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26 novembre 2019

Il governo di Nuova Delhi delibera l'adesione dell'India alla Convenzione di Hong Kong sul riciclaggio delle navi

Approvata anche la proposta di legge “Recycling of Ships Bill, 2019”. Plauso dell'ECSA

Il governo indiano ha approvato una proposta di legge sul riciclaggio delle navi e l'adesione dell'India alla Convenzione internazionale sul riciclaggio delle navi sicuro e compatibile con l'ambiente del 2009, delibere dell'esecutivo che sono approdate ieri alla Camera bassa e alla Camera alta del parlamento indiano e che sono state accolte con favore dall'associazione degli armatori europei.

La proposta legislativa limita e vieta l'impiego o l'installazione sulle navi di materiali pericolosi, restrizioni che si applicano indipendentemente dal fatto che una nave sia destinata o meno alla demolizione e al riciclaggio. Relativamente alle navi di nuova costruzione tali limitazioni avranno effetto immediato, ovvero dalla data di entrata in vigore della nuova legge, mentre per le navi attualmente in servizio la proposta prevede un periodo di cinque anni per adeguarle alla nuova normativa. Dall'ambito di applicazione della nuova norma verrebbero escluse le navi militari e le navi non commerciali gestite dal governo.

Inoltre la proposta di legge prevede che gli impianti di riciclaggio delle navi debbano essere autorizzati e che le navi debbano essere riciclate solo in questi impianti. Inoltre le navi dovranno essere riciclate sulla base di uno piano di riciclaggio specifico per la tipologia di nave e le navi da riciclare in India dovranno ottenere un certificato di idoneità in conformità con l'Hong Kong International Convention for Safe and Environmentally Sound Recycling of Ships, 2009.

In occasione dell'approvazione del disegno di legge il governo ha ricordato che l'India è leader mondiale nel settore del riciclaggio delle navi con una quota pari ad oltre il 30% del mercato mondiale e che, secondo il rapporto “Review of Maritime Transport, 2018” dell'UNCTAD, nel 2017 gli stabilimenti indiani hanno demolito navi per un totale di 6.323.000 tonnellate di stazza lorda (il rapporto segnala al secondo posto il Bangladesh con 6,26 milioni di tsl, al terzo il Pakistan con 3,46 milioni di tsl, al quarto la Cina con 3,44 milioni di tsl, al quinto altre strutture nel subcontinente indiano con 1,56 milioni di tsl e al sesto la Turchia con 1,26 milioni di tsl).

Accogliendo con favore l'annuncio del governo indiano di voler ratificare la Convenzione di Hong Kong, l'European Community Shipowners' Associations (ECSA) ha evidenziato che, se Nuova Delhi firmerà la Convenzione, l'India sarà la prima nazione che si occupa di demolizione navale a farlo e ciò rappresenterebbe un significativo passo verso un riciclaggio delle navi sicuro e rispettoso dell'ambiente in tutto il mondo dato che l'India è un importante centro di riciclaggio delle navi che lo scorso anno ha ricevuto oltre 250 navi destinate alla demolizione per un totale di quasi cinque milioni di tonnellate di stazza lorda, pari a circa il 25-35% del tonnellaggio complessivo riciclato in tutto il mondo.

Attualmente l'Hong Kong Convention è stata ratificata da 14 nazioni che rappresentano il 29,43% del tonnellaggio complessivo della flotta mondiale. La Convenzione entrerà in vigore 24 mesi dopo che l'avranno ratificata non meno di 15 Stati le cui le flotte mercantili rappresentino non meno del 40% della stazza lorda della flotta mondiale e il cui volume annuale massimo congiunto di riciclaggio delle navi nel corso dei dieci anni precedenti non sia pari a meno del 3% della stazza lorda complessiva delle flotte mercantili di questi Stati.

«L'entrata in vigore della Hong Kong Convention - ha commentato il segretario generale dell'associazione armatoriale europea, Martin Dorsman - contribuirà a garantire un quadro normativo internazionale vincolante al fine di un migliore standard comune nel settore del riciclaggio delle navi. Il fatto che l'India abbia annunciato la sua intenzione di ratificare l'HKC e che molti impianti indiani siano già conformi all'Hong Kong Convention dimostra che l'India e molte strutture indiane per il riciclaggio delle navi sono impegnati ad elevare gli standard di riciclaggio delle navi». Dorsman ha ricordato che «da qualche tempo gli impianti indiani chiedono di essere inclusi nell'elenco dell'Unione Europea degli impianti di riciclaggio delle navi autorizzati, ma le domande non sono state approvate. Il recente annuncio dell'India - ha sottolineato il segretario generale dell'ECSA - è un altro segno dei progressi compiuti in India e l'ECSA sollecita l'UE a sostenere gli impianti indiani affinché soddisfino al più presto i requisiti dell'UE».

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Vincenzo Miele

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