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18 settembre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 22:35 GMT+2



18 dicembre 2019

Trasportounito rimprovera gli armatori di beneficiare del Marebonus e ciononostante di aumentare i noli

L'associazione denuncia che il “conto” alla fine è pagato dall'autotrasporto

Trasportounito ha annunciato per venerdì prossimo a Roma la definizione di azioni che saranno intraprese a tutela degli autotrasportatori che si devono confrontare con aumenti di tariffe decise dagli armatori che, secondo l'associazione sindacalem, non sono motivati. «L'equazione - ha spiegato Trasportounito - era lineare: lo Stato eroga un bonus per favorire le Autostrade del Mare, come strumento per abbattere l'inquinamento nel trasporto su strada e dirottare sulle navi un numero crescente di mezzi pesanti, ma l'Ecobonus, pensato a questo scopo e gestito direttamente dalle imprese di autotrasporto, è stato sostituito dal Marebonus con il quale i contributi sono erogati direttamente all'armatore. Si tratta - ha ricordato l'associazione - di complessivi 118 milioni di euro, su base triennale, che le compagnie di navigazione dovrebbero teoricamente retrocedere, nella misura di un contributo minimo pari al 70% di quanto ricevuto dallo Stato, ai loro clienti-autotrasportatori, che imbarcano più di 150 mezzi/anno».

«La norma - ha ricordato inoltre Trasportounito - fissa anche che per la differenza (il 30% residuo), le compagnie di navigazione siano obbligate a fornire una rendicontazione degli investimenti effettuati nell'ambito della durata dei progetti; investimenti che - secondo quanto previsto dal Ministero - devono essere pertinenti, congrui, effettivi, temporalmente riferibili, comprovabili, legittimi, contabilizzati e tracciabili. Il tutto comprovato dal fatto che la compagnia di navigazione dovrebbe essere stata costretta a dichiarare gli interventi sull'impatto ambientale e impegnarsi a “non incrementare immotivatamente i prezzi di listino praticati durante il periodo di incentivazione”».

Per Trasportounitto, tuttavia, «il passaggio fra Ecobonus e Marebonus, come confermano gli aumenti record nei ticket per il trasporto di mezzi pesanti richiesti in questi giorni dai principali armatori, sta facendo esplodere, nelle politiche di incentivazione delle Autostrade del Mare, una contraddizione - ha denunciato l'associazione - a dir poco clamorosa». «A partire da gennaio, data di annunciata applicazione da parte dei maggiori gruppi armatoriali di navi ro-ro e ferries, del nuovo incremento record delle tariffe a carico dell'autotrasporto, in primis in Sicilia e in Sardegna - ha spiegato Trasportounito - l'intero sistema di incentivazione è destinato a implodere su un'equazione che non torna. Lo Stato si trova infatti a pagare gli armatori per inquinare di meno e gli armatori, intestatari dei contributi del Marebonus, nel momento di porre in essere misure per ridurre l'inquinamento e investire, fanno bis (contributi e aumento record dei noli) facendo pagare il conto all'autotrasporto».

Trasportounito ha quindi chiesto «urgentemente una verifica da parte delle istituzioni preposte sulle modalità e utilità con cui vengono erogati gli incentivi» e ha preannunciato per venerdì «la messa a punto di linee di azione che saranno intraprese, a tutela degli interessi delle imprese, dell'economia e di rilevanti realtà sociali. Sia sulle strade sia nei confronti delle istituzioni».

PSA Genova Pra'
Autorità di Sistema Portuale Mar Ligure Orientale

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