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20 settembre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 10:05 GMT+2



20 dicembre 2019

Un'analisi di ALIS evidenzia sia il recente rialzo dei noli delle Autostrade del Mare sia il calo che hanno registrato negli ultimi anni

Intanto Trasportounito annuncia che la protesta per i rincari scatterà il 7 gennaio

Oggi l'associazione sindacale Trasportounito ha proclamato per il prossimo 7 gennaio l'avvio del blocco degli imbarchi dei mezzi pesanti, dei semirimorchi e dei camion sulle navi che effettuano servizi da e per la Sicilia per protestare contro il rincaro dei noli marittimi. Noli che sono al centro anche di un'analisi che è stata presentata questo pomeriggio dall'Associazione Logistica dell'Intermodalità Sostenibile (ALIS) e che è stata elaborata dall'Ufficio Studi dell'organizzazione congiuntamente alla Università degli Studi di Napoli Parthenope e alla SVIMEZ (Associazione per lo Sviluppo dell'Industria nel Mezzogiorno).

Trasportounito ha annunciato che scatterà alla mezzanotte fra il 6 e il 7 gennaio il blocco nell'imbarco dei veicoli pesanti sulle navi impegnate nelle Autostrade del Mare nei porti di Palermo, Termini Imerese, Catania, Cagliari, Olbia e Messina, con esclusione dei servizi sullo Stretto. L'associazione ha specificato che «all'origine della protesta destinata a paralizzare i porti delle due isole maggiori, è l'aumento record dei noli marittimi deciso dalle compagnie di navigazione che svolgono servizi di collegamento sulla rete delle Autostrade del Mare e che hanno motivato questo aumento per far fronte agli extra-costi derivanti dall'utilizzo di carburante a basso contenuto di zolfo in ottemperanza con la normativa marittima internazionale IMO che entrerà in vigore il primo gennaio prossimo».

Che le compagnie armatoriali italiane, europee e mondiali stiano vivendo un momento di grande fermento a causa della nuova normativa IMO 2020 lo ha confermato la stessa ALIS specificando che gli investimenti sostenuti dagli armatori per adeguare le loro flotte sono stati notevoli e li hanno costretti a modifiche tariffarie per far fronte agli extra-costi che dovranno sopportare a partire dal prossimo gennaio al fine di continuare ad offrire i collegamenti marittimi verso le isole e le Autostrade del Mare, garantendo lo spostamento delle merci in maniera sempre più puntuale, rapida, sicura ed ecosostenibile.

ALIS ha tuttavia evidenziato la necessità di «ricordare che grazie agli investimenti effettuati dagli armatori italiani nell'ultimo decennio in navi di ultima generazione con sempre maggiore capacità di stiva, dotate di sistemi di efficientamento energetico, è stato possibile raggiungere delle economie di scala e di scopo che hanno garantito una progressiva e costante riduzione dei noli dal 2010 ad oggi.
Gli investimenti effettuati - ha spiegato l'Associazione Logistica dell'Intermodalità Sostenibile - hanno consentito agli armatori di abbassare i noli (prezzi di trasporto in nave dei TIR o dei rimorchi) ai propri clienti ossia le società di logistica, di autotrasporto ed i cosiddetti padroncini che hanno quindi riscontrato una sempre maggiore opportunità economica nell'utilizzo dei collegamenti per le isole e le Autostrade del Mare rispetto alla tradizionale modalità tutto strada. In aggiunta a tutto questo, proprio in riferimento ai collegamenti marittimi con le grandi isole, ovvero Sicilia e Sardegna - ha rilevato ancora ALIS - si è assistito nell'ultimo quinquennio ad una vivace concorrenza tra armatori che ha fatto sì che i prezzi di trasporto dei camion e dei rimorchi via nave si trovino quasi ai minimi storici dagli ultimi dieci anni».

ALIS ha sottolineato che, infatti, dall'analisi condotta dal proprio Ufficio Studi, dall'Università degli Studi di Napoli Parthenope e dalla SVIMEZ «risulta evidente che rispetto a dieci anni fa, le tariffe per il trasporto dei mezzi commerciali sulle suddette rotte hanno subìto un forte calo riconducibile agli investimenti effettuati dagli armatori. Grazie quindi agli sforzi sostenuti dalle compagnie di navigazione italiane, il trasporto non ha mai pagato noli marittimi così competitivi».

In particolare, l'analisi specifica che «la situazione per le compagnie armatoriali che offrono servizi ro-ro tra le grandi isole e il continente, è risultata di certo favorevole alle aziende di trasporto e logistica, come del resto è comprovato dalla dinamica dei flussi di traffico trasferiti dal tutto strada all'intermodale gomma-mare. Altro effetto positivo in termini di esternalità è stata la forte diminuzione di mezzi industriali pesanti coinvolti in incidenti stradali».

«In aggiunta a quanto sopra - rileva ancora l'analisi - è da considerare che le navi di ultima generazione impiegate sulle rotte verso le isole e le Autostrade del Mare sono dotate di capacità di stiva sempre maggiore, ed hanno azzerato le emissioni di CO2 in porto grazie all'adozione di sistemi di alimentazione basati su batterie al litio. Tali caratteristiche hanno contribuito a ridurre i costi del trasporto ed al contempo a migliorare notevolmente l'impatto ambientale».

L'analisi evidenzia anche che «è da tener presente che i noli marittimi praticati, in particolar modo sulle rotte che servono Sicilia e Sardegna, hanno beneficiato di ribassi che in media si attestano su percentuali tra il 30% fino ad arrivare ad un 40% in meno rispetto ai prezzi applicati un decennio prima».


PSA Genova Pra'
Autorità di Sistema Portuale Mar Ligure Orientale

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