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7 dicembre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 19:03 GMT+1



15 novembre 2019

La Commissione UE avvia un'indagine approfondita sull'esenzione fiscale alle authority portuali italiane

Archiviata la procedura nei confronti della Spagna, che invece ha accettato di adeguare la propria legislazione

Dopo l'ammonimento della Commissione Europea rivolto lo scorso gennaio all'Italia affinché adeguasse la propria legislazione per assicurare che dal 1° gennaio 2020 le Autorità Portuali italiane venissero sottoposte alla tassazione vigente per le imprese ( dell'8 gennaio 2019), oggi Bruxelles ha annunciato l'attivazione di un'indagine approfondita per valutare se le esenzioni fiscali concesse ai porti dalle norme italiane, in base alle quali gli enti portuali non devono versare alcuna imposta per la loro attività di riscossione dei canoni relativi ai beni demaniali dati in concessione, siano in linea con le norme UE in materia di aiuti di Stato.

Un ammonimento che a gennaio scorso la Commissione UE aveva rivolto anche alla Spagna, che a differenza dell'Italia ha accettato di modificare la propria legislazione in materia di imposta sul reddito delle società per adeguarla alle norme comunitarie. Le autorità spagnole, che in precedenza garantivano agli enti portuali una parziale esenzione dall'imposta sul reddito delle società limitata ai loro principali cespiti, si sono quindi impegnate a sottoporre le authority portuali nazionali alla tassazione sul reddito delle imprese a partire dal 2020. La Commissione ha pertanto deciso di archiviare la procedura relativa alla Spagna.

Non così per l'Italia, che non ha accettato di effettuare tali modifiche in quanto sostiene che le Autorità Portuali, ora diventate Autorità di Sistema Portuale, sono enti pubblici non economici e non possono essere considerate quali imprese che esercitano attività economiche. Da qui l'avvio dell'indagine approfondita decisa oggi da Bruxelles, che sinora non ha accettato la posizione italiana in quanto ritiene che la concessione di aree portuali costituisca un'attività economica che si differenzia dalle attività non economiche che rientrano usualmente nelle competenze di enti pubblici, come quelle relative alle attività per la sicurezza e il controllo del traffico marittimo.

Se l'indagine dovesse accertare che le esenzioni fiscali concesse alle Autorità Portuali italiane sono contrarie alle norme UE sugli aiuti di Stato, la Commissione non potrebbe tuttavia richiedere di recuperare gli importi di tasse non versate, ritenuti quali aiuti già concessi, in quanto tali importi risultano essere “aiuti esistenti” dato che erano già in vigore prima dell'adesione dell'Italia all'Unione Europea. Lo stesso sarebbe accaduto per le esenzioni fiscali spagnole, già in vigore prima dell'adesione della Spagna all'UE.

L'indagine approfondita avviata nei confronti dell'Italia rappresenta il terzo passo della procedura di confronto con gli Stati membri nel caso la Commissione UE ritenga che gli “aiuti esistenti” possano violare le norme europee in materia di aiuti di Stato.


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Vincenzo Miele

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