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6 giugno 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 22:26 GMT+2



7 aprile 2020

L'emergenza pone a rischio 25 milioni di posti di lavoro nel settore del trasporto aereo

Lo evidenzia la IATA avvertendo che in un solo trimestre la liquidità delle compagnie aeree potrebbe ridursi di 61 miliardi di dollari

Nel solo terzo trimestre di quest'anno, a causa dell'impatto sulle loro attività determinato dalle misure assunte per contrastare la pandemia globale di coronavirus, le riserve di liquidità delle compagnie aeree mondiali potrebbero ridursi di circa 61 miliardi di dollari e la crisi in atto pone a rischio circa 25 milioni di posti di lavoro nel settore del trasporto aereo. Lo ha sottolineato il direttore generale e CEO dell'International Air Transport Association (IATA), Alexandre de Juniac, in occasione del breafing multimediale tenuto oggi dall'associazione ed incentrato sull'emergenza sanitaria e sulle sue conseguenze sull'industria aerea.

Annunciando quale potrà essere in un solo trimestre l'effetto della crisi sulla disponibilità di mezzi di pagamento delle compagnie, de Juniac ha confermato che «l'impatto del Covid-19 sull'industria del trasporto aereo continua ad essere devastante e il settore sta bruciando denaro ad un ritmo pericoloso». «La domanda - ha spiegato - è in caduta libera e in tutto il mondo è in calo del 70% rispetto allo scorso anno, e del 90% in Europa. E potrebbe anche peggiorare. Non ci sono parole - ha specificato - che possano descrivere adeguatamente quando profondo sia l'impatto di questa crisi sull'aviazione».

De Juniac ha evidenziato inoltre che «se l'aviazione non funziona, il danno economico va ben al di là dello stesso settore. Circa 65,5 milioni di posti di lavoro - ha ricordato - sono collegati all'aviazione e se gli aerei non volano viene meno anche il sostegno per molti di questi posti di lavoro».

«A molte aziende - ha proseguito - è stato ordinato di chiudere o di cessare le attività, e tra queste alle compagnie aeree, ai ristoranti, alle attrazioni turistiche e agli hotel. E se le catene di approvvigionamento globali sono interrotte, altri ancora nei settori della produzione o della vendita al dettaglio non avranno nulla da produrre o da vendere. I governi che agiscono sotto la guida delle autorità sanitarie determineranno quando i blocchi e le restrizioni ai viaggi potranno essere rimossi in sicurezza. Una volta presa questa decisione - ha avvertito de Juniac - il settore del trasporto aereo dovrà essere pronto a trasportare le persone e le merci necessarie a molte imprese per ricominciare ad operare normalmente».

Circa la stima relativa alla perdita di posti di lavoro che il settore del trasporto aereo potrà subire a causa della crisi, la nostra - ha precisato il direttore generale e CEO della IATA - è che «circa 25 milioni di posti di lavoro delle persone sono a rischio sino a quando il settore non tornerà a funzionare. Venticinque milioni di persone - ha evidenziato - sono pari all'intera popolazione dell'Australia. È uguale all'intera forza lavoro italiana e maggiore della forza lavoro delle principali nazioni industrializzate come la Spagna o il Canada. La portata dell'impatto economico - ha messo in guardia de Juniac - è enorme».

De Juniac ha quindi ribadito la necessità che i governi forniscano urgentemente aiuti finanziari alle compagnie aeree, affinché possano sopravvivere». «Alcuni governi - ha specificato - stanno rispondendo, ma siamo preoccupati per il fatto che non c'è sufficiente disponibilità di risorse. La rapidità - ha ribadito - è essenziale. In media le compagnie aeree hanno in cassa denaro per due mesi e molte compagnie aeree sono già alla terza settimana di estensivo fermo delle loro attività».

De Juniac ha sottolineato anche il dovere di non «lasciare al caso la ripresa del settore. Dobbiamo - ha spiegato - predisporre piani concreti e coordinati affinché le compagnie aeree possano riavviare le attività quando i governi e le autorità sanitarie pubbliche ci daranno il segnale di cessato allarme. Dovremo essere in grado di ampliare le attività man mano che la domanda risalirà».

Il rappresentante della IATA ha evidenziato che un'ulteriore sfida sarà costituita dasllo stesso riavvio fisico delle operazioni: «sino ad oggi - ha rilevato - non abbiamo mai fermato il settore su scala globale e quindi questa sarà la prima riapertura di sempre». Una seconda sfida - ha aggiunto - consisterà «nell'adattare il settore alle realtà post-Covid-19. Avendo dovuto affrontare la difficile decisione di chiudere le economie per combattere il virus - ha spiegato - i governi non accetteranno il rischio del ripetersi dell'infezione. Lo constatiamo nelle severe misure che la Cina ha introdotto per limitare i voli internazionali, che ora sono più restrittive di quanto non fossero al culmine della crisi del Covid-19 in Cina».

csteinweg

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