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20 settembre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 15:57 GMT+2



3 aprile 2019

In Spagna si stanno per approvare norme sul lavoro portuale che sembrano mettere tutti d'accordo

García (ANESCO): migliora la certezza del diritto nel settore, contribuisce all'incremento della competitività dei porti e favorisce la stabilità dei rapporti di lavoro. UGT valuta «molto positivamente» il decreto

A quasi due anni dall'approvazione del regio decreto legge che ha cambiato le norme spagnole sul lavoro portuale, prevedendo l'introduzione della libera definizione dei contratti per la fornitura di questi servizi ( del 18 maggio 2017), venerdì il governo di Madrid ha approvato un nuovo decreto il cui scopo è essenzialmente quello di favorire la transizione ordinata al nuovo sistema prefigurato dal decreto 8/2017 e di completare e rafforzare il quadro giuridico.

Presentando il provvedimento dell'esecutivo, Isabel Celaá, portavoce del governo e ministro dell'Istruzione e della formazione professionale, ha spiegato che la norma prevede, attraverso il contratto collettivo, la riassunzione obbligatoria dei lavoratori da parte delle imprese che decideranno di uscire dalle SAGEP (Sociedades Anónimas de Gestión de Trabajadores Portuarios), società - che rappresentano dei pool di manodopera portuale - al cui capitale sinora devono partecipare le imprese che intendono esercitare lavoro portuale. La portavoce dell'esecutivo ha sottolineato che il decreto conferma un diritto che è già riconosciuto in altri settori produttivi e che garantisce i diritti fondamentali dei lavoratori e promuove la stabilità del lavoro.

Celaá ha precisato che il provvedimento modifica il decreto legge 8/2017 introducendo il contratto di apprendistato per facilitare l'ingresso ai giovani che ottengono il Certificato di professionalità che dà accesso a questa professione. Il decreto prevede anche una modifica della legge delle agenzie di lavoro temporaneo (Empresas de Trabajo Temporal - ETT) rimarcando la specificità dei Centros Portuarios de Empleo e stabilendo tra l'altro che i proprietari di questi centri per l'impiego portuale debbano avere la licenza per le imprese che forniscono lavoro portuale. Inoltre il governo ha concordato la necessità di accelerare l'approvazione del decreto che prevede norme per la concessone di aiuti per l'adeguamento del settore del lavoro portuale, il cui scopo primario è quello di incentivare l'esodo volontario dei lavoratori più anziani.

Il decreto approvato dal governo è stato accolto positivamente dal comitato direttivo dell'ANESCO, l'associazione dei terminalisti portuali spagnoli, che si è riunito ieri a Madrid per esaminare il provvedimento: «l'approvazione del regio decreto legge 9/2019 - ha sottolineato il segretario generale dell'organizzazione, Pedro García Navarro - migliora la certezza del diritto nel settore, contribuisce all'incremento della competitività dei porti e favorisce la stabilità dei rapporti di lavoro». García, in vista del voto sul decreto da parte della Deputazione Permanente del Congresso previsto per questa sera, ha esortato tutti i gruppi parlamentari a sostenere la convalida del provvedimento.

Parere positivo sui contenuti del decreto 9/2019 è stato espresso anche dal presidente dell'ente pubblico Puertos del Estado, Salvador de la Encina, che ha partecipato alla riunione dell'ANESCO e si è incontrato con i rappresentanti dei sindacati, ed è stato manifestato pure dalle stesse organizzazioni sindacali. «La soddisfazione per il decreto legge approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri presieduto da Pedro Sánchez - ha confermato De la Encina - è condivisa dai sindacati del settore portuale». «La Spagna - ha sottolineato il presidente di Puertos del Estado - si gioca troppo con il lavoro portuale per fare calcoli elettorali. Non è solo un problema che riguarda i lavoratori portuali, ma è un problema che può causare la rottura delle catene logistiche del nostro Paese e provocare la perdita di posti di lavoro e di investimenti nei porti, così come nell'entroterra. Se la merce non viene scaricata o caricata in un porto in modo tempestivo, si trasforma in una perdita. È necessario - ha detto De la Encina rivolgendo anche lui un appello ai parlamentari - che i gruppi parlamentari dimostrino di essere all'altezza, come hanno già fatto all'unanimità con la Proposta Non Legislativa, e assicurino certezza giuridica al lavoro portuale, ai lavoratori portuali e alle imprese che da esso dipendono in tutta la Spagna».

UGT ha valutato «molto positivamente» il decreto approvato venerdì dal governo, in quanto - ha spiegato il sindacato - «consentirà la stabilità occupazionale dei lavoratori e dei lavoratori portuali ed è stato elaborato con l'accordo di tutte le parti interessate, cosa che porta alla certezza giuridica necessaria per la stabilità del settore». Anche l'UGT si è associata all'appello rivolto ai parlamentari affinché confermino il decreto consentendo così la sua prossima pubblicazione sulla “Gazzetta Ufficiale”, pubblicazione - ha evidenziato il sindacato - che «porrà fine ad un periodo di instabilità del settore che dal 2014 ha vissuto un'incertezza che ha messo a rischio il buon andamento dei porti spagnoli».

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