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18 giugno 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 12:50 GMT+2



6 giugno 2019

Uiltrasporti, uno sbaglio abbandonare i porti nelle mani di compagnie armatoriali e terminaliste interessate solo alla speculazione

È necessario - sostengono Tarlazzi e Odone - creare una vera cabina di regia dei porti italiani partecipata dalle parti sociali

«Lo sciopero di oggi dei lavoratori del porto di Cagliari rafforza le nostre preoccupazioni e conferma l'attualità delle motivazioni di quello nazionale dello scorso 23 maggio». Lo hanno sottolineato il segretario generale e il segretario nazionale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi e Marco Odone, commentando l'esito dell'odierna manifestazione di protesta al porto di Cagliari promossa da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti per denunciare l'assenza di qualsiasi intervento delle istituzioni per risolvere la situazione di crisi che caratterizza l'attività nel settore dei container dello scalo sardo.

«L'assenza di una politica nazionale dei trasporti e di un coordinamento a livello centrale per le infrastrutture - hanno rilevato i due rappresentanti di Uiltrasporti - ha consentito alle compagnie di shipping e ai terminalisti portuali di accaparrarsi gran parte delle nostre banchine senza garantire di fatto, traffici e sviluppo del nostro sistema portuale. Ad aggravare la situazione si è poi aggiunta la crisi del transhipment, i cui effetti si vedono oggi a Cagliari, ma che negli ultimi anni aveva già determinato il collasso dei porti di Gioia Tauro e Taranto».

«Nonostante le nostre sollecitazioni al Ministero dei Trasporti per l'attivazione di un tavolo permanente di confronto sulle emergenze della portualità - hanno proseguito Tarlazzi e Odone - non abbiamo ricevuto ad oggi alcun riscontro, né a nulla sono valse le richieste territoriali per scongiurare l'evidente incedere della crisi del porto di Cagliari. Non è accettabile che la vita o la morte di un porto sia nelle mani di gruppi imprenditoriali che si sottraggono persino ad un corretto confronto sindacale. Affinché i porti e il lavoro portuale non siano azzerati da un libero arbitrio del gigantismo navale e dell'automazione - hanno evidenziato i due segretari dell'organizzazione sindacale - è necessario al più presto creare una vera cabina di regia dei porti italiani partecipata dalle parti sociali, e che sia esercitato un vero controllo pubblico su queste infrastrutture tanto strategiche per il Paese. Occorrono urgenti strumenti di riequilibrio degli organici porto e di riqualificazione professionale in base ai mutamenti del naviglio. Infine è necessario consentire l'esodo anticipato dei portuali in caso di crisi o di inabilità».

«I porti ed i lavoratori portuali - hanno concluso Tarlazzi e Odone - sono un patrimonio necessario alla crescita del Pil del Paese e alla ripresa economica della nostra industria manifatturiera. Abbandonarli nelle mani di compagnie armatoriali e terminaliste interessate solo alla speculazione senza portare sviluppo, sarebbe una enorme mazzata per le imprese e i cittadini del Paese».

ABB Marine Solutions
Evergreen Line
Vincenzo Miele

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