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14 luglio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 03:43 GMT+2



23 marzo 2020

L'AdSP di Civitavecchia esorta l'intera comunità portuale alla coesione per superare la fase di crisi

Dure accuse della Compagnia Portuale che annuncia il possibile blocco dello scalo una volta conclusasi l'emergenza

Presidente e segretario generale dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo e Roberta Macii, in una lettera alla città e al porto hanno esortato la comunità portuale e le istituzioni a far fronte comune per affrontare l'emergenza causata dal diffondersi del virus Covid-19 e l'impatto negativo che ciò ha su tutte le attività sociali ed economiche incluse quelle del porto di Civitavecchia, colpite in particolare dal blocco deciso dal governo su scala nazionale dell'intero traffico crocieristico e la sospensione dei servizi marittimi da e per le isole ( del 20 marzo 2020).

La lettera è stata pubblicata a seguito di reazioni negative all'esito del primo tavolo di crisi straordinario tenutosi martedì scorso e indetto da di Majo per analizzare l'impatto dell'emergenza epidemiologica sul porto. «Benché diverse imprese portuali (ad esempio CFFT e Grimaldi) abbiano addirittura registrato in queste ultime settimane aumenti dei propri traffici - aveva spiegato di Majo a conclusione della riunione - è emerso che anche una tenuta dei traffici commerciali, peraltro già pregiudicata dal forte calo dell'importazione del carbone per la centrale dell'Enel non consentirà di compensare l'impatto economico-occupazionale sull'intero cluster portuale derivante dall'interruzione quasi totale dei traffici passeggeri e delle crociere».

«Abbiamo, quindi - aveva reso noto di Majo - registrato una convergenza degli operatori portuali nel dare avvio, sin da subito, ad un piano di rilancio del porto nel comparto commerciale affinché possano essere non solo mantenuti gli attuali traffici ma anche intercettati dei nuovi. A tal fine - aveva reso noto inoltre il presidente dell'AdSP - ho fatto appello, nel corso della conferenza, alla coesione dell'intera comunità portuale perché l'obiettivo è comune: superare l'emergenza e rilanciare un porto che ha tutte le potenzialità per essere uno dei porti più importanti d'Italia anche nel settore delle merci. E, in questa fase, è estremamente importante la disponibilità manifestata questa sera da MSC/RTC e CFFT - aveva specificato di Majo facendo riferimento alle società terminaliste Roma Terminal Container del gruppo armatoriale MSC e Civitavecchia Fruit Forrest Terminal del gruppo belga Noord Natie - a riavviare il tavolo per la promozione dei collegamenti logistici con l'Interporto di Civitavecchia, con la partecipazione della Regione Lazio, nonché con gli altri importanti centri logistici del Lazio, come ad esempio quello di Santa Palomba». Di Majo aveva evidenziato la necessità di trovare comunque «soluzioni immediate per dare risposte alle pressanti problematiche che già oggi mettono a rischio l'economia complessiva del comparto e l'occupazione».

Le considerazioni di di Majo hanno suscitato l'irata reazione del presidente della Compagnia Portuale di Civitavecchia, Enrico Luciani, che sabato in una conferenza stampa on-line ha denunciato che il tavolo di crisi di martedì «ha visto assente - ha sottolineato - l'impresa che in questo momento è più importante: RCT». Roma Cruise Terminal è la società che gestisce i terminal crociere del porto di Civitavecchia ed è partecipata dalle compagnie crocieristiche Costa Crociere e Royal Caribbean e dalla Marinvest che fa capo al gruppo armatoriale MSC. «Terminalista delle crociere - ha denunciato Luciani - che non solo non è stato invitato a partecipare, ma addirittura, ci viene data notizia - ha precisato il presidente di CPC -, ha fatto un incontro a quattro tra loro e l'Autorità Portuale». Inoltre Luciani ha denunciato che all'incontro non è stata invitata neppure la Compagnia portuale.

Secondo Luciani, una delle conclusioni che a suo avviso si sarebbero dovute trarre nel corso del tavolo di crisi, con riferimento al traffico dei container, è «che i contenitori a Civitavecchia non vengono, questa - ha evidenziato - è la realtà vera». Traffico containerizzato che, comunque - è doveroso ricordarlo - nel 2019 a Civitavecchia ha fatto segnare il nuovo record storico annuale con 112.249 teu per un totale di oltre un milione di tonnellate movimentate ( del 24 febbraio 2020). Luciani ha affermato che il gruppo MSC avrebbe manifestato disinteresse per il porto di Civitavecchia asserendo che - ha detto Luciani - «non c'è mercato».

Luciani ha accusato inoltre l'AdSP di aver più volte chiarito che «a Civitavecchia va tutto bene». Il presidente della Compagnia Portuale ha fatto riferimento anche ad una comunicazione di venerdì dell'ente portuale in cui di Majo, rimarcando che «i porti del network laziale continuano comunque la loro attività grazie alle imprese e alle maestranze tutte che necessariamente devono stare direttamente sul campo per garantire a tutti approvvigionamenti e materie necessarie affinché il ciclo produttivo non si fermi del tutto», aveva precisato che «ciò è confermato dalla presenza in porto, in questi ultimi quattro giorni, di unità navali commerciali portacontainer sia nella banchina 24 che nella banchina 25 che scarica frutta fresca in contenitori reefer, mentre la Traiana continua a scaricare merci alla rinfusa. Il traffico ro-ro e i traghetti - aveva precisato il presidente dell'AdSP - proseguono con il solo traffico delle merci. Attualmente, infatti, la situazione emergenziale, contrariamente a quanto ipotizzabile, ha prodotto un considerevole aumento di lavoro, come confermatoci dalla CFFT per quanto riguarda lo scarico della frutta».

Ricordando inoltre i drammatici effetti del coronavirus sul traffico crocieristico, di Majo aveva concluso specificando che «è chiaro che la situazione attuale ha ed avrà delle ripercussioni importanti e, per questo - aveva anticipato - avanzeremo ulteriori richieste alla Regione sia per il sostegno delle imprese che per individuare nuovi strumenti per lo sviluppo dell'imprenditoria nelle zone portuali e retroportuali che ricadranno nella Zona Logistica Semplificata».

Da parte sua Luciani ha concluso la sua denuncia puntualizzando che le navi che arrivano a Civitavecchia sono costrette a farlo perché non trovano approdo nei porti del nord, traffico che è quindi di carattere temporaneo, evidenziando inoltre l'estrema difficoltà in cui versa il settore del lavoro portuale e preannunciando che, ad emergenza terminata, «questa volta il porto lo bloccheremo davvero».

Nella lettera aperta di ieri Francesco Maria di Majo e Roberta Macii hanno spiegato che «la diffusione da parte di questo ente di alcune notizie positive che sono pervenute - peraltro nel corso di una riunione a cui hanno partecipato anche le organizzazioni sindacali - direttamente da taluni operatori portuali, su alcuni traffici merci, aveva il solo scopo di trasmettere un piccolo segnale di ottimismo in uno scenario drammatico, di emergenza nazionale, che coinvolge l'intero settore produttivo del Paese con inevitabili ricadute negative per il comparto portuale e quindi per il porto di Civitavecchia colpito, in particolare dal blocco internazionale del traffico di navi da crociera e dal blocco del traffico di passeggeri nei collegamenti nazionali con le isole».

«In un momento in cui tutto il mondo prova ad essere unito per affrontare un'emergenza senza eguali - prosegue la lettera - appare persino inimmaginabile che si consumino delle energie ad alimentare polemiche e strumentalizzazioni divisive all'interno della comunità portuale. Il compito di questo ente, come di tutte le AdSP, è ora cercare di fronteggiare con tutti gli strumenti a disposizione il drammatico impatto che la diffusione del coronavirus sta avendo sui porti italiani. È una battaglia che, silenziosamente, tutti i dipendenti di questa amministrazione stanno combattendo dentro e fuori gli uffici. E allora proseguiamo con l'incessante ricerca di sostegno, anche finanziario, da parte del governo e della Regione Lazio, con le azioni rivolte alla realizzazione di attività anche straordinarie che moltiplichino il lavoro ordinario e con il dialogo costantemente aperto con i nostri interlocutori per collaborare ad individuare tutte le soluzioni possibili di tenuta prima e, di rilancio poi, dell'economia portuale».

«Ce la faremo a sostenere questo porto - hanno scritto di Majo e Macii - ma senza urla e senza proclami con il lavoro fondamentale della nostra struttura amministrativa che non ha mollato neanche per un minuto e con le imprese che si fanno avanti, con serietà e pacatezza, per fornire contributi di pensiero alla superiore “causa di tutti”. Non lo raccontiamo ogni giorno, è vero, ma non abbiamo il tempo di farlo e questo, nel mondo dei social, probabilmente non paga. Ci appelliamo - hanno concluso presidente e segretaria generale dell'Autorità di Sistema Portuale - al buon senso, al senso di responsabilità, all'amore per il bene comune, siamo e restiamo a disposizione di tutti coloro che esortiamo a collaborare con noi per fare fronte comune ed affrontare, mitigare e superare nel modo migliore l'attuale drammatica fase emergenziale cercando al meglio di coniugare l'operatività del porto con la tutela della salute di tutti coloro che devono continuare a lavorare. Anche a Civitavecchia, come nel resto del mondo, uniti si vince».

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