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5 luglio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 03:33 GMT+2



29 maggio 2020

Prorogato al 31 agosto il termine per la presentazione di istanza di concessione per il container terminal al Porto Canale di Cagliari

Esortata una proroga degli ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori dello scalo commerciale fino all'individuazione del nuovo operatore

L'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna ha annunciato una nuova proroga del termine per la presentazione di istanza di concessione per la gestione del container terminal al Porto Canale di Cagliari. Dopo essere stata inizialmente fissata per fine febbraio ed essere poi rinviata al 15 aprile e poi ancora al prossimo primo giugno, oggi l'ente ha comunicato che la scadenza è stata posticipata al prossimo 31 agosto.

L'AdSP ha spiegato che il nuovo differimento del termine è stato deciso sulla base di diversi fattori. Innanzitutto - ha precisato l'ente - la prosecuzione della situazione emergenziale che ha spinto alcuni operatori interessati a sollecitare un'ulteriore estensione dei tempi necessari per approfondimenti tecnici e, aspetto non secondario, per le persistenti difficoltà nei collegamenti con l'isola per l'effettuazione dei necessari sopralluoghi. Poi le richieste delle organizzazioni sindacali di attivazione di un nuovo tavolo interministeriale urgente sulla crisi del Porto Canale, le cui risultanze - ha reso noto l'authority - proprio nella seduta della giornata di ieri hanno registrato una piena convergenza sull'opportunità di un'ulteriore proroga finalizzata a garantire una più ampia partecipazione di soggetti alla call internazionale.

«Abbiamo ritenuto - ha chiarito il presidente dell'AdSP del Mare di Sardegna, Massimo Deiana - di dover concedere un'ulteriore proroga dei termini per la sollecitazione di mercato per il futuro del Porto Canale La situazione contingente, ancora estremamente limitante per gli spostamenti da e verso l'Italia e l'estero, il conseguente rischio di esclusione di potenziali soggetti interessati alla call internazionale, unita alle richieste delle organizzazioni sindacali e, non ultime, alle indicazioni prudenziali del tavolo interministeriale di ieri, ci spingono a riconsiderare ancora la scadenza per la presentazione delle proposte. Il mio augurio è che il 31 agosto possa chiudersi positivamente questa prima fase e procedere con il riavvio definitivo dell'operatività del terminal container di Cagliari».

Intanto, in occasione dell'incontro di ieri per affrontare i problemi concernenti il Porto industriale di Cagliari e il futuro dell'attività di transhipment al container terminal al quale, oltre ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, hanno partecipato gli assessori regionali dell'Industria, Anita Pili, e dei Trasporti, Giorgio Todde, l'assessore regionale sardo del Lavoro, Alessandra Zedda ha evidenziato la necessità di «garantire una proroga degli ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori dello scalo commerciale fino all'individuazione del nuovo operatore del terminal».

Il prossimo 3 settembre scadrà infatti il termine di 12 mesi di cassa integrazione prevista per i 208 lavoratori di Cagliari International Container Terminal (CICT) in seguito alla procedura di chiusura per cessazione dell'attività aziendale della società del gruppo Contship Italia che gestiva la concessione del container terminal al Porto Canale. «Auspichiamo - hanno spiegato gli assessori - che al prossimo vertice che si terrà il 3 giugno al Mise e al Ministero del Lavoro si possa tracciare il percorso di sostegno economico per tutti i lavoratori e che si definiscano tutti gli aspetti relativi alla vertenza per il rilancio dello scalo commerciale, reso più appetibile dall''infrastruttura viaria inaugurata pochi giorni fa e che agevolerà e renderà più sicuri i collegamenti con le banchine e la SS 195».

Nel corso dell'incontro gli assessori Pili e Todde hanno ricordato che il futuro dell'attività di transhipment del container terminal è legato al vincolo di impatto ambientale che non permette lo sblocco dei lavori «e per il quale - hanno sottolineato - si attende che venga rimosso quanto prima da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri».

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