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5 aprile 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 05:46 GMT+2



18 marzo 2020

Come il personale medico e le forze di sicurezza - sottolineano ECSA e ETF - in questi momenti critici i marittimi sono lavoratori essenziali e c'è bisogno che i governi li riconoscano come tali

Le due organizzazioni chiedono all'UE e agli Stati membri misure straordinarie affinché lo shipping europeo possa superare la grave crisi causata dall'emergenza coronavirus. Proposte della Confitarma al governo italiano

A causa dell'emergenza per la diffusione in Europa del Covid-19 il comparto europeo del trasporto marittimo rischia di collassare e per evitarlo è necessaria l'urgente adozione di misure legislative e di specifiche iniziative. Lo hanno sottolineato oggi l'European Community Shipowners' Associations (ECSA) e l'European Trasnport Workers' Federation (ETF) evidenziando che è basilare assicurare che l'industria marittima dell'Unione Europea sia in grado di svolgere la sua funzione cruciale per l'economia e i cittadini d'Europa. L'associazione degli armatori europei e il sindacato europeo dei lavoratori dei trasporti hanno rimarcato la necessità di garantire che beni essenziali, energia, prodotti alimentari, medicinali e molte altre merci prodotte fuori dall'UE possano essere consegnate al mercato europeo, ai suoi cittadini e alle sue industrie, e che possano essere trasportate nel modo più fluido possibile tra gli Stati membri dell'UE. Se ciò non sarà garantito - hanno rilevato l'ECSA e l'ETF - molte catene di approvvigionamento subiranno gravi conseguenze o andranno incontro ad un blocco totale rendendo l'impatto economico provocato dalla crisi ancora più rilevante rispetto a quanto non sia già avvenuto.

In base a tali considerazioni l'ECSA e l'ETF hanno invitato l'UE a sostenere questo settore e i suoi lavoratori con misure e azioni specifiche che - hanno ribadito le due organizzazioni - devono essere adottate con la massima urgenza.

L'ECSA e l'ETF hanno spiegato che le misure adottate sinora dagli Stati dell'UE per limitare la circolazione delle persone al fine di ridurre al minimo i rischi di infezione, sebbene comprensibili, stanno avendo gravi ripercussioni sulla circolazione dei marittimi e hanno precisato che anche la chiusura dei porti rappresenta un fattore rilevante. Le due organizzazioni hanno sottolineato che è della massima importanza che le navi possano attraccare dove necessario e che i membri degli equipaggi possano imbarcarsi o sbarcare dalle loro navi affrontando il minor numero possibile di ostacoli, spostamenti - hanno precisato ECSA ed ETF - che invece stanno diventando sempre più difficoltosi. Le due organizzazioni hanno quindi chiesto che sia garantita la flessibilità e l'assistenza necessaria per garantire che i marittimi possano continuare a svolgere il proprio lavoro e abbiano il permesso di partire dalle loro case e di rientrarvi. A tal fine ECSA ed ETF hanno chiesto che i marittimi siano esonerati dai divieti all'effettuazione di viaggi disposti a livello nazionale. Inoltre le due organizzazioni, anche se non hanno espressamente chiesto di non costringere i marittimi che tornano a casa ad osservare un periodo di isolamento, hanno esortato a trattarli “pragmaticamente”. Proprio come il personale medico e le forze di sicurezza - hanno chiarito ECSA ed ETF - in questi momenti critici i marittimi sono lavoratori essenziali e c'è bisogno che i governi li riconoscano come tali e assicurino loro un'attenzione particolare.

Tra le altre problematicità create dall'emergenza coronavirus al trasporto marittimo, c'è anche - hanno specificato l'ECSA e l'ETF - quella relativa alla durata massima dei periodi di imbarco dei marittimi. Su loro richiesta, o per l'assenza dell'equipaggio che li dovrebbe sostituire oppure per l'assenza di voli aerei dal loro porto di sbarco previsto al loro paese d'origine - hanno chiarito le due organizzazioni - i marittimi potrebbero dover trascorrere più tempo a bordo delle navi di quanto stabilito dai loro contratti di lavoro o previsto dalle leggi nazionali che applicano la Convenzione internazionale sul lavoro marittimo (ILO-MLC, 2006). Alla luce di ciò ECSA ed ETF hanno chiesto che gli Stati di bandiera e di approdo applichino un approccio pragmatico a tali situazioni e, valutando caso per caso, alla luce delle implicazioni della pandemia e tenendo presente che le navi devono navigare con a bordo un equipaggio al completo, consentano ai membri degli equipaggi di rimanere a bordo delle navi per un periodo ragionevolmente superiore ai loro previsti turni di servizio.

Un altro problema evidenziato da ECSA ed ETF, che la scorsa settimana era già stato posto all'attenzione a livello nazionale in Italia da Assarmatori, Confitarma e Federagenti ( del 12 marzo 2020), è quello dei certificati di cui debbono essere in possesso i marittimi. Questi ultimi - hanno spiegato - a causa delle restrizioni ai viaggi possono essere costretti a trascorrere più tempo del solito a bordo della nave in quanto non sono autorizzati a sbarcare. Inoltre alcuni istituti di formazione hanno sospeso l'attività per contenere la diffusione del virus. Ciò - hanno osservato ECSA ed ETF - può pertanto comportare che i marittimi non possano svolgere la formazione necessaria per ottenere una proroga dei loro certificati, con la conseguenza che potrebbero giungere a scadenza. Anche in questo caso l'ECSA e l'ETF hanno invitato gli Stati di bandiera e di approdo ad applicare un approccio pragmatico estendendo di almeno tre mesi la validità dei certificati, misura - hanno specificato - che per essere efficace richiederebbe il coinvolgimento dei regimi regionali di Port State Control in tutto il mondo.

L'ECSA e l'ETF hanno richiesto anche specifiche misure di sostegno e salvaguardia dell'occupazione in considerazione del fatto che, a causa del notevole impatto negativo delle limitazioni ai viaggi sulle attività di trasporto marittimo di passeggeri e della riduzione del traffico marittimo delle merci, le compagnie di navigazione hanno dovuto adeguare le loro attività operative e i loro costi riducendo anche il personale sia di terra che navigante.

L'ECSA e l'ETF hanno invitato anche a prendere in considerazione le difficoltà determinate dalle restrizioni ai viaggi all'attività degli ispettori che, per legge, devono condurre controlli a bordo delle navi e hanno esortato le autorità a prevedere per questo personale esoneri rispetto a determinate misure analoghi a quelli che le due organizzazioni hanno sollecitato per i marittimi.

Oltre alle problematiche relative al personale che opera nel settore del trasporto marittimo, l'ECSA e l'ETF hanno messo in evidenza anche l'impatto che l'emergenza Covid-19 ha sulle attività operative dello shipping, a partire dalla certificazione delle navi che è resa più difficoltosa dalla notevole riduzione della disponibilità di bacini di carenaggio causata dalle misure precauzionali per contenere il virus. Anche in questo caso ECSA ed ETF hanno chiesto flessibilità agli Stati dell'UE proponendo l'estensione della validità degli attuali certificati di almeno tre mesi, misura anche questa - hanno specificato - che per essere efficace richiederebbe un approccio globale.

ECSA ed ETF hanno chiesto inoltre linee guida chiare e coerenti per consentire alle navi da crociera, che non sono state autorizzate ad attraccare nei porti di alcune nazioni, di poter entrare nel loro porto d'origine in Europa. sbarcare passeggeri ed equipaggio permettendo il loro rimpatrio.

ECSA ed ETF hanno infine chiesto che la Commissione Europea e gli Stati membri forniscano assistenza finanziaria alle aziende del settore dello shipping, che è particolarmente colpito dalla crisi. Secondo le due organizzazioni, gli istituti bancari dell'Unione Europea dovrebbero essere supportati da un quadro normativo adeguato a livello UE allo scopo di risolvere gli immediati problemi di liquidità degli armatori e - hanno rilevato - il pacchetto di misure approvato la scorsa settimana dalla Banca Centrale Europea dovrebbe essere applicato senza indugio al fine di consentire alle banche di continuare a finanziare il settore marittimo. Inoltre, per ECSA ed ETF, il sostegno dell'UE dovrebbe coprire anche il finanziamento degli investimenti che saranno essenziali affinché il settore possa riprendersi nel lungo termine. ECSA ed ETF hanno chiesto anche una flessibile applicazione degli orientamenti in materia di aiuti di Stato ai trasporti marittimi in modo che tali aiuti, come ad esempio i regimi per la riduzione dei costi del lavoro, possano essere garantiti affinché compagnie armatoriali e marittimi possano affrontare l'attuale situazione straordinaria.

Intanto in Italia il presidente della Confederazione Italiana Armatori (Confitarma), Mario Mattioli, ha inviato a Paola De Micheli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, una lettera, che pubblichiamo di seguito, in cui illustra alcune proposte della Confederazione affinché il comparto marittimo italiano possa superare le evidenti difficoltà imposte dall'emergenza Covid-19.


Covid-19: proposte Confitarma per il Governo

oggi, insieme con tutto il tessuto produttivo nazionale, l'intero mondo dello shipping - dalla crocieristica, al trasporto di merci e passeggeri, coinvolgendo anche i servizi portuali - vive con estrema preoccupazione l'evolversi della grave emergenza Covid-19 anche per l'impatto che sta avendo e continuerà ad avere sul sistema socioeconomico italiano.

L'eccezionale situazione determinata dall'emergenza epidemiologica che sta costringendo le imprese armatoriali finanche al fermo, parziale o totale, delle navi delle proprie flotte richiede l'individuazione di prime e urgenti misure di sostegno straordinario al comparto. Come noto, il trasporto in generale, e quello marittimo in particolare, riveste un'importanza vitale per il funzionamento dell'economia e per assicurare i rifornimenti indispensabili di cui il nostro Paese ha bisogno: dalle materie prime liquide e solide ai prodotti finiti che alimentano la nostra economia, assicurando la nostra sussistenza soprattutto in questo periodo di stringenti e necessarie restrizioni al nostro normale stile di vita.

In particolare, per i traffici di cabotaggio e per i collegamenti con le isole maggiori e minori, le navi e i loro equipaggi sono il primo, indispensabile, anello della logistica dei beni di prima necessità, compresi prodotti alimentari, farmaci e dotazioni sanitarie. Logistica che, soprattutto oggi, non può permettersi assolutamente alcuna interruzione.

Per queste ragioni, nel confermare fin da ora la nostra completa disponibilità a proseguire nell'azione convinta di supporto all'Amministrazione, riteniamo opportuno sottoporre alla Sua attenzione l'esigenza di adottare da subito le seguenti misure:
  1. Intervento eccezionale di sostegno al reddito a favore di tutti i marittimi italiani e comunitari coinvolti in situazioni di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa a causa del fermo delle navi. Tale misura dovrebbe integrare le risorse del Fondo di Solidarietà Bilaterale del Settore Marittimo (SOLIMARE), consentendo il superamento dei massimali aziendali di utilizzo di detto Fondo.
  1. Al fine di sostenere i collegamenti marittimi che, nonostante il calo dei traffici e le restrizioni al trasporto passeggeri, continuano a garantire l'approvvigionamento di merci, alimenti e medicinali e prodotti strategici per il Paese, auspichiamo interventi volti alla riduzione dei costi di approdo delle navi, circostanza che si sta già verificando in altri Stati membri della UE. Tra questi, in primo luogo l'esonero temporaneo, a far data dall'adozione delle misure restrittive adottate dal Governo, dal pagamento dei diritti e altri oneri portuali e, in aggiunta, la compensazione totale, o quantomeno parziale, delle spese per i servizi portuali (servizi tecnico-nautici) e di stiva. Le predette misure si dovrebbero applicare alle navi in servizio di cabotaggio nazionale, ro-ro e ro-ro pax impiegate anche su linee di autostrade del mare internazionali che scalano porti italiani. Infine, si dovrebbe prevedere la temporanea esenzione, totale o parziale, dal pagamento dei canoni concessori dei terminal che operano i predetti traffici.
  1. Estensione, per un periodo di dodici mesi, alle navi iscritte nelle matricole nazionali e che svolgono attività compatibili con gli Orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato ai trasporti marittimi, dell'esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali di cui all'art.6 del decreto-legge n. 457/97 convertito in legge n.30/98.
  1. Finanziamenti fino a tre anni a valere su Fondi Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e con garanzia Statale di ultima istanza erogati direttamente da CDP o dalle Banche Agenti in base ad una convenzione, per far fronte all'aumento dei costi operativi di gestione, generatisi sia a seguito di difficoltà operative poste dagli Stati EU o extra EU alle navi di bandiera italiana e con equipaggi italiani e/o comunitari, sia di navi in la-up (fuori servizio e/o “all'ancora”). Tale proposta prende spunto dal DL (cosiddetto Decreto “Cura Italia”, mentre si scrive in via di pubblicazione) che prevede il sostegno alla liquidità delle imprese colpite dall'emergenza epidemiologica “Covid-19” attraverso finanziamenti da parte di CDP, anche nella forma di garanzia c.d. “a prima perdita”.
  1. Sospensione, al fine di adeguare i piani alle mutate contingenze, relativa a qualsiasi atto processuale, comunicazione, adempimento inerenti a procedure ex art. 161 e 182/bis Legge Fallimentare, giustificata con l'impossibilità di rispettare i termini previsti dalla legge stante il processo di revisione dei piani e la difficoltà di elaborazione degli stessi.
  1. moratoria a standstill di 18 mesi su tutte le esposizioni finanziarie sterilizzando la possibilità di accelerazione e altri rimedi dei finanziatori.
Si segnala altresì che Confitarma si è attivata con ABI (fornendo pronta informativa a Confindustria) al fine di adottare uno schema di accordo che preveda quanto segue:
  • “cristallizzazione” (forbearance) degli attuali accordi in essere ai sensi dell'art. 67 della Legge Fallimentare (Accordi di Ristrutturazione del Debito) per la durata di 18 mesi. Ciò eviterebbe alle imprese che stanno rispettando i Piani originari di essere nuovamente classificate tra le posizioni NPLs/UTPs, oppure di dover affrontare, in un contesto di estrema incertezza, ulteriori e pesanti oneri connessi all'eventuale immediata nuova asseverazione dei Piani Economico-Finanziari;
  • accordo che replichi nei principi di massima il vigente “Accordo per il Credito” stipulato e prorogato tra ABI e Confindustria e che consenta alle imprese del settore il diritto di “estensione” degli attuali finanziamenti ipotecari fino ad un massimo del 100% della durata residua degli stessi (compatibilmente con la validità delle garanzie sottostanti). Tale diritto matura per quelle imprese le cui posizioni non sono classificate tra gli NPLs/UTPs (ex Credito Deteriorato).
Sui suddetti ultimi due punti, che non comportano un diretto impegno normativo, si richiede il massimo supporto affinché si possa giungere quanto prima ad un accordo formale con ABI e/o con i principali Gruppi Bancari.

Infine, prima di ringraziarLa per l'attenzione che vorrà riservarci, ritengo opportuno condividere con Lei un'ultima riflessione legata alla necessità di traguardare la fine di questa grave emergenza. So bene che Lei e tutto il nostro Governo, in primis il Presidente Conte, state già lavorando per contenere il più possibile gli effetti della crisi, e al tal fine, mi permetto di formularLe l'auspicio che possa intervenire in tempi rapidi l'approvazione comunitaria al rinnovo del regime di aiuti ai trasporti marittimi SA 48260 (2017/NN). Le nostre imprese e tutto il sistema logistico trarrebbero un grande giovamento dalla definizione positiva ed in tempi brevi di tale percorso.

Con l'augurio che questo grave momento che il nostro Paese sta attraversando passi il più in fretta possibile, Le confermo nuovamente, Sig.ra Ministra, la piena disponibilità mia e dell'armamento italiano che rappresento a sopportare tutto quanto Ella riterrà opportuno e necessario.

I miei più cordiali saluti,
Mario Mattioli

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