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5 aprile 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 05:40 GMT+2



16 marzo 2020

Coronavirus, gran parte delle principali compagnie crocieristiche cessa temporaneamente l'attività

Anche diverse compagnie di navigazione che operano servizi di linea per passeggeri fermano le navi. I cantieri navali di Fincantieri chiudono per due settimane

Una dopo l'altra tutte le principali compagnie crocieristiche mondiali hanno annunciato la cessazione delle attività per periodi temporanei più o meno prolungati a causa della diffusione a livello globale del coronavirus. Ora è la volta dei due gruppi statunitensi leader incontrastati del settore: Carnival Corporation, che ha una flotta di 105 navi a cui se ne aggiungeranno altre 16 nuove unità entro il 2025, e Royal Caribbean Cruises (RCL), che opera 61 navi che saranno affiancate da altre 17 nuove unità che saranno prese in consegna entro il 2026.

Il secondo gruppo americano ha annunciato la cessazione di tutte le crociere effettuati dai suoi marchi Royal Caribbean International, Celebrity Cruises, Silversea e TUI Cruises con effetto dalla mezzanotte di sabato scorso, con la previsione di riprendere le operazioni il prossimo 11 aprile. Le crociere in corso termineranno come da programma e Royal Caribbean Cruises assisterà i passeggeri per il loro rientro a casa.

Anche i marchi crocieristici di Carnival Corporation hanno annunciato sospensioni delle attività, ma la risposta all'emergenza è più articolata. Se Costa Crociere e Princess Cruises hanno comunicato la sospensione temporanea delle crociere, la prima con effetto sino al 3 aprile e la seconda sino al 10 maggio ( del 13 e 12 marzo 2020), i brand Carnival Cruise Line, Cunard, Holland America Line e Seabourn hanno reso noto che fermeranno le attività nordamericane per un mese: Carnival Cruise Line tornerà in servizio il 10 aprile; Cunard non ha ancora comunicato la data di riavvio delle attività; Holland America Line ha annullato le crociere in programma sino al 14 aprile; pure Seabourn non ha ancora precisato quando ricominceranno le crociere. Anche il marchio australiano P&O Cruises Australia ha comunicato la sospensione delle attività per un mese, con previsione di riavviarle il 12 aprile. Per ora, invece, il brand britannico P&O Cruises (UK) si è limitato a apportare modifiche agli itinerari crocieristici. Il marchio tedesco AIDA Cruises, che fa capo al gruppo Carnival attraverso Costa Crociere, così come il marchio italiano ha annunciato la sospensione temporanea delle attività per un periodo più breve, precisando che le riprenderà all'inizio di aprile.

Un altro principale operatore della crocieristica, la MSC Cruises, ha invece fermato temporaneamente tutte le attività basate negli Stati Uniti sino al 30 aprile, sta annullando le crociere in programma negli Emirati Arabi e ha annullato le crociere di MSC Opera nel Mediterraneo sino al 21 aprile e nella stessa regione ha modificato gli itinerari di MSC Grandiosa, mentre nelle Antille sta annullando le crociere di MSC Preziosa sino al 28 marzo.

Infine Norwegian Cruise Line ha annunciato la sospensione temporanea delle attività della propria flotta, con l'obiettivo di riprendere i servizi dal 12 aprile.

La decisione di cessare temporaneamente le attività marittime e turistiche non è stata assunta solo da società armatoriali dell'industria delle crociere, ma anche da numerose altre compagnie di navigazione, principalmente tra quelle che trasportano passeggeri. Fra queste, la tunisina Compagnie Tunisienne de Navigation (CTN), che ha comunicato di aver stabilito la sospensione delle traversate tra la Tunisia e la Francia (Marsiglia) e l'Italia (Genova) sino al prossimo 4 aprile alla luce degli sviluppi relativi all'epidemia del coronavirus. La diffusione dei contagi in tutta Europa ha indotto anche compagnie nordeuropee ad adottare le stesse misure, tra cui la Stena Line, che ha sospeso sino a nuova comunicazione i servizi marittimi tra Danimarca e Polonia a causa delle restrizioni imposte dalle autorità delle due nazioni, e la Tallink, che ha sospeso il servizio Tallin-Stoccolma.

In Italia anche la navalmeccanica pubblica si ferma. Fincantieri ha deciso di sospendere le attività produttive nei siti italiani del gruppo da domani al 29 marzo, disponendone la chiusura - ha specificato l'azienda - con ricorso alle ferie collettive, anticipandole rispetto al godimento nel consueto periodo estivo. Precisando inoltre che questa misura era stata richiesta dai sindacati Fim, Fiom e Uilm, Fincantieri ha spiegato che «tale decisione è stata presa nella consapevolezza che la sospensione delle attività per un periodo di 14 giorni è coerente con le indicazioni imposte dalle autorità sanitarie in tema di quarantena al fine di ridurre le possibilità di contagio, rispondere alle misure governative di restrizione, nonché consentire a tutti i lavoratori di porre in essere adeguati comportamenti per affrontare l'emergenza. La modalità adottata, alla normalizzazione della situazione - si legge in una nota del gruppo navalmeccanico - consentirebbe di ripartire “ventre a terra” per salvaguardare il futuro dell'azienda e del Paese e, peraltro, non si tradurrà in una perdita economica per i lavoratori. Solo in questo modo, senza nessun reale sacrificio rispetto allo stato di emergenza dell'Italia, potremo non pregiudicare il nostro futuro, salvaguardare la continuità operativa dell'azienda, il mantenimento dei livelli occupazionali e la credibilità guadagnata da Fincantieri con la propria clientela nazionale ed estera e quest'ultima potrà trovare l'assicurazione, a situazione normalizzata, che le consegne successive saranno rispettate adempiendo alle scadenze di contratto».

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