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26 aprile 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 06:04 GMT+2



18 marzo 2019

Le merci contraffatte costituiscono il 3,3% del valore degli scambi commerciali mondiali

Sono pari al 6,8% delle importazioni dell'Unione Europea. Cina e Hong Kong sono di gran lunga i principali punti di origine delle merci falsificate

Il 3,3% del valore del commercio mondiale è costituito da merci contraffatte e tale percentuale è in crescita. Lo sottolinea una nuova relazione dell'OCSE e dell'Ufficio per la proprietà intellettuale dell'UE (EUIPO) che evidenzia come questo fenomeno sia aumentato costantemente negli ultimi anni anche se i volumi complessivi degli scambi commerciali hanno segnato un ristagno.

Il documento “Trends in trade in counterfeight and pirated goods” specifica che il valore delle merci contraffatte che nel 2016 sono state oggetto di sequestro presso le dogane di tutto il mondo ammontava a 509 miliardi di dollari, in crescita rispetto a 461 miliardi di dollari nel 2013 e pari al 3,3% del valore totale degli scambi commerciali mondiali (rispetto al 2,5% nel 2013). Relativamente alla sola Unione Europea, il valore delle merci contraffatte costituisce il 6,8% delle importazioni complessive di merci da nazioni extraeuropee, con un aumento del +5% sul 2013. Il rapporto precisa che questi valori non includono le merci false che sono state prodotte e consumate nel mercato interno né i prodotti piratati distribuiti via Internet.

Il rapporto spiega che la maggior parte delle merci contraffatte sequestrate durante i controlli doganali proviene dalla Cina continentale e da Hong Kong. Altri importanti punti di origine includono Emirati Arabi Uniti, Turchia, Singapore, Thailandia e India. Nel 2016 i paesi più colpiti dalla contraffazione sono stati gli Stati Uniti, i cui marchi o brevetti riguardavano il 24% dei prodotti contraffatti sequestrati, seguiti dalla Francia con il 17%, dall'Italia (15%), dalla Svizzera (11%) e dalla Germania (9%). Inoltre anche un numero crescente di aziende a Singapore, Hong Kong e nelle economie emergenti come Brasile e Cina stanno diventando obiettivi.

I piccoli pacchi inviati per posta o corriere espresso costituiscono un canale privilegiato e in crescita per le merci contraffatte. Nel periodo 2014-2016 i piccoli lotti hanno rappresentato il 69% dei sequestri doganali totali in termini di volume (57% via posta e 12% via corriere), in aumento rispetto al 63% nel periodo 2011-2013.

Il rapporto evidenzia inoltre che, oltre ad un insufficiente controllo dei piccoli lotti, altre aree in cui carenze amministrative favoriscono il commercio di merci contraffatte sono rappresentate da sanzioni non proporzionate nei confronti dei trafficanti e le norme speciali che disciplinano le zone di libero scambio. In particolare, OCSE e EUIPO hanno sottolineato che gli accertamenti hanno dimostrato che le zone di libero scambio - dove l'attività economica è promossa da imposte ridotte e controlli doganali e regolamentazioni meno stringenti - possono involontariamente facilitare il commercio di merci contraffatte.

«Il commercio di merci contraffatte - ha sottolineato il direttore dell'OCSE Marcos Bonturi, in occasione della presentazione odierna a Parigi del rapporto assieme al direttore dell' EUIPO, Paul Maier, e all'ambasciatore dell'UE presso l'OCSE, Rupert Schlegelmilch - sottrae entrate alle imprese e ai governi e alimenta altre attività criminali. Inoltre può mettere a repentaglio la salute e la sicurezza dei consumatori. I contraffattori prosperano laddove vi è una cattiva amministrazione. È essenziale fare di più per proteggere la proprietà intellettuale e affrontare la corruzione».




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