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13 dicembre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 22:01 GMT+1



28 novembre 2019

Prosegue il calo del commercio internazionale delle nazioni del G20

Nel terzo trimestre il rallentamento è stato particolarmente pronunciato nell'Unione Europea

Nel terzo trimestre di quest'anno è proseguito il trend al ribasso degli scambi commerciali internazionali delle nazioni del G20 che si è avvicinato al livello più basso degli ultimi due anni. L'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha reso noto oggi che, rispetto al secondo trimestre del 2019, nel trimestre successivo i dati destagionalizzati ed espressi in dollari mostrato una diminuzione del -0,7% delle esportazioni e un calo del -0,9% delle importazioni, flessioni - ha specificato l'OSCE - dovute in parte a causa di un calo dei prezzi del petrolio di quasi il -20% e dell'ammortamento della maggior parte delle valute rispetto al dollaro USA.

Nel terzo trimestre del 2019 il commercio è rimasto debole in tutte le regioni del G20 e il rallentamento è stato particolarmente pronunciato nell'Unione Europea, con le esportazioni e le importazioni in contrazione rispettivamente del -1,8% e del -0,4%. In particolare, le esportazioni e le importazioni sono diminuite in tutte le principali economie dell'UE, con una riduzione rispettivamente del -3,6% e del -1,7% in Francia e rispettivamente del -0,4% e del -1,8% in Germania. In Italia il commercio è diminuito per il sesto trimestre consecutivo poiché le esportazioni e le importazioni sono calate del -1,2% e del -1,0%. Nel Regno Unito, in parte a causa di una significativa riduzione del valore della sterlina (in flessione del -4,3% rispetto al dollaro USA) e della continua incertezza sulla Brexit, le esportazioni sono diminuite del -3,3% e le importazioni del -1,6%.

Le importazioni sono state deboli anche nelle principali economie asiatiche, con una contrazione del -9,7% in India, -2,3% in Corea, -1,8% in Cina e -0,4% in Indonesia. In Giappone, invece, le importazioni sono aumentate del +0,5% in quanto lo yen si è apprezzato nei confronti del dollaro. Le esportazioni hanno generalmente tenuto meglio nella regione asiatica, aumentando del +4,1%, +2,2% e +1,6% rispettivamente in Indonesia, Giappone e Cina, ma hanno registrato una contrazione in India (-3,1%) e Corea (0%). 4%). Riflettendo il calo dei prezzi del petrolio, le esportazioni dell'Arabia Saudita sono diminuite del -6,8%.

In Nord America, le esportazioni statunitensi sono diminuite lievemente del -0,2% mentre le importazioni sono diminuite del -0,7%. Le esportazioni statunitensi in Cina rimangono ben al di sotto dei livelli osservati prima delle recenti tensioni commerciali bilaterali, nonostante una ripresa nel secondo trimestre (-1,9%), e le importazioni dalla Cina negli Stati Uniti sono diminuite del 2,1%. Le esportazioni e le importazioni del Messico sono diminuite (-0,2% e -0,4%), mentre il Canada ha registrato un calo delle esportazioni del -1,7% ma un rialzo del +0,4% delle importazioni.

In Sud America, le esportazioni brasiliane sono diminuite del -3,5%, mentre le importazioni sono aumentate del +15,3%, in parte a causa del picco delle importazioni a seguito della promulgazione a fine 2017 della cosiddetta legge Repetro che ha introdotto incentivi fiscali a favore dell'industria oil & gas. Un aumento significativo delle spedizioni in Cina ha alimentato le esportazioni argentine (del +5,1%, il maggiore aumento tra i membri del G20 nel terzo trimestre del 2019).

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Vincenzo Miele

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