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25 aprile 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 18:31 GMT+2



1 aprile 2019

Botta e risposta tra WSC ed ESC in merito al Regolamento UE di esenzione per categoria per lo shipping containerizzato

Il World Shipping Council contesta il valore dell'ultimo rapporto dell'International Transport Forum chiamando in causa l'affidabilità di sondaggi effettuati dall'European Shippers' Council

Il rapporto “Container shipping in Europe: data for the evaluation of the EU Consortia Block Exemption Regulation”, che è incentrato sull'evoluzione del trasporto marittimo containerizzato avvenuta nell'ultimo decennio e in particolare dei traffici da e per l'Europa, documento che è stato pubblicato nei giorni scorsi dall'International Transport Forum (ITF), ha suscitato le reazioni di tenore opposto del World Shipping Council (WSC), organizzazione che rappresenta le principali compagnie di navigazione che operano nel settore del trasporto marittimo containerizzato, e dell'European Shippers' Council (ESC), associazione che è portavoce degli spedizionieri e dei caricatori europei.

Il rapporto, d'altronde, è stato elaborato sulla base del rapporto “The impact of alliances in container shipping”, che è stato presentato lo scorso novembre dall'ITF e che critica l'eccessiva concentrazione in atto nel settore del trasporto marittimo dei container, manifestando perplessità sull'eventuale mantenimento di specifiche esenzioni di categoria a beneficio delle compagnie di navigazione che operano in questo segmento dello shipping ( del 2 novembre 2018). Quest'ultimo documento, tra l'altro, era stato pubblicato mentre era in corso la ricognizione dei pareri su questo Regolamento di esenzione per categoria richiesti dalla Commissione Europea alle parti interessate in vista della sua scadenza fissata per il 25 aprile 2020 ( del 27 settembre 2018).

Il World Shipping Council, specificando di non ritenere che il rapporto “Container shipping in Europe” sia stato presentato alla Commissione Europea, ha tuttavia deciso, per evitare il rischio che il documento influisca sulla valutazione della Commissione, di porre in evidenza quelli che l'organizzazione armatoriale ritiene siano i punti deboli del rapporto. Secondo il WSC, il rapporto mancherebbe di affidabilità e non sarebbe stato approvato dall'ITF, ma - per l'organizzazione armatoriale - rappresenterebbe semplicemente le convinzioni soggettive del suo estensore: Olaf Merk, che è l'esperto dell'ITF per il settore portuale e del trasporto marittimo.

Durissima la critica del WSC, che ha sottolineato «l'impossibilità di comprendere - per non parlare di verificare - i dati presentati» nel rapporto. Il particolare, il World Shipping Council si riferisce ad esempio alla prima sezione della relazione in cui si indicano le quote di mercato basate su dati dello stesso WSC e di Sea Intelligence, con il WSC che contesta la mancanza di chiarezza circa la combinazione di due differenti fonti di dati, esercizio - ha rilevato l'organizzazione - già di per sé «intrinsecamente problematico» e che, «se tentato, deve essere sempre accompagnato da spiegazioni trasparenti». WSC ne ha dedotto che «tutte le conclusioni tratte nella prima sezione della relazione sono infondate».

Inoltre, per il WSC, l'analisi dei dati manifesterebbe carenze, ad esempio quando si fa riferimento alle quote di mercato, utilizzando intervalli di dati così ampi, come 7%-86% e 6%-81%, «da diventare - secondo l'organizzazione armatoriale - privi di significato».

Quindi il World Shipping Council si è soffermato sul capitolo del rapporto in cui si analizza la “customer satisfaction”, in cui si fa riferimento a due studi condotti nel 2017 e nel 2018 dall'European Shippers' Council assieme alla società di consulenza Drewry. A tale riguardo il WSC ha denunciato che nelle indagini di customers satisfaction non sarebbero mai state poste le domande più importanti, ovvero - secondo il WSC - se «la loro soddisfazione sarebbe stata maggiore se la Consortia Block Exemption Regulation (BER) non fosse stata rinnovata o se non ci fossero i consorzi». Inoltre il WSC ha rilevato che, oltre a «questo errore fondamentale», «il campione di clienti dell'indagine era piccolissimo rispetto al numero complessivo dei caricatori di tutto il mondo».

Denunciando infine che quella che, da parte dell'estensore del rapporto, sarebbe una carenza di comprensione degli indicatori di prestazione dei servizi di trasporto marittimo containerizzato
il World Shipping Council ha concluso rilevando che, «dato che la relazione è piena di sostanziali carenze e che, in ogni caso, non è stata presentata formalmente alla Commissione», «ai fini della valutazione non si dovrebbe tener conto del rapporto nella sua interezza».

Chiamata in causa per le contestazioni mosse dal World Shipping Council all'analisi sulla customer satisfaction nel rapporto “Container shipping in Europe”, l'European Shippers' Council ha sottolineato che il sondaggio effettuato tra i clienti del trasporto marittimo di linea, sondaggio - ha precisato l'ESC - che sarà realizzato nuovamente nel 2019, «costituisce uno strumento utile per monitorare la percezione del clienti sulla qualità del trasporto marittimo containerizzato».

«È importante evidenziare - ha precisato l'ESC - che gli studi sono stati realizzati nell'ambito di servizi forniti nel corso del tempo e non in base alle scadenze del Regolamento di esenzione per categoria né in base ad eventuali ipotetici scenari. Pertanto - ha replicato l'associazione dei caricatori europei - l'ESC non accetterà che vengano in alcun modo messe in dubbio la professionalità e le azioni di ESC e Drewry».

«Al di là dell'inopportunità di qualificare gli studi e le indagini dell'ESC e della Drewry come “tentativi falliti” - ha osservato l'European Shippers' Council - l'ESC ritiene che questo approccio sia superato, lontano da una prospettiva orientata al cliente che dovrebbe prevalere quando si fa riferimento a sondaggi d'opinione che motivano la percezione della soddisfazione della clientela. L'ESC - ha concluso l'European Shippers' Council - è disposta a sorvolare sul tentativo del WSC di ignorare il contributo dell'ESC e, piuttosto, incoraggia il World Shipping Council a considerare questi risultati come indicativi dell'attuale visione del mercato da parte dei proprietari della merce. Un approccio più positivo segnalerebbe la disponibilità a contribuire al dialogo e alla comprensione, che sono assolutamente auspicati dagli operatori del trasporto marittimo».

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