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22 novembre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 07:58 GMT+1



4 novembre 2019

I costruttori navali di Giappone, Europa, Cina, Corea e USA sollecitano la politica a risolvere i seri problemi che gravano sul settore

Esortazione a rivedere le attuali condizioni quadro che regolano l'industria

I costruttori navali di Giappone, Europa, Cina, Corea e Stati Uniti chiedono alla politica iniziative per risolvere i seri problemi che gravano sul settore della navalmeccanica, mercato che da oltre un decennio soffre di un eccesso di capacità produttiva e di un'erosione dei prezzi di vendita delle nuove navi. La richiesta è stata formulata in occasione del ventottesimo Top Executive Meeting della JECKU, il forum costituito nel 1994 da Giappone, Europa, Cina, Corea del Sud e USA per discutere dei principali temi dell'industria, che si è tenuto lunedì scorso a Viareggio.

Nel corso dell'incontro è stato evidenziato che la rilevante crescita della domanda di navi negli anni immediatamente precedenti la crisi economica mondiale del 2008 hanno determinato un enorme incremento della capacità di produzione navale, ma con lo scoppio della crisi la domanda è crollata e non ha tuttora recuperato la precedente dinamica di crescita. Inoltre è stato sottolineato che le ingenti sovvenzioni pubbliche concesse ai cantieri navali in Corea e in Cina impediscono una correzione del mercato e assicurano invece il mantenimento dell'eccesso di capacità. A peggiorare le cose si aggiunge l'offerta da parte di singoli cantieri navali di navi a prezzo di gran lunga inferiore ai costi di produzione con l'intento di mantenere in attività il loro eccesso di capacità. A ciò si aggiungono le sfide affinché il settore intraprenda un'altra importante trasformazione assicurando che cessi di contribuire al cambiamento climatico e all'inquinamento ambientale e garantendo nel contempo che contribuisca allo sviluppo degli scambi commerciali mondiali.

Da qui l'invito alla politica di affrontare questi problemi e a rivedere le attuali condizioni quadro che regolano il settore della costruzione navale con la stipula di un accordo internazionale che garantisca parità di concorrenza nel settore navalmeccanico, intesa richiesta invano per anni dalla cantieristica europea.

Vincenzo Miele

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