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21 novembre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 11:22 GMT+1



16 agosto 2019

Cgil e Cisl esortano il governo a risolvere positivamente la vertenza del Porto Canale di Cagliari

Considerata l'imminente scadenza della procedura di licenziamento - hanno evidenziato - non c'è più tempo per tergiversare

Lanciando un nuovo allarme per la sorte dei lavoratori del Porto Canale di Cagliari, Cgil e Cisl di Cagliari assieme alle categorie di Filt Cagliari e Fit Sardegna hanno sottolineato la necessità di siglare subito l'accordo atteso dai lavoratori «perché, considerata l'imminente scadenza della procedura di licenziamento - hanno evidenziato - non c'è più tempo per tergiversare».

Le organizzazioni sindacali hanno manifestato preoccupazione per l'assenza di risposte da parte della Cagliari International Container Terminal (CICT), la società del gruppo Contship Italia detentrice della concessione del Porto Canale, che avrebbe dovuto sciogliere la riserva sulla percorribilità della soluzione avanzata al tavolo del Mise lo scorso 31 luglio: dodici messi di cassa integrazione sulla base del decreto Genova. «Sono ormai scaduti - hanno spiegato i segretari confederali Carmelo Farci e Mimmo Contu, e di categoria, Massimiliana Tocco e Corrado Pani - anche i sei giorni di proroga concessi dal Ministero alla CICT. Ci aspettiamo quindi una convocazione a stretto giro da parte del Mise che, nonostante la crisi di governo, in questi giorni ha affrontato tante altre emergenze ma non sembra tenere nella dovuta considerazione quella del Porto Industriale di Cagliari».

I rappresentanti di Cgil e Cisl hanno ricorcato che nel corso dell'incontro del 31 luglio i sindacati avevano rimarcato la necessità di avviare un confronto propositivo e fattivo in tempi rapidissimi che portasse a raggiungere l'obiettivo principale: evitare i licenziamenti, salvaguardare i livelli occupazionali e non disperdere la professionalità dei lavoratori mantenendoli all'interno del circuito porto. Purtroppo - hanno rilevato - fino a oggi nessuna risposta è arrivata da parte dell'azienda, e nessuna riunione a Roma è stata convocata. «Capiamo - hanno specificato - le difficoltà attuali del governo, ma abbiamo atteso mesi per conquistare, dopo tante manifestazioni, scioperi, sit-in e incontri in Prefettura, un unico incontro ministeriale e adesso, pur apprezzando lo sforzo congiunto dei ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro nel trovare un ammortizzatore sociale confacente alla grave situazione, riteniamo inaccettabile che non vigilino sugli sviluppi della vertenza, e non venga riconvocato il tavolo dopo l'assenza di risposte da parte dell'azienda».

I sindacati hanno denunciato quindi la scarsa attenzione da parte del Mise, al quale sollecitano anche un impegno sulle azioni da intraprendere per rilanciare il terminal di Cagliari e superare i vincoli inutili e le storture burocratiche che oggi ne impediscono lo sviluppo. «Purtroppo - hanno osservato i segretari - abbiamo registrato quasi un senso di fastidio quando, nel corso dell'incontro a Roma, abbiamo segnalato l'urgenza di far partire la zona franca, favorire la fiscalità di vantaggio e rendere subito operativa la Zona Economica Speciale in attesa che il porto riprenda le proprie attività, entro il periodo nel quale, si spera, verrà attivata la cassa integrazione».

I sindacati hanno concluso chiedendo che in ogni caso, indipendentemente dalla decisione del gruppo Contship, il presidente della Regione Cristian Solinas intervenga sia con l'azienda che con il ministro Di Maio per ottenere subito una convocazione al Mise «con l'obiettivo di risolvere positivamente questa vertenza ed evitare quello che si sta trasformando nell'ennesimo schiaffo alla dignità dei lavoratori sardi».

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Vincenzo Miele

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