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22 novembre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 06:36 GMT+1



4 novembre 2019

Confitarma ribadisce la necessità di un intervento pubblico per evitare la delocalizzazione di aziende armatoriali

Mattioli sollecita un tavolo di confronto con il governo per la creazione di un intervento di natura istituzionale

La Confederazione Italiana Armatori (Confitarma) ribadisce la necessità di un intervento pubblico per evitare la delocalizzazione di aziende armatoriali italiane storiche. «Confitarma - ha spiegato il presidente della Confederazione, Mario Mattioli, intervenendo oggi al forum ”Economia del mare e nuovi modelli di governance” organizzato dall'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli - da tempo porta avanti con la finanza un dialogo sulle specificità del settore marittimo, per sua natura ciclico, da cui è emersa l'esigenza di una nuova fase di sviluppo delle aziende, che riporti a sette, dieci o più anni l'orizzonte temporale dell'investimento per tornare ad una partnership virtuosa tra industria e credito». Ribadendo quanto affermato giovedì in occasione dell'assemblea annuale della Confederazione, Mattioli ha affermato che «è necessario un tavolo di confronto con il governo per la creazione di un intervento di natura istituzionale, che eviti la delocalizzazione o, peggio, la scomparsa di aziende storiche. I comparti del carico secco e petrolifero - ha specificato - sono i più colpiti con molte aziende localizzate anche nel nostro Mezzogiorno, territorio che già sconta importanti difficoltà».

Secondo il presidente di Confitarma, il governo, tramite un veicolo istituzionale come la Cassa Depositi e Prestiti, potrebbe promuovere un intervento integrativo che tenga insieme banche, fondi ed investitori privati, ad esempio attraverso il ricorso ad un ELTIF (European Long Term Investment Fund), di tipo infrastrutturale istituzionale, al fine di poter finanziare, al fianco dei privati, aziende in fase di turnaround ma anche in aziende in fase di sviluppo. «Una tale struttura che co-investa al fianco dei soggetti già presenti - ha sottolineato Mattioli - renderebbe più attrattivo l'investimento nel nostro settore».

Vincenzo Miele

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