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13 dicembre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 21:45 GMT+1



11 novembre 2019

Seas at Risk e T&E esortano l'IMO a prendere in considerazione la riduzione della velocità delle navi per diminuire le loro emissioni

Le due organizzazioni evidenziano anche l'impatto positivo che si avrebbe sull'inquinamento acustico subacqueo e sul rischio di collisioni tra navi e balene

Per ridurre notevolmente le emissioni inquinanti delle navi è necessario ridurre la loro velocità di navigazione, decelerazione che avrebbe anche l'effetto di diminuire il rischio di collisioni tra le navi e le balene e di attenuare l'inquinamento acustico subacqueo. Lo sostengono Seas at Risk e Transport & Environment (T&E) sulla base dei risultati di uno studio che le due organizzazioni hanno commissionato alla società di consulenza GL Reynolds specializzata nel campo della sostenibilità ambientale in vista della tornata di incontri di questa settimana del gruppo di lavoro intersessionale sulla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra delle navi del Marine Environment Protection Committee (MEPC) dell'International Maritime Organization (IMO).

Seas at Risk e T&E, a cui aderiscono numerose associazioni non-governative che si occupano dell'impatto sull'ambiente delle attività di trasporto, hanno sottolineato che «è ben noto il notevole effetto positivo che la riduzione della velocità potrebbe avere sulle emissioni di gas ad effetto serra delle navi». Tra le analisi sul rapporto tra la velocità della nave e il livello di queste emissioni citate dallo studio ci sono quelle realizzate di Jasper Faber della società di consulenza CE Delft e da altri ricercatori secondo cui, ad esempio, le emissioni di CO2 prodotte da una portacontainer scenderebbero del 13% grazie ad una riduzione del 10% della velocità di navigazione, calerebbero del 23% con una diminuzione del 20% della velocità e si avrebbe un taglio del 32% delle emissioni di CO2 con una riduzione del 30% della velocità di navigazione. Con analoghe riduzioni della velocità le emissioni di anidride carbonica delle rinfusiere scenderebbero del 15%, 28% e 38% e quelle delle navi cisterna del 10%, 18% e 24%,.

Ma secondo le due organizzazioni l'effetto positivo non sarebbe solo questo: «ciò che ha ricevuto meno attenzione - hanno precisato Seas at Risk e T&E - è l'effetto positivo che tale variazione delle velocità potrebbe avere sulla natura e sulla salute umana. Il rapporto - hanno evidenziato le due organizzazioni - illustra come una modesta riduzione del 20% della velocità della nave ridurrebbe del 66% l'inquinamento acustico subacqueo e di un rilevante 78% la possibilità di una collisione fatale tra una nave e una balena. Sia i rumori che le collisioni con le balene stanno avendo un grave impatto sullo stato di salute dell'ambiente marino».

Seas at Risk e T&E hanno osservato inoltre che «la diminuzione della velocità della nave comporta una riduzione del consumo di carburante, con conseguente riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra ma anche cospicue riduzioni di particolato carbonioso, zolfo e ossidi di azoto, tutti importanti inquinamenti atmosferici. Le emissioni di SOx e NOx - hanno spiegato le due organizzazioni - hanno gravi implicazioni per la salute umana, mentre il black carbon rappresenta una fonte di preoccupazione per l'Artico dove è responsabile per l'accelerazione del riscaldamento globale».

John Maggs, senior policy advisor di Seas at Risk e presidente della Clean Shipping Coalition (CSC), ha quindi esortato i delegati che questa settimana parteciperanno alle trattative sul clima presso l'IMO a valutare con attenzione la proposta di ridurre la velocità delle navi che - ha ribadito - non solo farebbe una grande differenza relativamente all'impatto dello shipping sul clima, ma ridurrebbe anche notevolmente l'inquinamento atmosferico, l'inquinamento acustico subacqueo e il numero di collisioni fatali tra balene e navi, tutte questioni che anche l'IMO deve affrontare».

PSA Genova Pra'
Salerno Container Terminal
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Vincenzo Miele

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