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29 novembre 2018

Scontro Cammell Laird-sindacati sui 291 licenziamenti annunciati dall'azienda cantieristica

Proclamato uno sciopero di dieci settimane che il management definisce controproducente e utile solo alla perdita di contratti

Le dieci settimane di agitazioni sindacali proclamate dai sindacati britannici per protestare contro la riduzione del 40% della forza lavoro dell'azienda navalmeccanica Cammell Laird rischia di mettere nuovamente in ginocchio lo storico cantiere navale inglese che è sopravvissuto ad una procedura di fallimento e ad un periodo di amministrazione controllata attivato nel 2001. Oggi l'azienda ha diffuso una nota rivolta ai lavoratori in sciopero e ai sindacati in cui evidenzia che « la loro azione sta allontanando i clienti, ponendo a rischio i posti di lavoro di tutti tutti i lavoratori, molti dei quali - ha sottolineato il management di Cammell Laird - sono contrari allo sciopero».

Lo sciopero, iniziato venerdì, è stato indetto contro i tagli del personale annunciati dalla società, che comporterebbero il licenziamento di 291 dipendenti entro il prossimo marzo. Secondo i sindacati, l'iniziativa sarebbe attuata anche con l'intento di appaltare lavoro a ditte esterne al cantiere: l'organizzazione sindacale Unite ha infatti denunciato che l'azienda di Birkenhead rimpiazzerebbe lavoratori a tempo pieno con lavoratori interinali: «i capi di Cammell Lard - ha affermato il responsabile regionale di Unite, Ross Quinn - non dovrebbero avere dubbi sulla determinazione dei lavoratori nel difendere i loro posti di lavoro e di schierarsi contro questi inutili tagli di posti di lavoro, con persone che potrebbero perdere il lavoro prima di Natale».

Diametralmente opposta la posizione dei vertici dell'azienda: «questo controproducente sciopero - ha dichiarato l'amministratore delegato di Cammell Laird, John Syvret - mina solo la nostra capacità di creare posti di lavoro e attività lavorative. Siamo - ha spiegato - una società che lavora su appalto e, come tutte le altre, dobbiamo aumentare e diminuire le risorse, in accordo con le norme sul lavoro, per assicurare di poter far fronte ai nostri obblighi e per mantenere una base di costi competitiva. Questa agitazione sindacale - ha sottolineato Syvret - ha contribuito alla perdita di oltre 1,5 milioni di sterline di attività e, con una crescente preoccupazione da parte dei clienti, sono imminenti maggiori perdite. Può sembrare ovvio, ma in parole povere: senza clienti non ci sono posti di lavoro. Questi contratti che abbiamo perso sono ora realizzati da altri cantieri».

Per il sindacato GMB, invece, «se la decisione di tagliare centinaia di posti di lavoro non verrà revocata, ciò causerà innumerevoli difficoltà per i lavoratori e le loro famiglie». L'organizzazione sindacale ha ricordato che il taglio del personale è stato annunciato dall'azienda nel momento in cui Cammell Laird ha ottenuto due contratti del valore di oltre 600 milioni di sterline per la manutenzione di navi della Royal Navy. Inoltre GMB ha ricordato che l'azienda non ha accolto una proposta alternativa «credibile e molto ragionevole» che è stata presentata dai sindacati al fine di scongiurare il licenziamento del primo gruppo di lavoratori previsto a dicembre. «Per i lavoratori - ha precisato il responsabile regionale di GMB, Albie McGuigan - decidere di scioperare, specialmente in questo periodo dell'anno, dimostra quanto siano arrabbiati e frustrati per la mancanza di sostegno da parte di Cammell Laird. I nostri associati ritenevano che il loro futuro fosse sicuro dopo i recenti annunci di aggiudicazione di contratti e gli accordi contrattuali a lungo termine».

L'amministratore delegato dell'azienda ha replicato che questi licenziamenti sono purtroppo necessari perché i contratti stanno volgendo al termine e non è possibile dal punto di vista economico far fronte a ingenti costi operativi senza lavoro. Syvret ha manifestato ottimismo circa la futura crescita dell'attività del cantiere di Birkenhead evidenziando che l'obiettivo è «di concludere ingenti contratti con il Ministero della Difesa, tra cui il contratto da 1,25 miliardi di sterline per la costruzione di cinque fregate». Inoltre Syvret ha recisamente respinto l'accusa rivolta all'azienda di avere intenzione di precarizzare il lavoro: il CEO di Cammell Laird ha ricordato che l'azienda «non ha mai preso in considerazione i contratti a “zero ore” ed ha riavviato uno dei più importanti programmi di formazione della Gran Bretagna con investimenti per oltre 18 milioni di sterline per la formazione di 250 apprendisti».


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