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13 dicembre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 03:29 GMT+1



14 novembre 2019

Assarmatori denuncia che alcuni fornitori di bunker sfruttano le norme IMO 2020 sul carburante per attività speculative

L'associazione specifica che tali pratiche avvengono in alcuni porti e in particolare a Napoli

Assarmatori ha denunciato attività speculative condotte in alcuni porti italiani da fornitori di bunker che l'associazione armatoriale italiana accusa di sfruttare a loro indebito vantaggio la prossima entrata in vigore delle norme sui carburanti navali concordate in sede IMO, che dal prossimo primo gennaio impongono l'impiego di combustibili con tenore di zolfo massimo dello 0,50%. Assarmatori ha specificato che «in alcuni porti, in particolare a Napoli, le società concessionarie del servizio di fornitura di carburante marino hanno avvisato gli armatori del fatto che, in anticipo rispetto alla scadenza del primo gennaio 2020 fissata dall'International Maritime Organization, a brevissimo non disporranno più di riserve dei combustibili Ifo finora in uso. Il che significa che saranno in grado di effettuare rifornimenti solo con il carburante Ifo 0,5%, che ha un costo significativamente maggiore del primo».

«È il caso di ribadire - ha evidenziato l'associazione armatoriale - che le norme internazionali sanciscono per l'inizio del prossimo anno l'obbligatorietà di utilizzo dei carburanti Ifo 0,5% per raggiungere l'obiettivo di ridurre di sette volte le emissioni di zolfo. Tutti gli oneri per l'adeguamento alle nuove normative sono a completo carico delle compagnie di navigazione che a sorpresa rischiano oggi, e ciò riguarda specialmente quelle attive su linee nazionali e che giocoforza acquistano il carburante in Italia, di dover anticipare questi extra costi con conseguenze fortemente impattanti sui loro bilanci».

«In questo modo - ha rilevato il presidente di Assarmatori, Stefano Messina - si crea un danno economico alle imprese di navigazione e un indebito guadagno per coloro (per fortuna non tutti i concessionari nei porti nazionali hanno adottato questa condotta) che, attraverso un abuso della loro posizione dominante, impongono un costo improprio alle imprese».

PSA Genova Pra'
Salerno Container Terminal
Vincenzo Miele

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