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26 aprile 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 05:45 GMT+2



5 aprile 2019

Le Autorità Portuali messicane dovranno versare il 30% delle eccedenze di entrate correnti alle amministrazioni comunali

Il Senato ha approvato all'unanimità un decreto in materia di riconoscimento del rapporto città-porto

Ieri il Senato del Messico ha approvato all'unanimità un decreto di riforma e di aggiunta di diverse disposizioni alla legge sui porti, in materia di riconoscimento del rapporto città-porto, in base al quale le Administraciones Portuarias Integrales (API), gli enti che amministrano i porti nazionali, dovranno versare il 30% delle loro eccedenze di entrate correnti alle amministrazioni comunali.

Ringraziando i colleghi che hanno sostenuto la necessità di questa riforma, la senatrice Gabriela Benavides Cobos, promotrice dell'iniziativa, ha sottolineato che la nuova norma «assicurerà una migliore qualità della vita alle persone che vivono nelle città portuali, che vivono - ha specificato - in quelli che sappiamo essere gravi problemi, come il traffico, il rischio di essere vittime di uno dei tanti incidenti causati dai camion, problemi come quelli delle infrastrutture urbane che subiscono costantemente danni per il peso dei container, come una ridotta qualità della vita causata dalle opere portuali e marittime che, tra l'altro producono alterazioni ambientali e la perdita di spazi turistici, familiari e ricreativi».

«Assistiamo - ha proseguito la senatrice - ad una crescita accelerata dei porti, mentre le città che li ospitano sono in ritardo. Sembra che l'importanza della relazione porto-città sia stata dimenticata. Ci rendiamo conto che i porti generano occupazione e producono ricchezza per l'economia, ma attualmente i profitti e le tasse generati dai porti non sono investiti nel risarcire i danni che causano alle città o ai comuni in cui si trovano. Ciò non accade a causa della mancanza di volontà da parte delle Administraciones Portuarias Integrales, ma perché la legge non lo consente, perché la legge non riconosce l'importanza della relazione città-porto».

La senatrice ha evidenziato che la riforma non pone in pericolo i bilanci delle amministrazioni portuali, in quanto si interviene solo sulle eccedenze che le API versano annualmente al fondo per il potenziamento delle infrastrutture portuali denominato FIPORT (Fondo para el Fortalecimiento a la Infraestructura Portuaria).

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