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26 aprile 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 05:45 GMT+2



19 marzo 2019

Uno studio evidenzia che l'aumento del trasporto marittimo potrebbe causare una forte crescita della diffusione di specie invasive

Leung (McGill University): iniziative politiche come la Convenzione internazionale per il controllo e la gestione dell'acqua di zavorra vanno nella giusta direzione

Uno studio di ricercatori della McGill University di Montreal segnala che nei prossimi 30 anni l'aumento del traffico marittimo potrebbe determinare una forte crescita della diffusione di specie invasive in tutti i mari del mondo. Secondo lo studio “Global forecasts of shipping traffico and biological invasions to 2050”, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista “Nature Sustainability”, nei prossimi decenni l'incremento del trasporto marittimo supererà di gran lunga il cambiamento climatico quale vettore di diffusione di organismi nocivi alloctoni in altri ecosistemi.

Lo studio ricorda che il trasporto marittimo movimenta l'80% degli scambi commerciali mondiali e che si ritiene che dal 60% al 90% delle bioinfestazioni degli oceani sia addebitabile al trasporto marittimo, con organismi che vengono trasportati da un mare ad un altro nelle acque di zavorra delle navi o con specie che si trasferiscono in nuovi ambienti attaccandosi agli scafi delle navi.

«Si ritiene - ha spiegato uno degli autori dello studio, Brian Leung, che è professore associato presso il dipartimento di Biologia e ingegneria ambientale della McGill - che le invasioni biologiche abbiano un ruolo importante nei cambiamenti della biodiversità e causino ogni anno danni economici per miliardi di dollari. I nostri modelli dimostrano che l'ampliamento della rete di trasporti marittimi potrebbe portare da qui al 2050 ad una crescita da tre a 20 volte del rischio di invasioni marine a livello globale». «Il nostro studio - ha aggiunto Anthony Sardain, dottorando presso il laboratorio condotto da Leung alla McGill - suggerisce che, a meno che non si adottino misure appropriate, si può prevedere un aumento esponenziale di tali invasioni, con potenziali enormi conseguenze ecologiche ed economiche».

Tuttavia lo studio sottolinea inoltre che, fortunatamente, i rischi di una crescita del costo dei danni causati da queste invasioni biologiche sono stati riconosciuti e sono state assunte importanti iniziative politiche come la Convenzione internazionale per il controllo e la gestione dell'acqua di zavorra e dei sedimenti delle navi, che è entrata in vigore nel 2017 e che rappresenta il più recente sforzo globale per controllare le bioinvasioni. «Anche se è troppo presto per valutare l'efficacia della Convenzione a livello globale - ha osservato Leung - il nostro lavoro suggerisce che ciò vada nella giusta direzione».

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