponti che, secondo il commissario governativo Foietta, non potranno che essere di parte dato che - ha denunciato - il gruppo di lavoro formato per effettuarle «non rappresenta una pluralità, ma di fatto è un monocolore».

Un monocromatismo che tuttavia - si rassicuri Foietta - non potrà che essere stemperato dalle intenzioni della politica che mai si esprimono con un solo colore quando è necessaria un'intera tavolozza - come ben esemplificato oggi dal vice ministro Rixi - per giustificare decisioni di cui non si è convinti.

Bruno Bellio

ABB Marine Solutions

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