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28 marzo 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 09:07 GMT+1



18 febbraio 2020

L'apporto del settore europeo del trasporto marittimo al prodotto interno lordo dell'UE ammonta a 54 miliardi di euro

Nel 2018 i posti di lavoro diretti sostenuti dal comparto erano 685mila

L'apporto del settore europeo del trasporto marittimo al prodotto interno lordo dell'Unione Europea ammonta a 54 miliardi di euro. L'entità del contributo dello shipping all'economia dell'UE, riferita all'anno 2018, è stata resa nota in occasione dell'European Shipping Week 2020, l'evento inaugurato ieri a Bruxelles, con la presentazione degli ultimi dati sul trasporto marittimo europeo elaborati da Oxford Economics per conto dell'European Community Shipowners' Associations (ECSA), rapporto in cui si specifica che tale contributo, tenendo conto delle ricadute su altri settori dell'economia dell'UE, sale globalmente a 149 miliardi di euro.

Il rapporto evidenzia inoltre che l'industria europea dello shipping dà direttamente lavoro a 685mila persone e, tendendo conto degli effetti su altri settori economici, l'occupazione complessiva supportata dallo shipping è di due milioni di posti di lavoro.

Nel precedente rapporto riferito all'anno 2015 si stimava un apporto al Pil europeo di 57 miliardi di euro e un contributo complessivo all'economia dell'UE di 140 miliardi di euro. Inoltre nel 2015 i porti di lavoro diretti erano 640mila e quelli complessivi sostenuti dal settore 2,1 milioni. L'ECSA ha evidenziato che, se un confronto diretto con i precedenti dati del 2015 è difficoltoso a causa di variazioni nella metodologia e nelle fonti dei dati, tuttavia il trend è chiaro: «l'industria marittima europea - ha rilevato l'associazione armatoriale europea - è ancora sottoposta a forti pressioni a causa delle difficili condizioni del mercato, con un conseguente calo del contributo al Pil dell'UE. Conseguentemente - ha osservato l'ECSA - anche il numero di posti di lavoro creati dall'industria marittima europea continua ad essere sottoposto a pressione».

«Lo shipping - ha sottolineato il segretario generale dell'ECSA, Martin Dorsman - è e dovrebbe sempre continuare ad essere una delle risorse economicamente, socialmente e culturalmente più preziose per l'Europa. Il settore sta affrontando diverse opportunità così come diverse sfide. In particolare - ha spiegato Dorsman - il perdurante stato di crisi del mercato pone ulteriori sfide a molti armatori dell'UE che intendono attuare una decarbonizzazione il più rapidamente possibile e contribuire a creare posti di lavoro sicuri e altamente qualificati in Europa. Affinché lo shipping europeo continui ad essere vitale - ha rilevato Dorsman - i politici devono adottare una prospettiva globale e garantire condizioni di parità a livello globale». Tra le criticità affrontate dagli armatori Dorsman ha citato «le attuali tensioni tra le potenze commerciali globali, l'aumento della pirateria nel Golfo di Guinea e lo stato di insicurezza lungo il Golfo di Hormuz». A queste, ha specificato, si aggiunge l'incertezza determinata dalla Brexit.

Dei 685mila posti di lavoro diretti sostenuti nel 2018 dall'industria europea dello shipping, 365mila erano posti di lavoro nel settore del trasporto delle merci inclusi i settori del rimorchio e dei dragaggi (rispetto a 640mila nel 2015), 255mila nel settore del trasporto passeggeri (191mila), 50mila nel settore delle navi di servizi e a supporto dell'industria offshore (68mila) e 15mila nel segmento dei noleggi (7mila). Inoltre del totale relativo al 2018, 555mila posti di lavoro erano relativi attività in mare (516mila nel 2015) e 115mila a terra (124mila). Relativamente ai marittimi, 210mila erano ufficiali (216mila nel 2015) e 345mila comuni (300mila). I soli marittimi di nazionalità dell'UE e dello Spazio Economico Europeo erano 210mila (207mila nel 2015) e quelli di altre nazionalità 345mila (309mila).

Degli oltre 2,0 milioni di posti di lavoro supportati complessivamente dallo shipping europeo nel 2018, ai 658mila posti di lavoro diretti si sommano 780mila posti di lavoro indiretti (980mila nel 2015) e 540mila posti indotti (477mila).

Dei 54 miliardi di euro di contributo diretto dell'industria europea dello shipping al Pil dell'UE nel 2018, 30,9 miliardi erano generati dal settore del trasporto delle merci inclusi i settori del rimorchio e dei dragaggi (32,0 miliardi nel 2015), 14,6 miliardi dal settore del trasporto passeggeri (10,0 miliardi), 5,6 miliardi dal settore delle navi di servizi e a supporto dell'industria offshore (10,0 miliardi) e 2,6 miliardi di euro dal segmento dei noleggi (4,0 miliardi).

Infine dell'impatto complessivo dello shipping UE sull'economia dell'Unione Europea, nel 2018 all'apporto diretto di 54 miliardi di euro si aggiungono 57 miliardi di apporto indiretto (57 miliardi nel 2015) e 38 miliardi di euro di apporto indotto (29 miliardi).


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