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16 settembre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 14:46 GMT+2



8 luglio 2019

Il sindaco di Venezia accusa il ministro Toninelli di bloccare la soluzione per il transito delle grandi navi in Laguna

La decisione - ha ricordato Brugnaro - è già stata assunta in Comitatone 20 mesi fa

Ieri, ad un mese dalla collisione tra la nave da crociera MSC Opera e l'imbarcazione fluviale River Countess, a Venezia un'altra grande nave da crociera, la Costa Deliziosa, nel corso di un violento temporale ha sfiorato uno yacht all'ancora e altre imbarcazioni, scontro probabilmente evitato grazie all'opera dei rimorchiatori che sono riusciti a scongiurare l'incidente.

In una nota la compagnia crocieristica Costa Crociere ha sottolineato che «il violento, straordinario ed improvviso evento meteorologico che ha interessato tutto il Nord Est questo pomeriggio (ieri, ndr), ha colpito anche Costa Deliziosa con violente raffiche che hanno causato una deviazione durante il passaggio nel Canale della Giudecca, effettuato come sempre sotto le indicazioni del comandante del porto, del pilota e dei tre rimorchiatori a cui la nave era legata che hanno con prontezza assistito la nave nella manovra». La compagnia ha specificato che «il comandante ha sempre mantenuto il controllo della nave pur in condizioni di estrema ed improvvisa difficoltà» e che «la nave ha ripreso il suo corso verso la destinazione pianificata».

Per il sindaco di Venezia, al di là di quali saranno le cause dell'episodio che verranno accertate dalle autorità, la responsabilità prima è del ministro Toninelli che - secondo Luigi Brugnaro - blocca la soluzione per il transito delle grandi navi da crociera nella Laguna di Venezia. «La responsabilità maggiore di quanto è accaduto ieri e di quello che potrà accadere in futuro - ha denunciato oggi Brugnaro - è di chi non ha deciso in questi mesi. Il riferimento - ha aggiunto il primo cittadino - è al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, che ha poteri funzionali sull'intera filiera portuale, dalla Capitaneria di Porto alla Guardia Costiera, dal Provveditorato alle Opere Pubbliche all'Autorità di Sistema Portuale».

Precisando che «sicuramente le condizioni meteo-marine in cui è accaduto l'episodio di ieri sono state eccezionali» e che «le autorità competenti faranno chiarezza su quanto successo» e rivolgendo complimenti «a tutto il personale marittimo che, nelle varie situazioni di pericolo, ha affrontato con grande competenza le difficoltà», Brugnaro ha sottolineato che «il tempo dell'attesa è finito. Siamo - ha affermato il sindaco - molto arrabbiati. Basta con le navi a San Marco e lungo il Canale della Giudecca. Il ministro Toninelli venga al più presto a riferire alle istituzioni cittadine gli esiti dell'ennesima ispezione che ha ordinato. Spero sia l'occasione nella quale, finalmente, dopo un anno di attesa, il ministro si sieda al tavolo con Comune e Regione per ragionare di “grandi navi”, con umiltà e senza preconcetti ideologici e politici».

Per Brugnaro, «la soluzione immediata c'è, si chiama - ha spiegato - percorso dalla bocca di Porto di Malamocco, attraverso il Canale dei Petroli, con destinazione Marittima via Canale Vittorio Emanuele per le navi più piccole e destinazione Marghera, canale nord lato nord, per quelle più grandi ( dell'8 novembre 2017, ndr). Il Vittorio Emanuele - ha rilevato il sindaco - si può realizzare in circa un anno, con capitali privati, in attesa di progetti alternativi che necessitano di tempi più lunghi, di almeno 5/10 anni. Soluzione sulla quale anche l'Unesco ha espresso apprezzamento».

«Caro Ministro - ha concluso Brugnaro - quanto ancora dobbiamo aspettare? Quanto ancora sarà sordo alle richieste della comunità internazionale e delle istituzioni cittadine solo per ascoltare i comitati del no a tutto e i soliti noti che strumentalizzano da anni la questione impedendo qualsiasi soluzione? Quanti studi costi-benefici e indagini vorrà fare prima di arrivare ad una soluzione? Perché sta ancora tergiversando? Ci sono una città intera e migliaia di lavoratori che meritano rispetto istituzionale e una risposta immediata».

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