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25 marzo 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 21:32 GMT+1



4 marzo 2019

I porti britannici chiedono una semplificazione dei processi di pianificazione e decisionali per affrontare il dopo Brexit

La proposta include una revisione delle norme in materia ambientale

Le associazioni United Kingdom Major Ports Group (UKMPG) e British Ports Association (BPA), che rappresentano la gran parte dei gruppi terminalisti e portuali che operano nei porti del Regno Unito, hanno proposto un piano di riforme in dieci punti affinché i porti britannici possano affrontare la fase successiva all'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea garantendo l'efficienza degli scambi commerciali della nazione con l'estero. Se nel Regno Unito molti principali porti nazionali sono di proprietà privata, a differenza della quasi totalità dei porti degli altri Stati dell'UE che sono di proprietà pubblica, tuttavia le due associazioni ritengono che da parte pubblica possano essere introdotte modifiche alle normative per garantire e incrementare la competitività dei porti britannici e per assicurare e accrescere gli investimenti nel settore portuale, con ripercussioni positive sull'occupazione e sulla prosperità delle comunità costiere.

«Il nostro piano - ha spiegato l'amministratore delegato della UKMPG, Tim Morris - è incentrato su dieci modalità pragmatiche, pratiche e concrete attraverso cui il governo potrebbe creare un ambiente migliore per i porti, per gli scambi commerciali e per gli investimenti, aiutando non solo i porti ma le comunità costiere dell'intera Gran Bretagna. In vista delle sfide e delle opportunità che il dopo Brexit presenta - ha sottolineato Morris - invitiamo i ministri ad esaminare attentamente queste proposte».

UKMPG e BPA propongono innanzitutto di ampliare lo scopo delle concessioni “Permitted Development Rights”, per accelerare e semplificare gli investimenti aumentando la rapidità dei processi decisionali, e di modificare la definizione di “operational land” includendovi le moderne tipologie di attività portuali affinché comprenda tutte le aree utilizzate dai porti multimodali, riconoscendo quindi che i porti non si limitano alla semplice attività di trasferimento dei carichi dalle navi a terra ma costituiscono nodi primari delle catene logistiche, delle attività produttive e offrono una vasta gamma di servizi.

In tema di pianificazione urbanistica ed edilizia, le due associazioni propongono per i porti una semplificazione delle procedure di pianificazione e dei processi decisionali nonché di chiarire le responsabilità delle autorità marittime e delle istituzioni locali, semplificazione che UKMPG e BPA ritengono possa essere realizzata con l'istituzione di un'unica autorità che si occupi di questi temi.

Tra le proposte di UKMPG e BPA c'è anche una revisione delle norme in materia ambientale con lo scopo di creare un sistema che - secondo le due associazioni - potrebbe essere favorevole agli scambi commerciali e nel contempo assicurare elevati standard di protezione dell'ambiente, sistema che - per UKMPG e BPA - dovrebbe essere teso a favorire approcci innovativi piuttosto che l'attuale approccio alle prescrizioni di carattere ambientale che le due associazioni definiscono «inflessibile».

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