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7 dicembre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 01:04 GMT+1



27 novembre 2019

La CER esorta a modificare la direttiva Eurovignette per assicurare una concorrenza leale tra strada e ferrovia

L'associazione teme che venga mantenuto il sistema di tariffazione basato sul tempo di percorrenza

L'associazione delle società ferroviarie europee CER ha espresso disappunto per la decisione preliminare adottata la scorsa settimana dal Consiglio europeo sulla revisione della direttiva sulla tassazione a carico degli autoveicoli pesanti adibiti al trasporto merci per l'uso di alcune infrastrutture (Eurovignette), decisione - ha specificato la Community of European Railway and Infrastructure Companies - che consentirebbe di mantenere il sistema di tariffazione basato sul tempo di percorrenza. Ciò - ha denunciato la CER - andrebbe a detrimento degli sforzi dell'Europa di decarbonizzare i trasporti con il passaggio a modalità a basse emissioni di carbonio come il trasporto ferroviario. Inoltre - ha sottolineato l'associazione - ciò andrebbe anche contro il principio “chi utilizza paga” che richiede l'addebito almeno dei costi marginali, così - ha ricordato la CER - come evidenziato anche dal Parlamento europeo, e che implica una tariffazione basata dalla distanza percorsa.

La CER ha rimarcato che la legislazione europea impone alle ferrovie di pagare tariffe basate sulla distanza percorsa per l'utilizzo delle infrastrutture ferroviarie e ha specificato che pertanto per rispettare lo stesso principio dovrebbero essere imposte tariffe basate sulla distanza su tutte le principali arterie stradali, e ciò - ha rilevato l'associazione - non solo sul 25% di queste strade come avviene attualmente.

L'associazione ferroviaria ha ricordato che la proposta di revisione della direttiva Eurovignette del maggio 2017 della Commissione Europea riconosceva questa necessità proponendo una graduale eliminazione della tariffazione stradale basata sul tempo per i veicoli pesanti da attuarsi entro il 2023 e che nell'ottobre 2018 il Parlamento europeo, in prima lettura, aveva analogamente proposto una graduale eliminazione entro il 2022, eliminazione - ha osservato la CER - che contribuirebbe ad una concorrenza leale tra autotrasporto e trasporto ferroviario. Invece - ha spiegato l'associazione - l'ultima versione del testo della direttiva del Consiglio, che dovrebbe essere approvata il prossimo 2 dicembre dagli Stati dell'UE quale approccio generale, prevede di rimuovere del tutto le scadenze per l'eliminazione graduale della tariffazione stradale basata sul tempo, anche per i veicoli pesanti, di limitare a solo “una parte della rete”, in cui il danno ambientale generato è “il più significativo”, l'obbligo di addebito per i costi esterni a carico di camion e autobus, nonché di escludere per altri otto anni da questa tassazione supplementare i veicoli pesanti di massa inferiore a 12 tonnellate. «Un simile approccio - ha denunciato la CER - contrasta con l'ambizione di decarbonizzare i trasporti delineata nell'agenda politica dell'UE».

CER ha quindi esortato i ministri dei Trasporti dell'UE di allinearsi alla posizione del Parlamento europeo o almeno a quella della proposta della Commissione Europea.

Vincenzo Miele

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