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15 dicembre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 00:02 GMT+1



30 novembre 2018

Sisto (Confitarma): vorremmo che la voce dell'armamento nazionale tornasse ad avere la giusta attenzione nella politica portuale

Tutte le navi - ha sottolineato - sono “clienti” dei porti italiani, ma non è irrilevante la bandiera che esse battono

«Gli armatori italiani guardano con favore l'istituzione delle Zone Economiche Speciali (ZES) e delle Zone Logistiche Semplificate (ZLS) in analogia a quanto già avviene in altri Paesi». Lo ha detto il direttore generale della Confederazione Italiana Armatori (Confitarma), Luca Sisto, in occasione della tavola rotonda “Il contributo delle Zone Economiche Speciali (ZES) e delle Zone Logistiche Semplificate (ZLS) per il rilancio della competitività del settore portuale e logistico italiano” organizzata dall'Associazioni Italiana di Diritto Marittimo (AIDIM) che si è tenuta nei giorni scorsi a Roma presso la sede della confederazione armatoriale.

«Infatti - ha spiegato Sisto - l'obiettivo di tutti gli attori del cluster è creare le condizioni che consentano alle merci di muoversi rapidamente e nel modo più economico nel porto, cambiare modalità di trasporto e raggiungere la loro destinazione». «Dobbiamo avere - ha aggiunto il direttore generale di Confitarma - la capacità di individuare i punti di forza di oggi e valorizzarli a vantaggio del Paese, riavvicinando e creando sinergia tra portualità e armamento nazionale. ZES e ZLS hanno come fulcro i porti nei quali si intende valorizzare gli insediamenti imprenditoriali e i progetti di investimento che trainano i settori di punta dell'economia italiana e meridionale».

Nel suo intervento Sisto ha rilevato che «la recente riforma della governance portuale ha ridefinito le modalità di partecipazione degli stakeholders nei processi decisionali delle Autorità di Sistema Portuale, di fatto allontanando l'armamento nazionale nella definizione della politica portuale. Tutte le navi - ha sottolineato - sono “clienti” dei porti italiani, ma non è irrilevante la bandiera che esse battono. Le nostre navi costituiscono, comunque, gli utenti più numerosi, quelli più preziosi, più fidelizzati e che conoscono i nostri porti meglio di tutti gli altri. Vorremmo - ha concluso Sisto - che la voce dell'armamento nazionale tornasse ad avere la giusta attenzione nella politica portuale, considerato il contributo che le navi possono offrire allo sviluppo del Paese».

ABB Marine Solutions
Consorzio ZAI

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