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26 settembre 2019

Carnival Corporation archivia un trimestre zeppo di record

Il gruppo americano ha registrato un peggioramento del mercato crocieristico a partire da giugno

Il terzo trimestre del corrente esercizio finanziario, periodo conclusosi lo scorso 31 agosto, è stato tutto all'insegna dei record per il gruppo crocieristico americano Carnival Corporation. Commentando oggi le performance trimestrali il presidente e amministratore delegato dell'azienda statunitense, Arnold Donald, ha ringraziato i 150mila dipendenti del gruppo per i loro sforzi che hanno permesso di archiviare un trimestre record «in un anno - ha sottolineato - altrimenti impegnativo».

Nel periodo giugno-agosto del 2019 i ricavi del gruppo sono ammontati a 6,53 miliardi di dollari, con un incremento del +11,9% rispetto al precedente picco trimestrale storico di 5,84 miliardi di dollari registrato nello stesso periodo del 2018. La vendita dei biglietti delle crociere ha fruttato complessivamente 4,48 miliardi di dollari, con un rialzo del +2,8% sul terzo trimestre dell'anno finanziario 2018, mentre più accentuato è risultato l'aumento delle vendite a bordo delle navi delle flotte del gruppo che si sono attestate a 1,86 miliardi di dollari (+41,0%).

Anche l'utile operativo e l'utile netto hanno raggiunto livelli record essendo stati pari rispettivamente a 1,89 miliardi e 1,78 miliardi di dollari, con incrementi del +5,4% e del +4,3% rispetto al terzo trimestre dell'esercizio 2018 quando erano stati segnati i precedenti picchi massimi.

Così è stato anche per il numero di passeggeri ospitati sulle navi delle compagnie crocieristiche del gruppo che è arrivato ad un livello record di 3,75 milioni di persone, in crescita del +5,3% sul precedente record del terzo trimestre dell'esercizio 2018.

Donald ha spiegato che le performance record sono state conseguite grazie agli ulteriori miglioramenti nelle voci dei costi che - ha specificato - «sono stati in gran parte ottenuti sfruttando la nostra dimensione di scala, compensando l'impatto sugli introiti determinato dalle interruzioni delle crociere causate dall'effetto combinato dell'uragano Dorian, delle tensioni nel Golfo Persico e dalla ritardata consegna della Costa Smeralda».

Nei primi nove mesi dell'anno finanziario 2019 i ricavi del gruppo hanno totalizzato 16,04 miliardi di dollari, con un aumento del +11,2% sul corrispondente periodo dell'esercizio precedente, di cui 10,93 miliardi prodotti dalle vendite dei biglietti delle crociere (+2,2%) e 4,81 miliardi dalle vendite a bordo delle navi (+37,1%). L'utile operativo è stato di 2,79 miliardi di dollari (+0,7%) e l'utile netto di 2,57 miliardi di dollari (-3,5%). Nel periodo dicembre 2018 - agosto 2019 i passeggeri ospitati sulle navi del gruppo sono stati 9,79 milioni (+4,2%).

Circa le prospettive per l'esercizio 2020, Carnival ha reso noto che se le prenotazioni per le crociere della prima metà dell'anno risultano maggiori rispetto al livello di un anno fa, dallo scorso giugno sia le prenotazioni che i prezzi delle crociere sono diminuiti rispetto all'anno precedente.

«Quale compagnia crocieristica veramente globale, con quasi il 50% dei nostri ospiti che vengono da fuori gli USA - ha evidenziato Donald - stiamo affrontando diversi venti contrari, tra cui l'indebolimento delle economie che hanno un impatto sul nostro settore in Europa e in Asia, un dollaro forte e, naturalmente, i regolamenti IMO 2020 (che prevedono una riduzione del tenore di zolfo nei combustibili navali e che entreranno in vigore il prossimo 1° gennaio, ndr) rispetto ai quali stiamo lavorando per mitigarne l'impatto. Abbiamo assunto provvedimenti in Sud Europa - ha aggiunto Donald - per allineare la capacità alla domanda, che riflette le attuali condizioni pesantemente influenzate dalla perdurante fase di malessere economico, dall'incerto scenario geopolitico e dal recente andamento della fiducia dei consumatori. Abbiamo anche apportato modifiche dell'ultimo minuto, incluse quelle per far fronte alla recente situazione nel Golfo Persico che hanno avuto un impatto sul recente trend delle prenotazioni e dei prezzi dei biglietti».




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