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24 agosto 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 00:12 GMT+2



14 gennaio 2019

Gli spedizionieri di Hong Kong temono che l'alleanza fra i terminalisti determinerà una riduzione della competitività del porto

Manifestata preoccupazione per la rilevanza della quota di mercato detenuta dalla HKSPA

L'accordo di alleanza operativa annunciato nei giorni scorsi dai principali terminalisti del porto di Hong Kong attivi nel segmento dei container, che ha preso il nome di Hong Kong Seaport Joint Operating Alliance - HKSPA ( del 9 gennaio 2019), è un'intesa che non piace affatto agli spedizionieri di Hong Kong, secondo cui l'accordo avrà un impatto negativo sulla concorrenza.

L'autorità antitrust di Hong Kong ha reso noto l'avvio di un'indagine per valutare quale sarà l'impatto sulla concorrenza della nuova alleanza fra i terminalisti Hongkong International Terminals (HIT), Modern Terminals, COSCO-HIT e Asia Container Terminals (ACT), esame - ha specificato la Competition Commission - che sarà affrontato attribuendogli la massima priorità.

Da parte sua l'Hong Kong Shippers' Council, evidenziando che i quattro terminalisti che hanno costituito l'alleanza movimentano oltre il 95% del traffico containerizzato del porto di Hong Kong e che sono carenti i dettagli sull'intesa, ha manifestato preoccupazione per la rilevanza della quota di mercato detenuta dalla HKSPA: «con una quota di mercato del 95% - ha sottolineato il presidente dell'associazione degli spedizionieri, Willy Lin - il settore non ha praticamente alcuna scelta. L'alleanza potrebbe concordare patti di non concorrenza relativi alla clientela e alle tariffe». Lin ha ammesso che, come rimarcato dai partner dell'alleanza, l'intesa fra i terminalisti potrebbe determinare un miglioramento dell'efficienza e della produttività delle attività terminalistiche, ma - ha precisato - non esiste alcune meccanismo per monitorare, per non parlare di regolamentare, i comportamenti concorrenziali dei membri dell'alleanza».

Lin ha evidenziato anche come l'alleanza potrebbe determinare un'ulteriore diminuzione della competitività del porto di Hong Kong nei confronti degli altri porti cinesi: «alcune compagnie di navigazione - ha spiegato - hanno ribassato le loro Terminal Handling Charge (THC) relative alle importazioni ed esportazioni attraverso i porti della Cina continentale e negli ultimi anni hanno cancellato o abbassato alcuni dei loro soprannoli, mentre invece proprio ad Hong Kong i costi stanno salendo sia in termini di oneri che di tariffe». «Ancora oggi - ha chiarito il presidente dell'Hong Kong Shippers' Council - gli spedizionieri di Hong Kong stanno pagando i più elevati THC del mondo. Inoltre gli spedizionieri di Hong Kong non vedono alcuna giustificazione per imporre una Documentation Fee di oltre 600 dollari di Hong Kong ed una Depot Fee di 135 dollari e molte altri ridicoli oneri».

«È indispensabile - ha concluso Lin - assicurare che i benefici derivanti dal miglioramento della produttività siano trasferiti agli spedizionieri e che i costi delle spedizioni attraverso Hong Kong vengano diminuiti. Gli spedizioni - ha ricordato - assumono sempre le loro decisioni sull'indirizzamento delle spedizioni in base ai costi complessivi del trasporto».

PSA Genova Pra'
Vincenzo Miele

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