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24 maggio 2019

La francese GICAN e la tedesca VSM sollecitano una politica europea per la navalmeccanica forte e coesa

L'associazione transalpina ha esortato anche a vigilare sugli investimenti asiatici nei porti dell'UE

In vista delle elezioni europee di domenica due associazioni francesi e tedesche del settore navalmeccanico e marittimo hanno evidenziato l'importanza di un'industria europea della cantieristica navale e di una politica europea per questo settore forte e coesa per affrontare le sfide della concorrenza a livello globale. La francese GICAN (Groupement des Industries de Construction et Activités Navales) ha auspicato che le future politiche dell'Unione Europea abbiano una maggiore considerazione del settore navale e marittimo e - secondo l'associazione transalpina - la prossima Commissione Europea dovrà condurre «un'ambiziosa strategia marittima e industriale all'altezza della posta in gioco, al fine di sviluppare il potenziale economico delle imprese, promuovere il previsto incremento dell'occupazione e consolidare il ruolo dell'Europa nel mercato globale».

Secondo l'associazione francese, sinora la Commissione Europea «ha sviluppato un approccio frammentato rispetto alle politiche pubbliche in campo marittimo. Nonostante un commissario europeo e una Direzione Generale dedicati - ha rilevato la GICAN - la frammentazione delle competenze marittime risulta dannosa per una strategia a lungo termine». L'associazione ha chiesto quindi «un migliore coordinamento delle politiche pubbliche marittime europee».

L'associazione francese ha evidenziato anche l'importanza di un consolidamento tra le aziende europee del settore navalmeccanico al fine di far fronte alla concorrenza, in particolare dei cantieri navali del Far East. «Per continuare a contare sulla scena mondiale della costruzione navale rispetto ai nuovi concorrenti asiatici - ha sottolineato la GICAN - è necessario un consolidamento tra le aziende europee. Un primo passo - ha osservato l'associazione riferendosi agli accordi per la partecipazione della Fincantieri al capitale della STX France - è già stato fatto grazie ai progetti per il riavvicinamento franco-italiano in questo settore: questa logica - secondo la GICAN - deve ora essere estesa alla Germania, al Nord Europa e alla Spagna al fine di preservare competitività e redditività dell'offerta europea, sia per i mercati nazionali come per l'export».

La GICAN ha ammonito anche circa i rischi posti dai prospettati e concreti investimenti asiatici nei porti europei: «la protezione delle infrastrutture portuali di fronte alla concorrenza internazionale e in particolare a quella asiatica - ha spiegato l'associazione - dovrebbe contribuire a salvaguardare l'indipendenza industriale europea. Ciò premesso - ha sottolineato la GICAN - la cantieristica navale francese vigilerà sugli ultimi sviluppi della promozione degli interessi cinesi in Europa, nella logica della strategia One Belt One Road».

Anche l'associazione navalmeccanica tedesca VSM (Verband für Schiffbau und Meerestechnik), in occasione dell'undicesima edizione della Conferenza Marittima Nazionale promossa dal Ministero federale dell'Economia e dell'energia, che si è chiusa ieri a Friedrichshafen, ha evidenziato l'importanza del ruolo della comunità europea nei confronti dei mercati globali: «il mercato unico europeo e gli accordi commerciali dell'UE, attualmente con 62 partner in tutto il mondo - ha specificato la VSM - hanno fornito contributi di inestimabile valore».

L'associazione tedesca ha però esortato la prossima amministrazione dell'Unione Europea ad agire più decisamente nei confronti di misure distorsive della concorrenza che favoriscono aziende extraeuropee e penalizzano quelle dell'UE. La VSM ha ammonito che sulla scena stanno comparendo concorrenti sempre più aggressivi che sono attivamente aiutati dallo Stato e «che quindi in pratica non lasciano alcuna opportunità ai fornitori europei». Precisando che rispetto a ciò la World Trade Organization praticamente non ha strumenti efficaci di intervento, l'associazione navalmeccanica tedesca ha osservato che già oltre 60 anni fa in Europa ci si è resi conto che «un mercato comune ha bisogno di regole comuni» e da allora - ha sottolineato la VSM - i regolatori europei della concorrenza hanno introdotto misure contro le pratiche distorsive del mercato almeno in ambito UE. «Ora - ha esortato l'associazione - è tempo che l'Europa sia coerente con il resto del mondo». «La Germania - ha concluso la VSM - vuole una industria marittima forte e per averla è pronta a lavorare sodo assieme ai suoi partner europei».

PSA Genova Pra'
Vincenzo Miele

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