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9 luglio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 10:39 GMT+2



8 giugno 2020

Quest'anno il fatturato della Blue Economy italiana perderà 125 miliardi a causa dell'emergenza sanitaria

Analisi del nuovo centro studi BlueMonitorLab dell'impatto della pandemia sull'economia del mare

Dai 120 ai 125 miliardi di euro in meno. Questa è la stima della perdita di fatturato che le aziende italiana che fanno parte del settore della Blue Economy subiranno a causa degli effetti della pandemia di Covid-19, valutazione che è stata calcolata da BlueMonitorLab, un nuovo centro studi che è presieduto dal professor Giulio Sapelli, economista, esperto di geopolitica e docente alla Statale di Milano, e composto da Gian Enzo Duci, presidente degli agenti marittimi italiani e docente, Francesco Parola, docente esperto di economia dei trasporti, Ettore Pollicardo, presidente del Gruppo Bureau Veritas Italia, Alessandro Laghezza, imprenditore della logistica, Lorenzo Pollicardo, esperto di nautica, e Diego Paltrinieri, studioso in tema di erosione dei litorali, ed è coordinato da Bruno Dardani, già inviato del Sole24Ore.

Questa prima valutazione della contrazione del volume d'affari delle imprese del settore è stata basata sui dati diffusi da 25 differenti associazioni imprenditoriali e da istituzioni relative alle conseguenze dell'emergenza virus sul fatturato 2020 dell'intera economia marittima e non include - ha specificato il centro studi - né gli effetti del possibile impatto dell'emergenza sul portafoglio ordini della Fincantieri che comprende 46 navi da crociera, i cui contratti sono oggetto di discussione, né l'economia delle isole maggiori e minori che rischiano di pagare il prezzo più salato in termini di mancati introiti turistici. A tal proposito il centro studi ha precisato che ad oggi è impossibile formulare una previsione sui danni e sull'effetto recessivo che si abbatterà sull'economia della Sicilia e della Sardegna e delle isole minori, nonché di riflesso sull'attività dei traghetti che sino a oggi hanno registrato un abbattimento dell'attività di trasporto e che anche nella seconda parte della stagione si troveranno ad affrontare costi di gestione invariati con una contrazione inevitabile e già certa del fatturato determinata dalle norme sulla prevenzione del contagio che costringeranno le navi a viaggiare a circa il 60% della loro capacità di trasporto.

Al netto di queste importanti incognite, l'analisi evidenzia che nel tradizionale cluster marittimo la classifica dei danni a causa di un vero e proprio azzeramento del fatturato è capeggiata dalle crociere che, a fronte di una previsione di 13 milioni e mezzo di passeggeri, hanno già confermato nel primo semestre la perdita di 6,886 milioni di passeggeri e la cancellazione di 2.709 scali nei porti italiani, ma difficilmente - secondo gli esperti del settore - il comparto potrà fornire segni di ripresa nella seconda parte dell'anno. L'impatto negativo sulle crociere dovrebbe risultare a fine anno pari ad oltre tre miliardi di euro.

La stima della perdita di fatturato che nel 2020 sarà accusata dal settore turistico, che per circa il 70% è in Italia turismo di mare, è fra i 55 e i 60 miliardi di euro, con impatto sull'industria alberghiera, sulla ristorazione ma anche sugli stabilimenti balneari che “occupano” il 36% del litorale italiano pari a 8.670 chilometri. Il centro studi ha ricordato che il turismo blu rappresenta, secondo le ultime proiezioni, il 9% del Pil nazionale.

Azzerata sino a oggi anche la nautica da diporto, con porti deserti e con zero prenotazioni per il charter di grandi imbarcazioni da diporto e yacht, e con la speranza che luglio e parte di agosto possano consentire di salvare parte della stagione.

Pesanti inoltre le conseguenze sui porti commerciali, che stanno perdendo (con le sole eccezioni di Gioia Tauro e Trieste) dal 20 al 30% del traffico anche nel settore dei container.

Alla riduzione fino a 120-125 miliardi del fatturato contribuiscono le conseguenze sulla pesca, che nel primo semestre ha segnato un crollo del -80%, quantificabile in 1,5 miliardi di euro, ma anche l'abbattimento di tutte le attività di intrattenimento, l'artigianato e la moda legati al mare (che per ora registrano lo spostamento in avanti di almeno tre mesi nella stagione dello shopping), la gestione dei parchi marini e degli acquari.

PSA Genova Pra'

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