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26 maggio 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 13:01 GMT+2



2 maggio 2019

Confetra sottopone ai candidati al nuovo Parlamento europeo i temi più “caldi” della logistica

Oggi il primo di una serie di incontri

In vista della prossime consultazioni elettorali europee in programma il 26 maggio la Confetra - Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica ha presentato oggi un proprio manifesto riguardante diversi temi sui quali nelle prossime settimane si confronterà in una serie di incontri con i principali leader delle forze politiche e con molti dei candidati al nuovo Parlamento europeo, il primo dei quali è in programma questa sera in Liguria tra il presidente di Confetra, Nereo Marcucci, e il gruppo dirigente del cluster logistico genovese con il vice ministro ai Trasporti, Edoardo Rixi, e il candidato della Lega Marco Campomenosi.

Tra i temi presi in esame dal manifesto della Confetra c'è quello della proposta di proroga del regime di esenzione Block Exemption Consortia Regulation (BER) a favore delle grandi compagnie armatoriali del trasporto contenitori, a proposito del quale la Confederazione evidenzia che «tutelare l'industria logistica nazionale significa anche evitare che le concentrazioni oligopolistiche tra shipping line finiscano per occupare l'intero spettro delle attività di trasporto e movimentazione merci da origine a destino». Secondo Confetra, tale proroga «è sostenibile solo in un rinnovato quadro regolatorio che salvaguardi il pluralismo e la concorrenza nel mercato della logistica inland. Supportiamo - spiega la Confederazione - l'armamento nazionale e la bandiera, supportiamo ogni agevolazione volta a razionalizzare l'offerta di stiva delle compagnie, supportiamo eventuali agevolazioni per gli investimenti pro green switch che esse dovranno a breve sostenere o che stanno già sostenendo, ma - sottolinea Confetra - è indispensabile tutelare la terzietà sostanziale dell'industria della supply chain logistica rispetto ai grandi vettori del trasporto marittimo».

Riguardo alla cinese Belt and Road Initiative (BRI), la Confetra osserva che «serve più Europa per un dialogo con la Cina più equilibrato. È contraddittorio - rileva la Confederazione italiana - arenare i negoziati in ambito EU - China Connectivity Platform, e poi procedere parallelamente con intese bilaterali tra Singoli Stati membri e Pechino. Se le richieste avanzate dalla CE (reciprocità nell'apertura dei mercati e nelle politiche doganali, trasparenza negli affidamenti, sostenibilità ambientale e sociale degli investimenti) sono condivisi, devono valere per tutti i Paesi europei e sempre. La quasi totalità di essi ha invece già sottoscritto in diverse modalità accordi bilaterali, a vario titolo rientranti nel meta progetto BRI. Talvolta di carattere sub-regionale (Gruppo 16 + 1). Il divide et impera non fa il gioco degli interessi economici, industriali e logistici europei».

Inoltre, per Confetra, per tutti gli investimenti extra comunitari in UE «occorre un Regolamento più stringente, nel merito, e uguale per tutti gli Stati membri, nel metodo. Infrastrutture e imprese strategiche o sensibili per l'interesse nazionale, così come per quello comunitario - evidenzia la Confederazione - devono essere sottratte all'arbitrio puramente lucrativo delle (non) regole di mercato. Una vera politica europea di governance in questi decisivi ambiti per lo sviluppo e la crescita, appare molto più utile ed efficace di qualsivoglia scelta regressiva protezionista ispirata a dazi e barriere al libero mercato».

Confetra esorta anche ad una «attuazione piena ma omogenea» tra gli Stati membri del Codice Doganale dell'UE e circa l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea la Confederazione osserva che, «qualsiasi sarà la scelta che le istituzioni britanniche e comunitarie vorranno assumere, sarà decisivo evitare eccessive ripercussioni negative sui traffici e sulle relazioni commerciali tra Londra e l'Unione».

In merito al completamento e sviluppo della rete infrastrutturale europea, Confetra rileva che, «dopo aver sostenuto una prima stagione di interventi volti a favorire le connessioni interne tra gli Stati membri, soprattutto per le aree in ritardo di sviluppo, e dopo aver varato ed ormai quasi completato il processo di collegamento intraeuropeo attraverso la politica dei Corridoi, è ora venuto il momento di porsi strutturalmente il tema delle connessioni tra l'UE e i mercati globali, a cominciare dai fronti Orientale (Eurasia e Cina) e Mediterraneo (Paesi della Sponda Sud e Africa).
L'aggiornamento delle Reti TEN-T previsto nel 2023 - per Confetra - dovrà essere l'occasione per ridiscutere di Rete Globale, Rete Centrale, nodi core e comprehensive, finalizzazione dei fondi CEF, valorizzazione di esperienze innovative ed immateriali fondate sulle evoluzioni tecnologiche (Fast Corridor). Con la DG MOVE - sottolinea la Confederazione - va aperto un confronto organico sul ruolo strategico dell'Italia quale principale “confine europeo” del versante mediterraneo».

Tra gli altri temi toccati dal manifesto c'è quello della sostenibilità ambientale e dei trasporti, con Confetra che conferma il proprio sostegno a tutte le scelte comunitarie volte a favorire un trasporto merci e passeggeri più sostenibile dal punto di vista ambientale e che sottolinea i buoni risultati conseguiti negli ultimi due anni grazie a Ferrobonus e Marebonus, incentivi - evidenzia la Confederazione che «vanno rinegoziati con la CE affinché siano resi permanenti e destinabili prevalentemente alla merce che sceglie il treno o la nave al posto del “tutto strada”».

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