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21 agosto 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 12:15 GMT+2



22 maggio 2019

Il cargo aereo rappresenta il 22,6% del valore dell'export italiano extra UE

Uno studio dell'Osservatorio Cargo Aereo evidenzia il gap tra il sistema aeroportuale italiano e quello dei principali competitor europei

Il cargo aereo rappresenta il 22,6% del valore dell'export italiano extra UE e, dunque, si conferma un settore fondamentale per l'economia dell'Italia, Paese tradizionalmente vocato all'esportazione e che fa della qualità dei propri prodotti (Made in Italy) la chiave del proprio successo commerciale. Lo sottolinea “Il trasporto aereo merci in Italia: efficacia ed efficienza rispetto ai principali competitor europei”, il primo studio realizzato in collaborazione con Ernst & Young dall'Osservatorio Cargo Aereo, il progetto avviato lo scorso anno dal Cluster Cargo Aereo costituito da ANAMA (Associazione Nazionale Agenti Merci Aeree), Assaeroporti (Associazione Italiana Gestori Aeroportuali), Assohandlers (Associazione Nazionale Operatori Servizi Aeroportuali di Handling) e IBAR (Italian Board Airline Representatives).

Lo studio, che è stato presentato ieri a Milano nell'ambito del convegno “Osservatorio Cargo Aereo: diamo i numeri!”, aveva l'obiettivo di raccogliere dati sui due principali aeroporti cargo italiani - Milano Malpensa e Roma Fiumicino - per valutarne la competitività rispetto alle principali realtà aeroportuali europee: Amsterdam, Bruxelles, Parigi, Madrid, Francoforte, Monaco, Lipsia, Liegi, Lussemburgo e Zurigo.

Se il documento evidenzia la consistente quota di valore dell'export italiano extra UE movimentata dal cargo aereo, sottolinea anche come sia ancora grande il gap tra il sistema aeroportuale italiano e quello dei principali competitor europei: Milano Malpensa e Roma Fiumicino, infatti, movimentano solo il 7% delle merci europee, mentre i primi tre aeroporti - Amsterdam, Parigi e Francoforte ne movimentano il 55%.

Lo studio dell'Osservatorio Cargo Aereo cerca di spiegare questa differenza analizzando e approfondendo alcuni aspetti che risultano essere determinanti per la competitività di un aeroporto. Innanzitutto l'infrastrutturazione, che vede Fiumicino e Malpensa fanalini di coda relativamente al numero dei magazzini: solo cinque a Fiumicino e sei a Malpensa rispetto ai 50 di Frankfurt Main. Modesta anche la dimensione dei magazzini: 25.000 metri quadri a Fiumicino e 70.000 metri quadri a Malpensa rispetto a Paris Charles de Gaulle con 700.000 metri quadri. Inoltre gli aeroporti di Fiumicino e Malpensa hanno ampi margini di miglioramento su accessibilità e servizi per camion e autisti.

Un altro dato che merita attenzione è il modello di concessione degli spazi aeroportuali: in otto dei 12 aeroporti presi in analisi (ad esclusione di quelli italiani, di Bruxelles e di Zurigo) la gestione degli scali è pubblica o a forte partecipazione pubblica.

Relativamente ai flussi di traffico, in termini di numero di destinazioni Malpensa e Fiumicino si collocano in fondo alla classifica, rispettivamente all'ultimo posto (con 51 destinazioni) e al quartultimo posto (con 90 destinazioni) contro Amsterdam Schiphol (431), seguito da Paris Charles de Gaulle (364) e da Frankfurt Main (300). Tuttavia, mentre Roma Fiumicino si colloca all'ultimo posto per merci movimentate, Malpensa si colloca al settimo posto del panel sia per merci totali sia per merci in import ed export, evidenziando una crescita nell'ultimo decennio del +6,9%, la terza più alta fatta registrare dagli scali del panel dopo Leipzig Halle (CAGR +9,8%) e Paris Charles de Gaulle (CAGR +8,4%).

Lo studio analizza anche l'operatività e i servizi degli aeroporti, rilevando che Fiumicino e Malpensa si collocano su livelli di saturazione rispettivamente del 66% e 60%: un dato positivo che indica come i due aeroporti abbiano ancora una capacità potenziale rispettivamente del 34% e del 40%. Tuttavia i due aeroporti offrono il servizio di Dogana H23/7 solo per sdoganamenti elettronici. Sopra la media, invece, la copertura garantita per quanto riguarda i servizi per merci speciali.

Per quando riguarda gli investimenti emerge il dato positivo di Milano, al primo posto per numero di iniziative infrastrutturali tra gli aeroporti del panel. Poche, invece, le iniziative in ambito digitale presso lo scalo di Fiumicino.

«Con il progetto dell'Osservatorio - ha spiegato Marina Marzani, presidente di ANAMA - vogliamo dare voce al cargo aereo, che rappresenta una nicchia di un settore, quello del trasporto merci, che nonostante balzi poco agli onori della cronaca è fondamentale per la competitività di un Paese. Una voce che faccia dei dati la propria forza e la propria autorevolezza». «Questo primo studio - ha osservato Marzani - restituisce un quadro in chiaroscuro dei nostri principali aeroporti: alcuni aspetti di qualità e molti altri sui quali lavorare, pubblico e privato insieme, per migliorare: in primis le infrastrutture, indispensabili per dare servizi alla merce e ai camion (piste, magazzini, parcheggi, strade di collegamento, etc.) e un incremento delle rotte servite, per aumentare i flussi di traffico. Inoltre, è necessaria un'accelerazione nella digitalizzazione dei processi, che consentirebbe una maggiore efficienza e affidabilità nella gestione dei flussi fisici e informativi tra gli operatori della filiera. In particolare, è necessario promuovere in Italia l'utilizzo della lettera di vettura aerea elettronica (e-AWB), che vede Malpensa e Fiumicino agli ultimi posti nel confronto europeo».

«Ritengo - ha affermato il direttore generale dell'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC), Alessio Quaranta, nel suo intervento - che, in termini di politiche pubbliche, un settore come quello del cargo aereo, in crescita e ad alto valore aggiunto, abbia bisogno di un approccio ad hoc (che in altri Paesi europei esiste), che ne consideri la specificità: l'elevata qualità del prodotto trasportato ha bisogno di tempi rapidi di gestione e di consegna, secondo le esigenze del mercato. Questo aspetto va compreso dagli operatori pubblici e privati quando si pianificano gli interventi di sviluppo degli scali (semplificazione dei processi, servizi, infrastrutture). Credo ci sia tanto lavoro da fare ma, come dicevo, la strada è tracciata: questo studio ci fornisce chiara indicazione degli obiettivi e della strada da percorrere. Fare squadra è stato fondamentale in questi anni e lo sarà ancora di più da oggi in avanti. Attendiamo lo studio del prossimo anno per conoscere quali saranno stati i passi avanti fatti dal sistema del cargo aereo in Italia».

PSA Genova Pra'
Vincenzo Miele

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