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5 giugno 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 20:33 GMT+2



24 aprile 2020

I terminalisti portuali spagnoli apprezzano le misure governative a sostegno del settore, ma temono che non saranno sufficienti

L'ANESCO sottolinea che è tuttora difficile stimare l'impatto che la crisi provocherà sul settore

I terminalisti portuali spagnoli hanno apprezzato, con riserva, le misure a sostegno dell'economia e dell'occupazione assunte dal governo di Madrid con il decreto-legge del 21 aprile con lo scopo di fronteggiare l'impatto dell'emergenza Covid-19, provvedimento che include azioni specifiche per il settore del trasporto marittimo e della portualità.

Il decreto-legge assegna alle Autorità Portuali la facoltà di ridurre motivatamente il livello di traffico minimo richiesto per l'anno 2020 e stabilito nei titoli di concessione demaniale marittima nei casi in cui non sia possibile realizzare le attività o raggiungere il livello di traffico minimo previsti dalla concessione a causa della crisi sanitaria per la pandemia di coronavirus. L'articolo 16 del decreto-legge 15/2020 specifica che queste variazioni possono essere effettuate su richiesta motivata del concessionario e in misura proporzionata rispetto ai traffici realizzati nell'esercizio finanziario 2019 e prevede inoltre che non vengano applicate penali in caso di mancata realizzazione di attività previste dalla concessione o di mancato raggiungimento del livello minimo di traffico imputabili all'impatto della crisi sanitaria nel corso dell'esercizio 2020.

Il provvedimento legislativo, all'articolo 17, prevede anche la possibilità di ridurre l'importo del canone demaniale nei casi in cui sia dimostrato che i concessionari abbiano subito un impatto significativamente negativo sulla loro attività a causa della crisi del Covid-19, valutazione dell'impatto che sarà effettuata caso per caso sulla base dell'attività realizzata dal concessionario negli ultimi quattro anni. Anche in questo caso la procedura sarà attivata su richiesta del concessionario e il decreto prevede che la riduzione del canone non possa superare il 60% dell'importo totale nel caso dei terminal passeggeri e il 20% relativamente alle altre attività.

Il decreto-legge del 21 aprile include anche misure relative alle tasse di ancoraggio e prevede sconti ed esenzioni per la sosta delle navi in porto, tra cui l'esenzione per le navi che devono essere ormeggiate in acque portuali a seguito di un'ordine dell'autorità competente a causa della crisi sanitaria.

All'articolo 21 si stabilisce inoltre che all'atto della distribuzione del Fondo di Compensazione Interportuale per il 2020, lo strumento che prevede la redistribuzione annuale di risorse destinate al sistema portuale nazionale, vengano privilegiate quelle Autorità Portuali che prevedono di concludere l'esercizio finanziario annuale in passivo a causa della mancanza di introiti determinati dal calo significativo del traffico dei passeggeri a seguito dalle misure adottate per fronteggiare la crisi sanitaria.

Se l'ANESCO, l'associazione dei terminalisti portuali spagnoli, ha valutato positivamente la riduzione delle diverse tasse portuali, ha osservato tuttavia che i container terminal non ne trarranno alcun beneficio in quanto il provvedimento normativo prende in considerazione solo la variabile del significativo calo di attività senza tener contro, tra i vari effetti della crisi, quello del notevole aumento dei costi operativi che le imprese devono sostenere per salvaguardare la salute dei lavoratori e nel contempo assicurare lo svolgimento delle attività e dei servizi.

L'associazione dei terminal operator ha inoltre rilevato che ad oggi non è neppure possibile determinare se le misure adottate saranno sufficienti in quando è tuttora difficile stimare l'impatto che la crisi provocherà sul settore dato che gli effetti negativi permangono e le imprese terminaliste prevedono una drastica riduzione del traffico che comporterà significative perdite economiche sia a carico dei terminal che di altri operatori della catena logistica.

Ricordando che da anni le imprese terminaliste chiedono una riduzione della pressione fiscale con lo scopo di accrescere la competitività del sistema portuale spagnolo, l'ANESCO ha concluso sottolineando che, assieme alla prevista riduzione del 20% dell'importo del canone di concessione, è auspicabile l'applicazione di una maggiore flessibilità rispetto a tutte le tasse portuali.

csteinweg

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