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18 agosto 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 05:12 GMT+2



21 gennaio 2019

Porto di Gioia Tauro, per uscire dalla crisi Fit Cisl esorta a dare corso all'Accordo Programma Quadro del 2016

Fiorenza: procedere a un'oculata rivisitazione della concessione delle banchine per aprire all'approdo di nuovi operatori

Fit Cisl Calabria esorta le istituzioni ad attivarsi per affrontare la crisi del porto di Gioia Tauro e la conseguente emergenza lavoro. «Le sempre più impellenti questioni che affliggono la vita lavorativa, economica e produttiva nel porto e nell'area portuale di Gioia Tauro - spiega il segretario regionale dell'organizzazione sindacale, Annibale Fiorenza - tardano a registrare le attese soluzioni dipendenti dall'attuazione delle opere infrastrutturali e dagli insediamenti produttivi ampiamente condivisi a livello territoriale, regionale e nazionale. Ben vengano i ministri e parlamentari ma non per fare passerelle e visite che non portano in dote idee e atti sostanziali per uscire da una crisi senza precedenti. Bisogna - sottolinea Fiorenza - avviare i cantieri di quanto già condiviso ed esplicitato nell'Accordo Programma Quadro del 26 luglio 2016 che non va disatteso ma valorizzato e meglio sostenuto in termini procedurali e finanziari» ( del 28 luglio 2016).

«È dal 10 settembre 2018 - ricorda il rappresentante di Fit Cisl - che attendiamo la ripresa di un confronto, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con tutti i soggetti in causa. Un confronto arenatosi nel diffondersi delle tante emergenze nazionali tra le quali, comunque, questa del porto di Gioia Tauro, va inquadrata tra le priorità e non trascurata e sottovalutata».

«Le recenti sentenze che portano al reintegro dei lavoratori portuali già licenziati - evidenzia Fiorenza - ci consegnano un giusto atto di trasparenza legale, ma anche una eccezionale urgenza di accelerare su tutti gli elementi che possono garantire la loro proficua utilizzazione e una stabilità lavorativa, ad oggi, molto incerta per tutta la forza lavoro coinvolta».

«Anche per i più distratti - prosegue Fiorenza - dovrebbe essere fin troppo evidente che le condizioni di crisi e le persistenti difficoltà riorganizzative ed espansive, della compagine societaria MCT, sono allarmanti ed è giusto che, nel permanere di tali condizioni, si possa procedere a una oculata rivisitazione della concessione delle banchine e dei piazzali con l'intento di aprire all'approdo di nuovi operatori. Le attività di transhipment, che già nel 2017 avevano registrato un -11% e il licenziamento di 377 lavoratori, chiudono il 2018 sprofondando verso circa un -17% rispetto all'anno 2016, quando, in data 26 luglio, istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali, per fronteggiare l'emergenza sociale, sono riuscite a sviluppare e sottoscrivere il sopracitato Accordo Quadro ad oggi in forte ritardo sui capisaldi che puntavano al rilancio e allo sviluppo delle attività portuali, industriali, commerciali e trasportistiche nell'intera area, portando in dote strumenti come l'Agenzia per il lavoro portuale pensata per dare sostegno economico ai lavoratori fuori dal ciclo produttivo e per garantire percorsi di formazione e di ricollocazione lavorativa. Questo resta il vulnus delle possibili azioni sinergiche utili a portarci fuori dal guado che sta mettendo a serio rischio il futuro strategico ed economico dell'infrastruttura e della Calabria».

«In questo contesto, a salvaguardia di tutti i lavoratori - osserva Fiorenza - c'è bisogno di riconsiderare le soluzioni più immediate e idonee a scongiurare il fallimento di ogni prospettiva di rilancio strategico e produttivo dell'intera area portuale, a partire, dal comparto trainante che è quello del trasporto marittimo internazionale e intermodale nazionale. In quest'ottica, alla società MCT sollecitiamo di attuare gli investimenti di cui ha preso impegno nell'APQ e convocare, al più presto, le parti sociali per accelerare un percorso, non di sopravvivenza, ma di uscita dal tunnel della crisi. Contestualmente non consentiremo passi indietro sugli obiettivi, già condivisi e sottoscritti. L'attivazione della Zona Economica Speciale, la realizzazione del Bacino di carenaggio, del Polo della logistica integrata con l'attivazione del gateway ferroviario, il rilancio delle Attività di transhipment e l'avvio di nuove attività produttive sull'intero territorio ricompreso nella ZES restano i nostri punti fermi».

«Al governo nazionale, all'Autorità Portuale e alla Regione Calabria - conclude il segretario regionale di Fit Cisl - si chiede di salvaguardare il valore e le potenzialità della infrastruttura calabrese che resta uno dei 14 “Porti Core” sulla rete TEN-T e nodo strategico nel Mediterraneo. In quest'ottica chiediamo un'immediata ripresa del confronto e un concreto impegno del governo nazionale sulle determinazioni urgenti e indifferibile sia sui contenuti delle concessioni e sia sugli assetti territoriali e di governo della nuova Autorità di Sistema Portuale che, per noi, non può prescindere dall'unità operativa e funzionale dell'intero sistema portuale calabrese».

Evergreen Line
Vincenzo Miele

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