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26 febbraio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 10:08 GMT+1



10 febbraio 2020

CLECAT, ESC, ETA e FEPORT ribadiscono la loro opposizione alla proroga del regolamento di esenzione per categoria per i consorzi marittimi containerizzati

Le quattro associazioni chiedono alla Commissione Europea di rispondere alle loro obiezioni

Le associazioni europee che rappresentano spedizionieri, operatori logistici e terminalisti portuali hanno ribadito la loro opposizione all'inclusione tra le nuove iniziative nel programma di lavoro 2020 della Commissione Europea la proroga per ulteriori quattro anni dell'attuale regolamento di esenzione per categoria a favore dei consorzi tra compagnie di navigazione che operano navi portacontainer (Consortia Block Exemption Regulation - CBER), in scadenza il prossimo 25 aprile, sulla base della convinzione che tale proroga «consentirà di continuare a semplificare l'esame della conformità dei consorzi alle regole di concorrenza, riducendo il ricorso a consulenze esterne e le spese legali».

Secondo la CLECAT (European Association for Forwarding, Transport, Logistics and Customs Services), l'ESC (European Shippers' Council), l'ETA (European Tugowners' Association) e la FEPORT (Federation of European Private Port Companies and Terminals), «non solo la Direzione Generale della Concorrenza ha in gran parte respinto le opinioni degli utenti, degli operatori e dei fornitori di servizi che fanno parte della supply chain, che hanno tutti risposto alla prima consultazione del 2018, ma tutte le associazioni condividono l'opinione che vi siano molti vizi di forma negli argomenti avanzati dalla Commissione. Questi vizi - hanno specificato le quattro associazioni - riguardano diverse questioni: mancanza di dati, ipotesi unilaterali sugli incrementi di efficienza che non tengono conto di parametri non legati ai noli, mancanza di una definizione adeguata dei mercati geografici rilevanti al fine di valutare le quote di mercato e una completa incapacità di identificare i residui benefici a vantaggio degli utenti se il CBER venisse prorogato»

«Questa decisione - ha osservato la direttrice generale della CLECAT, Nicolette van der Jagt - si basa sulla valutazione secondo cui il CBER consente risparmi di denaro per le compagnie di navigazione e riduce la burocrazia della Commissione, respingendo in toto le opinioni delle altre parti coinvolte nella supply chain marittima che non beneficiano di un'analoga esenzione, mentre in molti casi sono in concorrenza con i vettori quanto ai servizi».

«Riteniamo - ha sottolineato il segretario generale della FEPORT, Lamia Kerdjoudj-Belkaid - che il riconoscimento da parte della Commissione della mancanza di dati, come indicato nello Staff Working Document del dicembre 2019, sia inaccettabile alla luce della raccomandazione di estendere il CBER senza alcuna modifica al testo».

«La Commissione - ha denunciato il presidente dell'European Shippers' Council, Denis Choumert - ha respinto in toto l'opinione dei clienti secondo cui un'esenzione per categoria rappresenta una grave perdita per la tutela di spedizionieri e clienti, ai sensi della legislazione europea sulla concorrenza, che afferma che la Commissione necessita di una valutazione più fondata sull'impatto del CBER sull'intera supply chain».

Il segretario generale dell'ETA, Anna Maria Darmanin, si è lamentata perché - ha spiegato - «non abbiamo ricevuto risposte dalla Commissione Europea in merito alle obiezioni che abbiamo dettagliato nelle nostre analisi giuridiche presentate nell'ambito dell'ultima consultazione sul CBER che si è conclusa il 3 gennaio 2020». CLECAT, ESC, ETA e FEPORT hanno pertanto esortato la Commissione Europea a rispondere alle domande che hanno posto nel quadro di quest'ultima consultazione.

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