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18 luglio 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 12:55 GMT+2



5 aprile 2019

La Corte di Londra di Arbitrato Internazionale decide che il governo di Gibuti deve risarcire la DP World

Prospettato il riconoscimento di ulteriori danni se l'esecutivo dovesse accordarsi con altri operatori per sviluppare il traffico dei container

La stampa mediorientale ha reso noto che martedì la London Court of International Arbitration ha deciso che lo Stato di Gibuti dovrà pagare 385 milioni di dollari più gli interessi alla Doraleh Container Terminal (DCT), società terminalista partecipata al 66,66% dalla Port de Djibouti e al 33,34% dal gruppo terminalista DP World di Dubai, per non aver rispettato i termini del contratto di esclusiva siglato con la joint venture per lo sviluppo del nuovo container terminal del porto di Gibuti che è stato inaugurato il 7 febbraio 2009, nove anni dopo la sottoscrizione di un accordo tra il governo della nazione africana e la Dubai Ports Authority, ente le cui attività sono poi confluite nella DP World ( del 9 maggio 2000, 7 giugno 2004 e 9 febbraio 2009).

Lo scorso anno DP World aveva attivato una procedura di arbitrato presso la corte londinese accusando il governo di Gibuti di aver assunto il controllo della joint venture annullando il contratto di concessione sottoscritto nel 2006 ed estromettendo il gruppo di Dubai, governo che poi ha coinvolto nello sviluppo delle attività portuali dedicate al traffico dei container la China Merchants Port Holdings Co. (CMPort) di Hong Kong ( del 2 gennaio 2013 e 17 gennaio 2017). Secondo la corte arbitrale, il governo di Gibuti ha violato i termini dell'accordo contrattuale accordandosi con la CMPort, che detiene il 23,5% della Port of Djibouti (il restante 76,5% del capitale è in mano allo Stato), per lo sviluppo di attività nel settore del traffico containerizzato.

Inoltre la Corte di Londra di Arbitrato Internazionale ha prospettato l'eventuale riconoscimento di possibili ulteriori danni nel caso il governo di Gibuti dovesse decidere, senza il consenso di DP World, di stringere accordi con altri operatori per sviluppare attività nel segmento dei container. Il riferimento è anche alla Doraleh International Container Terminal (DICT), società che lo scorso anno il governo aveva progettato di istituire con il gruppo armatoriale francese CMA CGM per la gestione di un nuovo container terminal nel porto africano.


Evergreen Line
Vincenzo Miele

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