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14 dicembre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 22:22 GMT+1



4 dicembre 2018

Federagenti e Assoagenti Veneto respingono motivatamente le “fake news” secondo cui le grandi navi danneggiano Venezia

I dati scientifici - spiegano - smentiscono gli allarmi inquinamento, turismo e rischio incidenti

Federagenti ha elencato una lista della “fake news” che - ha denunciato la federazione degli agenti marittimi italiani - stanno uccidendo il porto di Venezia e ha spiegato i motivi per cui tali asserzioni sono infondate. In occasione della “non assemblea” odierna di Federagenti in svolgimento presso la sede di Confcommercio a Roma, evento che quest'anno la Federazione ha voluto organizzare al posto della consueta assemblea pre-natalizia per un confronto sulle prospettive e i rischi per il porto di Venezia, Federagenti ha voluto puntualizzare alcuni dei temi della presenza delle grandi navi a Venezia «non - ha chiarito la Federazione - con lo spirito di contrapporsi a chi si oppone alla presenza in Laguna delle grandi navi da crociera, ma con l'intenzione di ripristinare la verità, di contrastare le troppo numerose fake news che sul caso Venezia sono fiorite rigogliose». «Il tutto - ha precisato Federagenti - attingendo a studi scientifici, accademici e persino di associazioni ambientaliste che sgretolano quella che è diventata verità condivisa, ma che tale non è. Il tutto nella convinzione che soluzioni vere debbano compenetrare tutela ambientale e tutela di Venezia, con le esigenze e la sopravvivenza di un porto che di Venezia è stato la ragione di esistere».

L'elenco delle tesi, o presunte tali, smentite dai fatti, presentate da Federagenti e in particolare da Assoagenti Veneto, inizia con il contraddire che siano le navi e il canale dei Petroli a distruggere la laguna veneziana: «una recente ricerca dello Studio Rinaldo - hanno spiegato gli agenti marittimi - dimostra che le cause dell'erosione della Laguna sono da ricercare non nelle navi, bensì nelle dighe foranee alle Bocche di Malamocco che avrebbero dovuto incidere positivamente».

Una tesi da sfatare è anche quella che siano i crocieristi i responsabili dell'invasione turistica, in quanto «incidono di meno del 5% sul totale di oltre 30 milioni di turisti ed effettivamente quelli che visitano la città non raggiungono il 2% (meno di 400mila persone)».

Non è vero neppure - ha evidenziato il presidente di Assoagenti Veneto, Alessandro Santi, presentando la serie di rettifiche alle “fake news” - che le navi inquinino l'aria di Venezia, in quanto «sono il mezzo di trasporto meno inquinante e da un'analisi compiuta da un centro ricerche ambientalista tedesco risulta che un singolo vaporetto inquina di più di una grande nave da crociera».

Inoltre le fondamenta degli edifici veneziani non sono erose dal moto ondoso provocato dal transito delle navi in quanto «tutti i rapporti indicano il contrario e anche recenti filmati sulle manifestazioni NO Navi mostrano come il moto ondoso prodotto da una grande nave a sei nodi sia quasi nullo».

Federagenti e Assoagenti Veneto hanno smentito anche la vox populi secondo cui le grandi navi possono entrare in San Marco, specificando che «le batimetriche, ovvero le mappe dei fondali, evidenziano come le grandi navi possono navigare solo al centro di alcuni canali per ragioni di pescaggio della loro chiglia» e che «uno spostamento dalla rotta ottimale si tradurrebbe in un immediato blocco della nave nei fondali fangosi».

Non è vero neanche - hanno aggiunto - che le grandi navi provochino incidenti: «tutte le statistiche officiali dimostrano il contrario. Mai una grande nave coinvolta».

Infine Federagenti e Assoagenti Veneto hanno sfatato la diceria secondo cui i crocieristi non lasciano ricchezza alla città, in quando «l'impatto economico diretto delle crociere è computato al ribasso in circa 155 milioni di euro e fra il 2013 e il 2017 le limitazioni al traffico sono costate a Venezia oltre 123 milioni di euro».

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